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Nucleare persiano: l’incognita dell’uranio che preoccupa Trump

«Se riusciremo a raggiungere un accordo che impedisca loro di dotarsi di armi nucleari, probabilmente saremo soddisfatti», ha dichiarato il presidente statunitense Donald Trump rispondendo a una domanda sui negoziati con l’Iran.

Il presidente Donald J. Trump sale a bordo dell'elicottero Marine One sul prato sud della Casa Bianca - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:President_Donald_J_Trump_boards_Marine_One_on_the_South_Lawn_of_the_White_House,_Friday,_May_8,_2026_(P20260508PR-0611).jpg
The White House, Public domain, via Wikimedia Commons

Israele e Stati Uniti avevano pianificato di riprendere i bombardamenti contro l’Iran nella giornata di martedì, dopo che la via diplomatica sembrava arrivata a un vicolo cieco. Il presidente americano ha però annunciato di aver sospeso gli attacchi imminenti contro la Repubblica Islamica, ascoltando gli appelli dei leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, impegnati nelle trattative.

 

Secondo Trump, i paesi del Golfo ritengono che gli attuali negoziati siano favorevoli agli Stati Uniti, in particolare perché impedirebbero a Teheran di ottenere un’arma nucleare, minaccia considerata esistenziale sia da Washington che da Tel Aviv. Funzionari israeliani hanno avuto colloqui con i loro omologhi statunitensi per discutere le modalità di una possibile ripresa delle ostilità. In caso di ritorno alla guerra, Stati Uniti e Israele dovrebbero ripristinare la superiorità aerea, un’operazione che richiederebbe diversi giorni e potrebbe incontrare complicazioni, visto che l’Iran si sta preparando a un eventuale nuovo round di combattimenti.

 

Un funzionario israeliano ha sottolineato che la questione dell’uranio arricchito è di vitale importanza e deve essere smantellata, sia per via militare sia attraverso la diplomazia.

 

Nel frattempo, il senatore repubblicano Lindsey Graham ha affermato che qualsiasi accordo con la Repubblica Islamica dovrà essere sottoposto all’approvazione del Congresso americano, come avvenne per l’accordo sul nucleare iraniano (JCPOA) durante l’amministrazione Obama. Graham ha ribadito la linea dura dell’amministrazione Trump: l’Iran deve abbandonare il programma di missili balistici a lungo raggio, rinunciare alla possibilità di acquisire armi nucleari e cessare il sostegno ai gruppi armati affiliati a Teheran, considerati una minaccia sia per le forze statunitensi nella regione sia per lo Stato di Israele.

 

Il presidente della Repubblica Islamica, Masoud Pezeshkian, ha scritto sui social che «il dialogo non significa resa» e che l’Iran non intende rinunciare ai diritti legittimi del suo popolo e del suo Paese.

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