DiCultHer: Un’infrastruttura civile per la cittadinanza digitale e la democrazia cognitiva
Introduzione editoriale
L’innovazione didattica, nella sua accezione più profonda, travalica l’utilizzo di nuovi strumenti o metodologie per divenire processo culturale che ridefinisce il rapporto tra conoscenza, educazione e cittadinanza, traducendo il progresso tecnico in autentico sviluppo umano. Nell’epoca dell’intelligenza artificiale e degli ecosistemi della conoscenza riconfigurati, la questione educativa assume rilievo centrale: non semplice utilizzo delle tecnologie, ma cultura capace di orientarne criticamente il senso, governarne gli impatti e tutelare la qualità cognitiva e democratica delle comunità.
In tale orizzonte teorico e civile si colloca il percorso di DiCultHer – Associazione Internazionale per la Promozione della Cultura Digitale – tra i più significativi laboratori italiani e stranieri a interpretare il digitale, non come semplice infrastruttura, ma quale ambiente ontologico-culturale in cui si plasmano identità, cittadinanza e nuove modalità di produzione e condivisione dei saperi. In tale prospettiva l’innovazione educativa si configura come esercizio di responsabilità collettiva, che valorizza il patrimonio culturale in quanto risorsa dinamica per interpretare, comprendere il presente e progettare consapevolmente il futuro.
L’evoluzione approda a un’“ecologia dell’intelligenza”: un paradigma che supera la dicotomia tra umanesimo e tecnologia, integrando patrimonio culturale digitale, IA ed educazione in un unico ecosistema epistemologico e civile. Richiamando la tradizione del pensiero ecologico italiano, propone di abitare l’innovazione con pensiero sistemico, responsabilità etica, cura dei contesti educativi e protagonismo attivo.
Nel seguente contributo il dott. Giovanni Piscolla − direttore DiCultHer, uomo lungimirante, costantemente dedito alla ricerca e alla promozione dell'innovazione e della valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il digitale, il cui impegno rappresenta riferimento autorevole e prezioso contributo alla crescita della cultura e della formazione nel nostro Paese − ricostruisce matrici culturali, visione e linee di intervento dell’esperienza: dalla ricerca e formazione agli strumenti di partecipazione, fino alle reti territoriali e internazionali che ne costituiscono la trama; un’infrastruttura culturale al servizio di scuola, università, istituzioni e comunità educanti, orientata alla costruzione di una democrazia cognitiva in cui diritto alla conoscenza, partecipazione e responsabilità sono presupposti imprescindibili per affrontare le sfide pedagogiche e civili nell’era dell’IA.
Nadia De Cristofaro

Giovanni Piscolla. Direttore DiCultHer – Associazione Internazionale per la promozione della Cultura Digitale “Dino Buzzetti”
DiCultHer — Associazione Internazionale per la Promozione della Cultura Digitale “Dino Buzzetti” — è attiva dal 2015 e opera nei campi dell’educazione digitale, del patrimonio culturale e, negli ultimi anni, della formazione all’uso consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale. In undici anni di attività ha costruito una rete nazionale e internazionale di scuole, università, istituzioni culturali e comunità educanti, mettendo a disposizione strumenti, formazione ed eventi completamente gratuiti.
Di fatto DiCultHer, nata con l'obiettivo di promuovere la cultura dell’innovazione applicata al Patrimonio Culturale e sostenere i diritti all’educazione e all’accesso ai saperi, ha costruito nel tempo un’infrastruttura civile di sicurezza cognitiva capace di rispondere alle grandi sfide di quest’epoca contrassegnata dalla diffusione dell’Intelligenza Artificiale in tutti i settori della società.
La vision: dalle radici dell’ecologia all'ecologia dell’intelligenza
La visione di DiCultHer è profondamente umanistica e radicata nel pensiero ecologico italiano del Novecento. Sin dalla sua costituzione, l'Associazione ha interpretato il digitale non come una semplice estensione del reale, ma come una nuova ontologia della conoscenza e un ambiente in cui si formano identità e si esercita la cittadinanza.
Questa visione è guidata dall'eredità di maestri come Dino Buzzetti, studioso della natura ontologica del digitale, e Antonio Ruberti, che vedeva nella conoscenza il vero capitale immateriale delle nazioni che cresce solo attraverso la condivisione
Questa prospettiva è culminata nel 2026 nella definizione di un’"Ecologia dell’intelligenza", una grammatica culturale che integra Patrimonio Culturale Digitale (PCD), Intelligenza Artificiale (IA) ed Educazione (EDU) come dimensioni inseparabili di un unico ecosistema. Attingendo all'eredità di maestri come Laura Conti, Valerio Giacomini, Antonio Moroni e Giorgio Nebbia, DiCultHer propone di abitare l’innovazione non subendola, ma governandola attraverso il pensiero sistemico, la responsabilità collettiva e la cura dei contesti educativi.
Questa visione operativa si incarna anche nel modello del "Monastero Diffuso". Come i monasteri medievali custodivano la memoria in tempi di crisi, la rete DiCultHer opera oggi per proteggere la qualità cognitiva e democratica del nostro tempo, promuovendo una "Regola Civile" laica riassunta nel motto:
Ora: coltiva la consapevolezza e l’igiene dell’attenzione prima dell’azione;
Lege: leggi criticamente le fonti, distinguendo tra informazione e simulazione;
Labora: trasforma il consumo passivo in produzione culturale autentica a servizio della comunità.
La mission: titolarità culturale e protagonismo giovanile
Il cuore pulsante di DiCultHer è il concetto di "Titolarità Culturale", un principio derivato dalla Convenzione di Faro (2005) che riconosce il diritto di ogni persona di essere protagonista nella curatela e nella valorizzazione del patrimonio comune. La missione dell'Associazione è trasformare la scuola da destinatario di tecnologie a luogo in cui prende forma la cultura che le governa.
L’obiettivo è garantire alle studentesse e agli studenti le competenze chiave per abitare il proprio presente e progettare il futuro sviluppando la capacità di giudizio critico, l'unica competenza in grado di armonizzare i suggerimenti dei modelli linguistici con la responsabilità umana. Questa missione si esprime con forza attraverso HackCultura, l’hackathon nazionale delle studentesse e degli studenti, giunta nel 2026 alla sua ottava edizione. HackCultura non è una gara competitiva, ma una infrastruttura educativa che stimola i giovani a progettare e produrre, guidati dai propri docenti, narrazioni digitali a beneficio della comunità.
L’impegno costante sul campo: gli strumenti dell'ecosistema
DiCultHer non è solo una rete teorica, ma un laboratorio vivente che opera attraverso strumenti consolidati e gratuiti, i principali sono:
HackCultura, l’infrastruttura della creatività e la rassegna "Raffaello De Ruggieri"
La Rassegna è l’appuntamento annuale in cui i prodotti delle scuole smettono di essere esercizi scolastici e diventano patrimonio condiviso. Le narrazioni digitali realizzate durante l’anno scolastico, in risposta alle Sfide di HackCultura, vengono presentate pubblicamente nel corso di appositi Webinar online.
Nel 2026 sono state presentate in 4 Webinar, disponibili su Youtube, 38 narrazioni digitali pubblicate sia sul sito web di DiCultHer sia sulla rivista "Culture Digitali".
Rivista scientifica "Culture Digitali" (ISSN 2785-308X)
È la pubblicazione ufficiale dell'Associazione Internazionale #DiCultHer, concepita come uno strumento di riflessione che funge da laboratorio di idee per connettere realtà diverse (scuola, università, istituti di cultura, singoli operatori culturali) e trarre beneficio dal confronto reciproco. Il suo obiettivo è documentare le esperienze più significative sul patrimonio culturale digitale. La Rivista è attiva dal 2021, è arrivata al numero 18 e in cinque anni ha visto la pubblicazione di oltre 500 articoli con circa 25.000 visite annue.
DiCultHer Academy e la formazione dei docenti
La DiCultHer Academy, nata per affermare che educare nell’era dell’IA non significa delegare alla tecnologia, ma coltivare consapevolezza, etica e cittadinanza attiva nei territori, nelle scuole e nei luoghi della cultura, è entrata nel suo secondo anno con oltre 300 docenti iscritti. Attraverso MOOC gratuiti, l’Academy forma insegnanti come "ecologi digitali", capaci di curare gli ecosistemi cognitivi delle proprie classi. Dopo il primo MOOC “Laboratorio di intelligenza culturale”, volto a fornire una visione nuova dell’educazione nell’era dell’IA, sono in attivazione nuovi percorsi formativi che affrontano temi cruciali come il Gender Mainstreaming, l’accessibilità come diritto culturale e l’ecologia dell'intelligenza.
Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti” (nel 2027 dal 3 al 9 maggio)
La Settimana delle Culture Digitali (SCUD) è un appuntamento annuale che funge da spazio di confronto e co-progettazione per valorizzare la progettualità giovanile, rafforzare il dialogo tra istituzioni, scuole e comunità e promuovere il diritto all’accesso al sapere, all’istruzione, all’innovazione e all’uso consapevole delle tecnologie digitali.
La SCUD rappresenta un momento centrale dell’anno associativo, è un’occasione per fare il punto sulle attività realizzate, presentare nuove iniziative, ascoltare le esperienze delle scuole e dei territori, e costruire insieme visioni future.
La XII edizione della SCUD del 2027 culminerà il 9 maggio con la celebrazione della sesta edizione della Festa dell’Europa
Webinar settimanali
DiCultHer organizza Webinar settimanali gratuiti (su piattaforma Zoom e in diretta Youtube) a beneficio di una vasta comunità di operatori culturali interessati alle varie tematiche trattate. Nei 170 Webinar che DiCultHer ha organizzato a partire da ottobre 2020 oltre 4500 partecipanti hanno seguito uno o più webinar nei quali si sono alternati circa 650 relatori (di cui molti intervenuti più volte).
È possibile visionare la registrazione integrale di tutti i Webinar nel Canale DiCultHer di YouTube .
Gli AI HUB DiCultHer
Oltre 40 laboratori pedagogici situati, organizzati in cinque cluster: Educazione & Patrimonio; Etica, Diritti & Responsabilità; Futuro Sostenibile; Territori & Comunità; Salute, Sicurezza & Benessere. Gli AI HUB sono gli spazi in cui l’IA viene utilizzata come partner cognitivo per approfondire le varie tematiche di interesse dell’ecosistema culturale di DiCultHer.
Attività specifiche nel 2026
Nel 2026 sono inoltre previste iniziative specifiche di notevole rilevanza:
Convegno "La Rappresentanza del Futuro" (L'Aquila, 4 settembre 2026), organizzato da DiCultHer con gli Uffici Scolastici Regionali di Abruzzo e Liguria, in cui viene promosso il protagonismo delle Consulte Provinciali Studentesche con la definizione e la firma del "Manifesto delle Consulte per la Scuola dell’IA".
Primo Congresso Nazionale DiCultHer (9 e 16 ottobre 2026), un evento cruciale dedicato alla presentazione del Rapporto PCD-IA-EDU, volto a definire una politica culturale ed educativa nazionale per l'era digitale.
Dialogo Internazionale Italia-Africa (tra novembre e dicembre 2026), in collaborazione con IRAGE Rwanda che ha lanciato il progetto dei "Living Archives", dimostrando che la custodia della memoria e della dignità umana è una sfida globale che unisce i continenti.
Giornata dei Diritti (10 dicembre 2026), in occasione della ricorrenza della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, DiCultHer dedica la propria giornata annuale ai diritti cognitivi nell’era dell’AI: diritto alla consapevolezza algoritmica, alla memoria culturale, all’educazione critica negli ecosistemi digitali, alla sostenibilità digitale e alla sovranità della mente. Non diritti astratti, ma pratiche educative concrete.
Iniziative territoriali: Il consolidamento di festival come il Festival @niene e il Sannio Digital Festival testimonia il radicamento dell'Associazione anche nei borghi e nelle comunità locali.
Conclusione: un cammino plurigenerazionale
L’impegno di DiCultHer, dal 2015 ad oggi, dimostra che la vera sfida non è l’Intelligenza Artificiale in sé, ma la nostra capacità di costruire una cultura all’altezza del tempo presente.
DiCultHer propone un modello di democrazia cognitiva dove la conoscenza è un bene comune inesauribile che cresce attraverso la condivisione.
L'obiettivo finale resta quello di "abitare l’innovazione", trasformando la tecnologia in uno strumento di bellezza, giustizia intergenerazionale e responsabilità civile, con particolare riferimento alla scuola, luogo in cui sempre più va coltivata la capacità umana di sentire, riflettere e creare connessioni autentiche.

Nota biografica
Giovanni Piscolla
Giovanni Piscolla è esperto in tecnologie digitali, culture digitali e Data Protection con oltre 40 anni di esperienza nella direzione di aziende informatiche private e nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Laureatosi presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", ricopre oggi ruoli di primo piano all'interno dell'Associazione Internazionale DiCultHer (Rete Italiana di Cultura Digitale), dove opera come Direttore, Vice Presidente, Direttore della sezione "Faro Molise" e Vicedirettore della rivista scientifica Culture Digitali. Specializzato nella tutela della privacy, svolge l'attività di Data Protection Officer (DPO) per numerosi enti locali e istituzioni scolastiche. In ambito educativo, è ideatore e coordinatore di importanti iniziative nazionali come HackCultura e i percorsi formativi della DiCultHer Academy, con un focus specifico sull'Umanesimo Digitale e sull'applicazione dell'Intelligenza Artificiale nella didattica scolastica.




