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A Rimini Draghi sconfessa se stesso

Devo chiedere scusa se ogni volta che il Verbo draghiano viene diffuso sull’orbe terraqueo io proprio non riesco a fare la ola e unirmi al coro delle approvazioni e degli applausi. Il suo intervento al Meeting di Rimini conterrebbe molti spunti interessanti e in parte anche condivisibili, se fosse stato accompagnato almeno da un pizzico di autocritica.


L’ex governatore della Banca centrale europea lamentava l’irrilevanza dell’Europa nella trattativa sulla (eventuale) pace in Ucraina, nel fermare Israele dalla sua reazione violenta sulla popolazione civile di Gaza, nel suo ruolo evanescente durante gli scontri tra Israele, Iran e USA (che per fortuna non sono sfociati in conflitto aperto e chissà cosa sarebbe successo se in questo caso l’Europa fosse stata più influente) e nella trattativa con Trump sui dazi.

 

Passo velocemente sul fatto che, se in queste situazioni l’Europa avesse avuto un ruolo più rilevante, non abbiamo alcuna prova che le cose sarebbero andare meglio. Nel conflitto in Ucraina i leader europei mi sembra che si stiano impegnando soprattutto a sabotare i negoziati e sulla questione palestinese, a parte qualche nobile presa di posizione sul riconoscimento della Stato di Palestina, la loro linea politica (e soprattutto l’invio di aiuti militari) non mi sembra si discosti molto nel concreto da quella dell’alleato americano.

 

Ma veniamo un po’ più nel dettaglio alle dichiarazioni di Draghi. Tutto ciò che dice sull’irrilevanza delle istituzioni europee è vero, ma che cos’è l’Europa oltre all’aspetto puramente geografico? È un’entità di per se stessa evanescente. Chi dovrebbe rappresentarla nel consesso internazionale? La Commissione? Il Consiglio d’Europa? Il Parlamento con il suo presidente? La rappresentante di politica estera?

 

A parte queste difficoltà strutturali, perché una federazione europea nei fatti non esiste, e non c’è attualmente nessuna figura autorevole che possa rappresentarla, il peso dell’Europa si è spesso confuso con la capacità e lungimiranza dei leader nazionali che ora mi sembra mancare. Ma anche a livello di istituzioni europee il lamento di Draghi mi sembra una forma inconsapevole di autocritica, perché lui è stato uno dei principali artefici della costruzione di queste istituzioni, così tanto centrate su mercato, finanza e moneta unica e così poco sulla politica.

 

Mi chiedo chi fosse il Governatore della BCE quando la politica economica dell’UE era tutta fondata sulla riduzione forzata del debito con conseguenze devastanti, soprattutto per i Paesi mediterranei, sugli investimenti e sulla spesa sociale. L’obiettivo di tale politica era esplicitamente la riduzione del costo del lavoro per deprimere la domanda interna e incentivare le esportazioni. Il surplus commerciale è uno dei motivi della reazione americana, che non è cominciata con Trump, essendo solo il portavoce più rozzo ed estremo.

 

Così come mi sfugge la sua originale posizione quando è cominciata la guerra in Ucraina e vaticinava il crollo dell’economia russa in poche settimane grazie alle sanzioni, mentre, nello stesso tempo, i leader israeliano Bennet e quello turco Erdogan, tentavano una mediazione tra le parti, quasi riuscita se non fossero intervenuti USA e UK a far saltare tutto.

 

Riguardo poi alla situazione nella Striscia di Gaza, mi chiedo quale sia stato il suo contributo in questi due anni. È vero che non era più Presidente del Consiglio a ottobre del 2023, ma poteva anche svegliarsi prima a dire qualcosa, visto che in molti pendono dalle sue labbra. E sarei anche curioso di conoscere e ascoltare una sua opinione su questo tema e sulla politica estera imperiale di Israele in Medio Oriente, casomai fosse diversa da quella degli altri leader europei.

 

È vero, qualcuno potrebbe obiettare che ora Draghi non ha più alcuna carica pubblica, ma ha comunque un’influenza superiore a quella di molti politici in carica. Inoltre, quello che manca di più nel suo discorso a Rimini sono l’assenza di proposte alternative praticabili. Forse mancano perché in questo modo andrebbe a sconfessare molte delle sue scelte e prese di posizione. Ma può essere che su queste abbia cambiato idea, ma non abbia il coraggio di dirlo.

European Parliament, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
European Parliament, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

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