Quando scende la sera
- Barbaro Antonio Pontoriero

- 20 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Ah, la sera, la dolce sera!
Ci sono momenti della giornata che sembrano custodire una particolare verità. La sera è uno di questi.
Quando il rumore del giorno si attenua e le occupazioni si allontanano, ciò che abbiamo vissuto torna spesso a farci visita. Non necessariamente con il dolore delle ferite aperte, ma con la discrezione dei ricordi che hanno trovato il loro posto dentro di noi.
La poesia che segue nasce proprio da questo spazio interiore: quel momento sospeso in cui il passato non chiede più di essere trattenuto e il cuore non pretende più di cambiare ciò che è stato. Rimane soltanto una forma di tenerezza, forse malinconica, ma capace di guardare alla propria storia con gratitudine e umanità.
Quando scende la sera parla dell’amore, ma anche del tempo, della memoria e di tutto ciò che continua a vivere in noi pur appartenendo ormai al passato.

Quando scende la sera
Quando scende la sera
e il cielo si piega al ricordo,
mi accorgo che ti penso ancora.
Non con rabbia,
non con desiderio
e forse neanche con dolore
ma con quella tenerezza stanca
di chi sa che nulla tornerà.
Rivedo i tuoi gesti
come ombre sull’acqua,
le parole sospese,
il viso che sfuma nella nostalgia,
quella sottile espressione delle tue labbra
che mi faceva sorridere,
le mani che non so più ricordare davvero.
Il tempo ti ha cancellata piano,
come la pioggia cancella il gesso,
eppure ogni goccia
porta ancora il tuo nome.
C’è una parte di me
che ti cerca nel vento,
che si volta ogni volta che cade la luce,
come se il buio potesse restituirmi
il suono della tua voce.
E resto lì,
tra il silenzio e la sera,
a imparare che l’amore,
anche quando finisce,
non smette mai di restare.
Barbaro – Poeta dell’Anima
Commento dell’autore
Ho scritto questa poesia pensando a quelle persone che, pur essendo uscite dalla nostra vita, continuano ad abitare alcuni luoghi dell’anima.
Con il passare degli anni ho compreso che non tutto ciò che finisce scompare davvero. Alcuni incontri, alcune parole, alcuni sguardi diventano parte della nostra storia e continuano a vivere in modo diverso. Non più come presenza, ma come traccia.
La sera, con il suo silenzio e la sua luce che lentamente si ritira, è diventata per me il simbolo di questa consapevolezza. Non rappresenta soltanto la nostalgia di ciò che è stato, ma anche l’accettazione serena di ciò che non tornerà.
Credo che la maturità del cuore non consista nel dimenticare, bensì nell’imparare a custodire i ricordi senza esserne prigionieri.
Forse è proprio questo che la poesia cerca di raccontare: il momento in cui il dolore si trasforma in memoria, e la memoria, lentamente, in una forma silenziosa di gratitudine.
La poesia è tratta dalla raccolta La Pelle del Tempo – L’Amore che Resta di Barbaro Antonio Pontoriero.



