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Emma Bonino, una vita per i diritti e la libertà

3 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Se oggi viviamo in un Paese più libero e i diritti ci sembrano scontati, è solo perché ieri c'è stato chi, come Emma Bonino, ha combattuto per conquistarli uno ad uno. Con la scomparsa di Emma Bonino l’Italia perde un pilastro, una storia di lotta civile che appartiene a tutti, non solo a chi ha condiviso la sua linea politica.

 

Emma Bonino - Francesco Pierantoni, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Emma_Bonino_2017.jpg
Emma Bonino - Francesco Pierantoni, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Entrata giovanissima nel Partito Radicale al fianco di Marco Pannella, Emma Bonino non ha mai fatto politica per accomodarsi nei palazzi. Ha scardinato tabù arrivando fino alle manette per disobbedienza civile durante le battaglie per la legalizzazione dell'aborto, difendendo a denti stretti il diritto al divorzio, la dignità dei carcerati, la libertà di scegliere sul proprio fine vita.

 

Istituzionale sì, ma mai addomesticata. Da deputata, ministra e commissaria europea ha portato le sue battaglie fuori dai confini nazionali: la moratoria contro la pena di morte e la lotta alle mutilazioni genitali femminili portano la sua firma. Aveva il raro talento di usare la forza dello Stato per scardinarne i conformismi. Evocata a più riprese per la Presidenza della Repubblica, ha trovato davanti a sé il muro di un Paese impreparato: troppo presto per una donna al Colle, figurarsi per una donna d'azione, libera e senza compromessi come lei.

 

Una laica che seppe costruire un ponte d'affetto con Papa Francesco. Il Papa la definì tra i «grandi d’Italia» e andò a farle visita a casa, trasformando la distanza ideologica in un'alleanza civile per gli ultimi del mondo: i detenuti e i migranti, le cui battaglie il Papa le lasciò in eredità.

 

Negli ultimi anni ha guardato in faccia il tumore parlandone apertamente, senza pietismi e lavorando fino all'ultimo respiro con la consueta lucidità. Non ci lascia una serie di tessere di partito o di incarichi, ma una lezione concreta: quando oggi usufruiamo di un diritto e ci sembra quasi scontato averlo, dovremmo ricordare che dietro quel pezzo di libertà c'è stata la corsa ostinata di Emma Bonino. E ora che la sua corsa si è fermata, il testimone passa a noi. Perché quei diritti non restino una conquista del passato, ma rimangano una battaglia del presente.

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