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Eurofighter italiano colpito dagli Houthi: cosa rischia l'Italia nella crisi del Mar Rosso

1 giorno fa
Tempo di lettura: 2 min

Un Eurofighter F-2000 dell'Aeronautica Militare Italiana è stato colpito durante una serie di attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita, nella base aerea di Ta’if.


L’Italia prende parte dal 2014 alla coalizione multinazionale denominata “Operation Inherent Resolve”, istituita per contrastare i terroristi del Daesh operanti in Iraq e Siria, e ciò spiega la presenza italiana in Arabia Saudita.


Le autorità italiane hanno dichiarato che, oltre al velivolo, non sono stati danneggiati altri mezzi o infrastrutture e che nessun militare italiano è rimasto coinvolto.


L’avanzata degli Houthi sull'isola strategica di Perim ha portato i ribelli a ottenere il controllo dell’intero litorale del Mar Rosso, consentendo loro di tenere sotto scacco lo Stretto di Bab El-Mandeb, fondamentale per il trasporto marittimo delle merci.


Il portavoce militare dei ribelli yemeniti, Yahya Saree, ha però dichiarato che gli Houthi non sono in guerra con l’Italia e che il blocco riguarda unicamente le navi saudite. A stemperare gli animi è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadendo che Roma non è impegnata in alcun conflitto in Medio Oriente, nonostante la presenza di soldati italiani impegnati in missioni internazionali.


Nel frattempo, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha annunciato di aver deciso, insieme al Capo di Stato Maggiore Luigi Portolano, di scortare le navi mercantili battenti bandiera italiana, con l’obiettivo di evitare ulteriori ripercussioni sull’economia del Paese, già in parte compromessa dai numerosi conflitti internazionali.


La fregata Carlo Bergamini, che può essere impiegata nella missione a protezione delle forze navali, è ferma nel porto di Gibuti, in attesa delle direttive italiane per scortare le navi che ne facciano richiesta.


Mentre in Italia si discute la possibilità di intervenire nello Stretto di Bab El-Mandeb al di fuori della missione europea Aspides, Crosetto ha inviato una lettera all’Alto Rappresentante dell’UE Kaja Kallas, proponendo il potenziamento dell’operazione attraverso l’invio di navi militari da parte di altri Paesi. Secondo fonti diplomatiche, Kallas invierà una lettera agli Stati europei per coinvolgerli nella missione a difesa delle navi mercantili.


Intanto, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita, inclusi quelli contro infrastrutture civili ed energetiche, che stanno contribuendo a una nuova escalation militare nella regione.


Sebbene gli Houthi abbiano comunicato agli Stati Uniti di non avere intenzione di colpire gli interessi strategici americani nella regione, il presidente statunitense Donald Trump ha esitato sulla possibilità di intervenire direttamente nel conflitto contro i ribelli yemeniti per soccorrere l’alleato saudita.


Parte del piano volto ad allontanare Arabia Saudita e Stati Uniti sembra giovare alla Repubblica Islamica, che si aspetta una ripresa del conflitto con gli USA e si dichiara pronta ad alzare il livello dello scontro, prendendo di mira obiettivi che nelle fasi precedenti aveva volontariamente evitato.


Il Medio Oriente si prepara a un’altra fase del grande conflitto regionale, che si teme possa prolungarsi ancora per molto tempo.


Incontro bilaterale con il Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto al Pentagono, USA, il 15 giugno 2026 - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bilateral_meeting_with_Italian_Minister_of_Defense_Guido_Crosetto_at_the_Pentagon,_USA_on_June_15,_2026_-_10.jpg
Incontro bilaterale con il Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto al Pentagono, USA, il 15 giugno 2026

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