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Il negoziato dell’assurdo: Israele vuole la resa, non la pace
Doha, 24 luglio 2025. Il giorno in cui il processo di pace israelo-palestinese ha toccato vette talmente surreali da sembrare una distopia.


Preti feriti, bambini evaporati: il marcio dell’indignazione selettiva
È calcolo. Un prete ferito in un luogo sacro pesa di più (politicamente, mediaticamente e simbolicamente) di decine di migliaia di bambini morti, disidratati, ustionati, amputati.


Serve ancora il BDS?
Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele: il movimento nonviolento per fermare il governo di Netanyahu.


Senza la mammina America, Israele sarebbe un cumulo di detriti (e Netanyahu alla sbarra)
C’è qualcosa di teneramente grottesco nella geopolitica mediorientale: ogni volta che Israele si caccia nei guai — militari, politici, morali — arriva, puntuale come una balia isterica, il Pentagono.


Le conseguenze demografiche del sionismo imperialista
Appare paradossale come le destre europee se davvero volessero perseguire le loro stesse politiche, dovrebbero essere le prime a supportare la causa palestinese e a fare il possibile per la stabilità geopolitica nel medio oriente.


Sul piede di guerra, tra Teheran e Tel Aviv
Aiuti umanitari per Gaza bloccati da Israele. Seguono attacchi aerei contro l’Iran e la chiusura delle ambasciate israeliane. L’Iran risponde con missili. Il conflitto si allarga e cresce il rischio di escalation globale.


“Meglio tardi che mai” No, tardi non è meglio. Tardi è tardi
Servono venti mesi e un odore di bruciato che arriva fino ai salotti europei, per sentire qualche leader della politica finalmente mormorare: “Forse Israele sta esagerando”.


Gaza? Ci stiamo pensando. Forse. Con calma
Gaza non chiede pietà. Chiede giustizia e diritti. Chiede di essere lasciata libera, viva, autodeterminata e, soprattutto, palestinese.


La Nakba del 1948
L'evento che rappresentò l'inizio delle sofferenze del popolo palestinese.


Un Pranzo Sociale e una Tavola Rotonda: le prossime iniziative pro Palestina a Cecina
A Cecina due giorni di iniziative per ricordare l’Occupazione e la Resistenza della Terra e del Popolo palestinese.


Il Governo italiano si prepara ad assistere in silenzio e senza obiezioni all’“invasione massiccia” della Palestina da parte di Israele
Meloni evita di condannare l’invasione israeliana di Gaza. L’Italia resta in silenzio mentre si compie una strage che viola il diritto internazionale.


Leggere attentamente il foglietto illustrativo: grida al terrorismo e poi attacca
Prendete l’India e il Pakistan. Prendete Israele e Palestina. Cambiano i nomi, le lingue, le religioni ma la narrativa è la stessa: l’altro, l’oppresso, è un terrorista.


Mastica lento, ingoia piano: Sumi piange, Gaza muore in silenzio
Perché la verità non cambia: un crimine di guerra resta tale, chiunque lo commetta, e non deve esistere tolleranza verso una nazione che viola i diritti umani e commette crimini contro l’umanità.


Handala, il simbolo di una Palestina che resiste
«Inizialmente Handala era un bambino palestinese, ma il suo significato si è sviluppato con un orizzonte prima nazionale, poi globale e umano. È un semplice bambino povero, e questa è la ragione per la quale le persone lo hanno adottato e lo sentono come simbolo della loro coscienza».
Naji al-Ali


Spiegare a Musk chi sono i migranti e chi terroristi
Ha fatto rumore l’ultima esternazione del miliardario al congresso della Lega: “L'immigrazione di massa è una cosa folle." Ma ecco i dati.


Israele viola il cessate il fuoco con l’approvazione USA: 400 le vittime
L’Occidente è complice con il suo silenzio. Il massacro continua impunito: condannarlo è un dovere morale e politico.


Ricordiamo le vittime della Shoah: e le vittime del genocidio di oggi?
Non è più possibile commemorare la Memoria delle vittime di ieri, senza sentire una parola in riferimento alle vittime palestinesi di oggi.


Gaza: il cessate il fuoco che cambia le regole del gioco
L’intesa mette (temporaneamente) fine a una guerra di 15 mesi, la più sanguinose nella storia dell’occupazione israeliana in Palestina.


La giornata della memoria, selettiva
Siamo giunti alla giornata della memoria, avendo dimenticato cosa avremmo dovuto ricordare, per far si che mai più possa riaccadere.


42 giorni di tregua a Gaza (forse)
Da domenica 19 e per i successivi 42 giorni, le armi dovrebbero. Il condizionale sulla sua tenuta è d’obbligo.
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