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L’ombra del padrone: Meloni e il declino della sovranità e dei diritti

Nella giornata di ieri Giorgia Meloni, nel dichiarare davanti al Parlamento, cioè al Paese, che Trump sta agendo fuori dal diritto internazionale, a ben vedere non ha espresso una condanna del suo operato, ma ha solo fatto una constatazione.

 

E infatti ciò (dichiarare che Trump sta agendo fuori dal diritto internazionale) non significa affermare che lei e il suo governo condannano chi agisce così, ma che "si può" agire così.

 

Lo stesso Trump dice apertamente che se ne infischia del diritto internazionale, e che infischiarsene è accettabile, semplicemente perché lui lo vuole.

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Le Comunicazioni della Presidente Meloni in Parlamento. 11 marzo 2026 - Governo.it

Il centro dei discorsi quando si parla di morti di civili, di bambini, di usurpazione del diritto dei palestinesi che vivono a Gaza ed in Cisgiordania, del loro stesso diritto di autodeterminazione non diventa più l'affermazione irrinunciabile della dignità e uguaglianza nei diritti di tutti gli esseri umani, a qualunque popolo essi appartengono (principio su cui si fonda la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948) ma l'idolatria del presidente, considerato la fonte stessa che decide cosa è da considerare BENE e cosa è MALE.

 

La preghiera satanica su di lui (così solo la si può definire) che alcuni giorni fa è stata spiattellata sui media di tutto il mondo rappresenta plasticamente tutto questo.

 

Così, tornando al nostro Paese, è dimostrato che la risoluzione di maggioranza, approvata ieri in Parlamento insieme alle dichiarazioni di Giorgia Meloni, non fa che replicare il "verbo" di Trump, riconoscendo che tutto ciò che lui ha detto e fatto è accettabile e considerato lecito.

 

La prova di ciò è che la medesima risoluzione approvata oggi, insieme al discorso di Giorgia Meloni, non contiene di fatto nessun impegno a fermare la follia bellicista ed imperialistica di Trump o il piano genocida di Benjamin Netanyahu, ma continua a sostenerlo senza esitazioni.

 

Chi scrive i discorsi a Giorgia Meloni e quelli dei politici della sua parte sanno bene come fare per fare apparire una realtà al posto di un'altra e pensano infatti che noi Italiani siamo così stupidi da non accorgerci di questo tranello. Infatti è ormai consuetudine abbastanza appurata negli ultimi tempi che governi di Stati-satellite come il nostro possano (gli viene concesso) dire qualche "paroletta" che sembra un accenno di presa di distanza dall'agire del padrone statunitense, in quanto anche a Washington sanno che ciò è necessario per tenere a bada in qualche modo il Parlamento e l'opinione pubblica. In realtà hanno scommesso fin dall'inizio sulla nostra ignoranza e sulla nostra inerzia e pigrizia.

 

Ma prima o poi, purtroppo per noi, i nodi verranno al pettine, a meno che non ci svegliamo e scendiamo veramente in piazza, dando ascolto alle nostre coscienze assopite.

 

Lo sconvolgimento globale dell'economia infatti (di cui con l'aumento dei costi dell'energia abbiamo visto solo un assaggio) ci colpirà in modo inevitabile e sempre più duro e la risposta che loro hanno già preparato a questo evento, presentandola come l'unica soluzione, sarà il completo impegno militare dell'Italia al fianco del padrone statunitense.

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