Il Sole 24 Ore e la crescita Italiana alla prova del fact-checking
- Elio Litti
- 6 giorni fa
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In un recente articolo del Sole 24 ore il giornale rilancia la notizia dell’apparente sorpasso dell’Italia sul Regno Unito, nel reddito pro capite a parità di potere di acquisto. Ciò che merita una “analisi sull’analisi” del quotidiano organo di Confindustria, sono le ragioni che a detta loro, spiegano tale sorpasso.
Leggendo i dati della World Bank[1], al di là del piccolo strafalcione del Sole (che in realtà parla di prodotto interno lordo quando invece a essere superiore a quello dell’UK è il prodotto nazionale lordo), si quotano tra le principali cause del sorpasso, la demografia, la spesa sociale e le riforme e stabilità del governo Meloni. Facciamo un fact-checking di ciascun elemento.
Il Pnl italiano supererebbe quello inglese per ragioni demografiche, come cita Il Sole. Vero: la popolazione. italiana (59,2 milioni) ha perso quasi 200mila abitanti rispetto al 2024 mentre quella inglese (69,5 milioni) ne ha guadagnati oltre 400mila. L’età media della popolazione italiana è di oltre 48 anni mentre quella inglese è di 8 anni più giovane. L’indice di vecchiaia (numero di persone 65+ su totale popolazione in età attiva 15-64) italiano è del 39% mentre è solo del 31% nel Regno Unito.
Il giornale si sarebbe potuto fermare qui per dimostrare come il sorpasso non sia altro che il risultato algebrico di una riduzione del denominatore (numero di abitanti) rispetto al numeratore (ricchezza prodotta) con il paradosso statistico che anche se l’Italia smettesse di crescere in termini di prodotto interno lordo complessivo, a causa del suo tramonto demografico potrebbe comunque vivere anni di crescita del reddito pro capite. Pochi anni naturalmente, poiché al crescere della popolazione anziana e all’invecchiare della popolazione in età attiva, il paese vivrebbe un declino inesorabile della ricchezza complessiva prodotta.
Purtroppo il giornale, faro del capitalismo italiano, non contento di questa spiegazione matematica, aggiunge altri elementi che spiegano il sorpasso: l’eccesso di spesa per sussidi e l’aumento della disoccupazione a demerito dell’UK, riforme della giustizia, incentivi nell’edilizia e stabilità politica dell’Italia sarebbero i fattori di merito. Analizziamo queste allegazioni turbocapitalistiche, per citare Fusaro.
La spesa sociale complessiva in rapporto al pil in Italia è del 26.5% contro il 26% dell’UK (dati OECD 2021), secondo la World Bank, le spese per i contributi sociali netti (pensioni incluse) sono intorno ai 269 miliardi in Italia contro i 230 miliardi dell’UK, in sostanza l’Italia spende molto di più dell’UK e spende molto di più per pensioni. Anche il dato sulla disoccupazione è decontestualizzato, è vero che quella inglese è al 4,7% a maggio 2025, ma quella italiana è al 6.5% quindi per riassumere, Regno Unito – Italia 2-0.
Nell’articolo, Il Sole si affida alle parole di un giornale di destra conservatore come il Daily Telegraph per tessere lodi sul governo italiano che avrebbe concorso a causare questo sorpasso, grazie a:
“la riforma del sistema giudiziario” (leggasi un attacco all’indipendenza della magistratura italiana);
“il contenimento di alcuni benefici previdenziali” (leggasi la beffa dell’aumento delle pensioni di 1.8 euro al mese[2]);
“gli incentivi all’edilizia” (leggasi il ridimensionamento del bonus casa);
per “i fondi europei del programma Next Generation Eu, hanno dato un impulso significativo all’economia” (falso, pur essendo il paese che ha ricevuto più fondi in UE, l’Italia al maggio 2025 non ha speso neanche un terzo di questi fondi con il grave rischio di non riuscire a centrare la spesa a scadenza nel 2026[3]).
Infine, sempre secondo il Sole che indorsa il Telegraph, “anche la stabilità politica – rara nella storia recente italiana – è oggi vista come un fattore di attrattiva rispetto ad altri grandi Paesi europei attraversati da tensioni interne”. A naso si potrebbe dire che anche Turchia, Russia, Bielorussia, Corea del Nord e molti dei paesi “-Stan” vantano governi di durate decennali e mirabilmente stabili. La cosiddetta stabilità di un governo torna utile a una certa visione di capitalismo predatorio, ma di per sé non da garanzia alcuna di benessere di un paese.
[1] GNI per capita, PPP (current international $) - United Kingdom, Italy, Poland, France | Data
[2] La beffa sulle pensioni minime: aumento di 1,8 euro al mese
[3] È stato speso meno di un terzo dei fondi del Pnrr - Openpolis