Violenze tra le mura del carcere minorile di Casal del Marmo
- Daniela Loffredo

- 13 ore fa
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La Procura di Roma ha aperto un fascicolo su una preoccupante scia di violenze che sarebbero avvenute tra le mura del carcere minorile di Casal del Marmo. Secondo l'inchiesta rilanciata da Repubblica, i presunti abusi, che includono pestaggi e aggressioni, si sarebbero consumati nell'arco di quasi tutto il 2025, tra i mesi di febbraio e novembre.
Il video e l'immagine di copertina, presi da Pixabay, autore Pic_Panther, non sono dell'IPM di Casal del Marmo.
Gli inquirenti descrivono un clima di pesanti intimidazioni, sintetizzato da minacce brutali rivolte ai giovani detenuti, come: "Vi porto sopra e vi faccio carne macinata", linguaggio che avrebbe fatto da corredo a una gestione violenta della disciplina interna. Il bilancio giudiziario vede coinvolti dieci agenti della polizia penitenziaria: due di loro indagati per tortura, cinque sono accusati di lesioni e tre di falso ideologico, quest’ultimo legato al tentativo di coprire i fatti attraverso la redazione di atti non veritieri. "Nella primavera dello scorso anno - dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - l'associazione era venuta a conoscenza di alcuni casi di possibili violenze. Raccolte queste testimonianze si era deciso di procedere alla presentazione di un esposto dove si dettagliavano alcuni di questi episodi. Ora ci si attende una presa di posizione ministeriale netta contro le violenze e le torture. E ci auguriamo che si metta la parola stop a ogni deriva militaresca nelle carceri per adulti e per minori. Siamo grati alla magistratura per l'inchiesta che si speri porti a rapida ricostruzione dei fatti con il sostegno di tutte le istituzioni ".
Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell’osservatorio minori di Antigone parla di “problema di sistema”, ma invita a non generalizzare, in quanto vi sono “tanti operatori che ogni giorno, non senza fatica, fanno il loro lavoro nel rispetto dei diritti e delle persone. Da loro e dalla presenza di Antigone nelle carceri, che serve a monitorare ciò che accade e a costruire relazioni di fiducia con tutte le parti, è stato possibile far emergere questo caso. Per questo è importante che gli sguardi indipendenti nelle carceri continuano ad essere resi possibili". Il carcere, soprattutto per i giovani detenuti, dovrebbe rappresentare un momento di riflessione e cambiamento, un’occasione di formazione, per cambiare vita e capire che non è mai troppo tardi per rimediare agli errori. Si parla della “funzione rieducativa della pena” costituzionalmente prevista, e la stessa non può essere “contraria al senso di umanità”.
La condizione delle carceri in Italia è drammatica: episodi come quelli emersi dall'inchiesta su Casal del Marmo mettono in discussione i pilastri stessi della nostra civiltà giuridica, richiamando le istituzioni a una presa di posizione netta contro ogni forma di violenza o deriva militaresca. Solo garantendo il rispetto della dignità umana e permettendo sguardi indipendenti e trasparenti sulle realtà detentive sarà possibile trasformare la pena in un’effettiva occasione di riscatto e cambiamento.



