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Sigonella: il governo ribadisce il rispetto degli accordi con gli USA

Non è la prima volta che, nella storia repubblicana, Sigonella diventa teatro di “tensioni” tra Roma e Washington: nel 1985, il governo guidato da Craxi si oppose alle richieste dell’amministrazione guidata da Ronald Reagan, rivendicando la sovranità italiana, a seguito del dirottamente della nave da crociera Achille Lauro e del conseguente assassinio di un turista americano. Stavolta il “no” è stato pronunciato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha, appunto, negato agli Stati Uniti l’autorizzazione a utilizzare la base militare di Sigonella, in Sicilia, come punto di appoggio per alcuni bombardieri diretti verso la regione del golfo Persico.

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Il momento di entusiasmo generale soprattutto da parte delle opposizioni, che hanno visto in questo gesto un decisivo cambio di rotta sui rapporti con l’amministrazione Trump, è bruscamente interrotto da una nota di palazzo Chigi:

 

«In riferimento alle notizie di stampa sull'utilizzo delle basi militari, si ribadisce che l'Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere; la linea dell'esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica. Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Il governo continuerà pertanto a operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell'interesse nazionale – precisando, poi che - Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione».

 

Anche Crosetto interviene su X per spegnere l'incendio mediatico: «Qualcuno cerca di far passare il messaggio che l’Italia abbia sospeso l’uso delle basi agli USA. È falso. Le basi sono attive e in uso. Non c’è alcun raffreddamento con Washington».

 

In definitiva, penso che questa vicenda evidenzi la necessità di un equilibrio costante: da un lato, l’importanza di assumere una posizione politica netta per tutelare l'interesse nazionale, dall'altro l'obbligo di onorare gli impegni internazionali. Questa sintesi appare oggi cruciale, poiché si inserisce in un quadro geopolitico in profonda trasformazione. Mentre l'Italia ribadisce la propria lealtà ai trattati, l'orizzonte atlantico è segnato dalle incertezze della nuova posizione di Trump, che ha più volte messo in discussione la solidità delle storiche alleanze difensive, arrivando perfino a definire la NATO una “tigre di carta”. In questo contesto, far rispettare la propria sovranità non è solo un atto di coerenza interna, ma diventa una strategia necessaria per navigare in una stagione in cui il sostegno degli Stati Uniti non è più scontato e la credibilità internazionale deve poggiare su basi sempre più solide e autonome.

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