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In memoria di Sabra e Shatila
Tra il 16 e il 18 settembre 1982, nei campi profughi di Sabra e Shatila, si consumò un massacro che resta una delle più grandi infamie della storia contemporanea.


Emergency si unisce alla Global Sumud Flotilla
A Gaza si consuma una catastrofe umanitaria, mentre istituzioni e governi restano fermi o parlano troppo tardi.


A Rimini Draghi sconfessa se stesso
Il suo intervento al Meeting di Rimini conterrebbe molti spunti interessanti e in parte anche condivisibili, se fosse stato accompagnato almeno da un pizzico di autocritica.


Bari consegna le chiavi della città a Francesca Albanese, e sceglie da che parte stare
Lunedì 4 agosto 2025, Bari ha ribadito con forza la sua identità aperta, solidale e resistente.


Tatreez. Il linguaggio silenzioso della resistenza
Un ricamo di storie e sogni intrecciati, dove ogni forma di punto croce vuole raccontare l'anima di una terra e le memorie dei suoi individui.


Il negoziato dell’assurdo: Israele vuole la resa, non la pace
Doha, 24 luglio 2025. Il giorno in cui il processo di pace israelo-palestinese ha toccato vette talmente surreali da sembrare una distopia.


Preti feriti, bambini evaporati: il marcio dell’indignazione selettiva
È calcolo. Un prete ferito in un luogo sacro pesa di più (politicamente, mediaticamente e simbolicamente) di decine di migliaia di bambini morti, disidratati, ustionati, amputati.


Serve ancora il BDS?
Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele: il movimento nonviolento per fermare il governo di Netanyahu.


Perché, mamma?
Come lo spieghiamo ai bambini di Gaza e ai nostri figli che uno Stato di diritto può impunemente affamare e bombardare, mutilando e uccidendo migliaia di innocenti?


Sul piede di guerra, tra Teheran e Tel Aviv
Aiuti umanitari per Gaza bloccati da Israele. Seguono attacchi aerei contro l’Iran e la chiusura delle ambasciate israeliane. L’Iran risponde con missili. Il conflitto si allarga e cresce il rischio di escalation globale.


“Meglio tardi che mai” No, tardi non è meglio. Tardi è tardi
Servono venti mesi e un odore di bruciato che arriva fino ai salotti europei, per sentire qualche leader della politica finalmente mormorare: “Forse Israele sta esagerando”.


“Stop bombs on children”: un grido di pace che non può essere ignorato
Lo slogan è forte, diretto, e serve proprio a scuotere le coscienze. In ogni teatro di guerra ci sono bambini che muoiono sotto le bombe.


Gaza? Ci stiamo pensando. Forse. Con calma
Gaza non chiede pietà. Chiede giustizia e diritti. Chiede di essere lasciata libera, viva, autodeterminata e, soprattutto, palestinese.


La Nakba del 1948
L'evento che rappresentò l'inizio delle sofferenze del popolo palestinese.


Un Pranzo Sociale e una Tavola Rotonda: le prossime iniziative pro Palestina a Cecina
A Cecina due giorni di iniziative per ricordare l’Occupazione e la Resistenza della Terra e del Popolo palestinese.


Apolidi
Persone che non possiedono la cittadinanza di alcun Paese, limitati i loro diritti fondamentali come il lavoro, l'istruzione, l'assistenza sanitaria e la possibilità di viaggiare o avere documenti ufficiali.


Mastica lento, ingoia piano: Sumi piange, Gaza muore in silenzio
Perché la verità non cambia: un crimine di guerra resta tale, chiunque lo commetta, e non deve esistere tolleranza verso una nazione che viola i diritti umani e commette crimini contro l’umanità.


Handala, il simbolo di una Palestina che resiste
«Inizialmente Handala era un bambino palestinese, ma il suo significato si è sviluppato con un orizzonte prima nazionale, poi globale e umano. È un semplice bambino povero, e questa è la ragione per la quale le persone lo hanno adottato e lo sentono come simbolo della loro coscienza».
Naji al-Ali


Gaza: il cessate il fuoco che cambia le regole del gioco
L’intesa mette (temporaneamente) fine a una guerra di 15 mesi, la più sanguinose nella storia dell’occupazione israeliana in Palestina.


Il concetto del Sumud
Sumud non è solo resistenza; è la bellezza del non arrendersi, del continuare a credere in un domani che onori il passato.
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