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Faduma, la "dublinante zero" che ha messo a nudo le fragilità d'Europa

La storia di una persona svela a volte le contraddizioni di un intero continente. Faduma ha 22 anni ed è fuggita dalla guerra in Somalia. È sbarcata a Lampedusa, dove le sono state prese le impronte digitali. Quel gesto, apparentemente di routine, ha inserito i suoi dati nel database Eurodac. Faduma voleva solo raggiungere la sua famiglia in Baviera, ma quando ha chiesto asilo in Germania è diventata la "dublinante zero". Per le autorità tedesche era la prima persona da rispedire in Italia con un volo forzato il 19 agosto 2026.


Una donna con un cappotto blu e hijab aspetta in una stazione di treni all'aperto vuota - https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-in-hijab-aspettando-alla-stazione-di-treni-vuota-28971802/
immagine di Rahime Gül - pexels.com

I "dublinanti" sono proprio questo, richiedenti asilo che transitano in un paese di primo approdo, come l'Italia, ma sognano il Nord Europa. Secondo i trattati europei, Roma resta responsabile della loro accoglienza. Nel corso del 2025 l'Italia ha ricevuto ben 24.152 richieste di ripresa in carico, accettandone appena 85. Con il nuovo Patto sulla migrazione e asilo del 12 giugno 2026, sostenuto con entusiasmo dal governo italiano, le procedure digitali si sono velocizzate. L'accordo prevede però una solidarietà flessibile, voluta da Roma per assecondare gli alleati sovranisti contrari alle quote obbligatorie. Paesi come la Svezia possono pagare pur di non accogliere, lasciando l'Italia geograficamente sola.

 

La segretaria dem Elly Schlein ha definito questa situazione un "clamoroso boomerang". La sua tesi unisce il destino dei dublinanti alla sospensione temporanea del trattato di Schengen decisa da Roma. Durante la recente crisi nell'enclave spagnola di Ceuta, l'Italia ha ripristinato i controlli alla frontiera per isolare la Spagna. Meloni ha stretto un'alleanza trasversale con la premier socialdemocratica danese Mette Frederiksen il 10 agosto 2026, guidando un blocco di 22 paesi per chiedere la linea dura. Secondo Schlein, chiudendo i confini e rompendo la solidarietà, il governo ha offerto a Germania, Austria e Svezia il pretesto morale perfetto per fare altrettanto.

 

Molti giuristi e sostenitori del governo obiettano che Schlein si sbaglia. Dal punto di vista puramente legale, infatti, Schengen e Dublino viaggiano su binari indipendenti. Le regole d'asilo si applicherebbero comunque e i rimpatri avverrebbero in aereo anche a frontiere aperte.


La critica dell'opposizione coglie però una verità politica. L'arroccamento diplomatico e la retorica dei confini blindati hanno legittimato l'egoismo degli altri partner europei, che ora applicano le regole burocratiche con fredda rigidità contro l'Italia.

 

Faduma si è salvata poche ore prima del volo grazie all'asilo ecclesiastico offerto da una parrocchia di Norimberga. "Sono molto felice di essere finalmente al sicuro", ha raccontato commossa tramite l'Ansa. Ma la sua vicenda dimostra che dietro le sigle dei trattati ci sono vite umane in carne e ossa. In questo scenario, i veri vulnerabili non sono le persone come lei, ma gli stati europei, ormai incapaci di una reale solidarietà e ostaggi delle proprie paure interne.

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