La Nato si incontra ad Ankara
- Maddalena Pareti

- 10 lug
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Si è concluso l'8 luglio ad Ankara, in Turchia, l'ultimo vertice della NATO, uno dei più importanti nella storia dell'Alleanza.

La Turchia dispone del secondo esercito più grande della NATO ed è una potenza in ascesa nel Mediterraneo.
Nella dichiarazione finale, i capi di Stato e di Governo dell'Alleanza Atlantica hanno qualificato la Federazione Russa come una minaccia a lungo termine, oltre a ribadire la persistente sfida rappresentata dal terrorismo internazionale. Hanno inoltre confermato l'incrollabile sostegno all'Ucraina, definita uno Stato che contribuisce in modo fondamentale alla sicurezza transatlantica.
Gli Stati europei e il Canada si sono impegnati a fornire all'Ucraina 70 miliardi di euro nel 2026 tra equipaggiamenti militari, assistenza e addestramento, mantenendo un analogo livello di sostegno anche nel 2027. Tale garanzia lascia presagire che il conflitto possa protrarsi almeno per un altro anno.
Nella stessa dichiarazione, gli Alleati hanno ribadito che la Repubblica Islamica dell'Iran non dovrà mai dotarsi di un'arma nucleare e hanno invitato Teheran a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Durante il vertice, il presidente turco Erdoğan ha esortato gli alleati della NATO a eliminare le restrizioni applicate reciprocamente all'industria della difesa, con l'obiettivo di consentire anche alla Turchia di partecipare ad alcune iniziative finora riservate ai Paesi europei.
Il presidente statunitense Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero revocato le sanzioni nei confronti della Turchia e valutato la possibilità di vendere al Paese i caccia F-35. La prospettiva ha suscitato preoccupazione in Israele, che teme un possibile futuro confronto con Ankara.
Washington aveva imposto sanzioni alla Turchia dopo l'acquisto dei sistemi di difesa aerea russi S-400, escludendo il Paese dal programma F-35. Gli Stati Uniti avevano infatti ritenuto il sistema russo incompatibile con le tecnologie della NATO e temevano che potesse raccogliere dati sensibili relativi al velivolo.
L'eventuale rientro della Turchia nel programma rappresenterebbe un significativo riavvicinamento strategico tra Washington e Ankara dopo anni di tensioni.
Il presidente Trump, nonostante le dichiarazioni controverse sulla gestione della questione Groenlandia, ha confermato l'impegno degli Stati Uniti a intervenire in caso di attivazione dell'articolo 5 del Trattato Nord-Atlantico. Ha inoltre dichiarato che Washington concederà all'Ucraina la licenza per la produzione degli intercettori missilistici Patriot, ritenuti indispensabili per contrastare gli attacchi missilistici russi. Nonostante questa apertura, per Kiev sarà comunque complesso delocalizzare la produzione o ottenere tali sistemi dall'estero in tempi brevi.
Il vertice ha rappresentato un successo diplomatico per la Turchia, confermando come Ankara sia ormai percepita come una potenza regionale in ascesa, capace di muoversi con pragmatismo e abilità in un contesto internazionale sempre più instabile.



