top of page

La finanziaria del tirare a campare

33 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Tirare a campare è meglio che tirare le cuoia. La celebre massima dello scomparso statista Giulio Andreotti definisce bene le finanziarie e la politica economica di questo governo, che si vanta tra l’altro di essere il più longevo della storia repubblicana. La finanziaria del 2027 non esce di certo da questa logica. Una politica di piccolo cabotaggio, di navigazione a vista e di misure che spostano poco o nulla, hanno cioè un impatto limitato sul trend dell’economia nel nostro paese.

 

Ci sarebbe da dire che proprio sulle leggi finanziarie ci sono meno ragioni per attaccare questo governo. Abbiamo anche un ministro delle finanze che si stacca dalla media dei suoi colleghi dell’esecutivo, non si fa coinvolgere dalla propaganda, non lo si ricorda per gaffe o sciocchezze particolari. Inoltre, non ha mai pensato di scontrarsi apertamente con le istituzioni europee per avere qualche margine in più in deroga alle severe regole di bilancio comunitarie. Insomma il ministro è il primo a dire, anche ai suoi colleghi degli altri ministeri, che la coperta è corta, i soldi sono pochi e le misure possibili sono limitate. Ma questo non deve essere un alibi o una scusante.

 

Sia chiaro, dal mio punto di vista, la maggior parte delle misure sono anche ampiamente criticabili. Soprattutto perché vanno a incidere negativamente sulla progressività del regime fiscale sancito dalla Costituzione. Faccio alcuni esempi esplicativi, senza la pretesa di essere esaustivo. La platea delle partite IVA che potrà accedere alla flat tax del 15% sarà estesa ai redditi dagli 85 ai 100 mila euro. Ci sono riduzioni dell’aliquota IRPEF per i redditi da lavoro dipendente nella fascia tra i 50 e 60 mila euro. Misure indirizzate a strizzare l’occhio all’elettorato di riferimento del centrodestra di cui non se ne sentiva il bisogno francamente. Poi ci sono altre misure abbastanza condivisibili come lo sgravio fiscale sugli aumenti contrattuali, per chi ha la fortuna che questi contratti siano rinnovati. Su questo, soprattutto da fonti sindacali, l’obiezione è che questa misura sia più a favore delle imprese o addirittura rallenterebbe i rinnovi contrattuali. Si possono aggiungere le aliquote fiscali agevolate per i lavoratori dipendenti under 30 e qualche briciola sulle bollette energetiche. Infine, una misura molto da spot elettorale come l’abolizione del bollo auto per le auto (solo la prima auto di proprietà) che non superano gli 80 KW e le motociclette, con il tentativo di rendere questa misura strutturale. Chiaro che il vero problema per chi è costretto a spostarsi in auto per ragioni lavorative sia il costo dei carburanti, ma sono quasi certo che questa misura avrà un qualche impatto propagandistico sulla campagna elettorale.

 

Ma il vero punto è che di questa finanziaria c’è ben poco da dire. Sposta poco anche per chi ne viene in qualche modo beneficiato. Ed è un po’ il leitmotiv di questi quattro anni di legislatura. Erano partiti con promesse mirabolanti: abolizione della Legge Fornero, abolizione delle accise sui carburanti, fine della “pacchia in Europa”. Che cosa si è visto in questi anni? Poco e niente, nel bene e nel male. Avrei preferito che si fossero esposti di più. Puoi avere davanti un programma di governo come quello neoliberista della Thatcher, non condivisibile dal mio punto di vista. Ma almeno è chiaro con chi ti stai confrontando. Oppure un programma di destra sociale, come avrebbe dovuto essere quello proposto da questo governo. Avrei anche apprezzato se si fossero opposti alle istituzioni europee sulle regole eccessivamente e assurdamente restrittive in tema di bilancio. Oppure sul programma di riarmo che rischia di impoverirci di più. Era nelle loro intenzioni iniziali (per il bilancio non il riarmo), ma non si è visto nulla del genere.

 

Chiaramente ci sono altri motivi per opporsi duramente a questo governo. Mi riferisco a tutte le misure identitarie e securitarie: la pletora di decreti sicurezza che, tra l’altro, limitano gli spazi al dissenso senza portare a veri risultati sul piano della sicurezza. Sempre che qualcuno possa onestamente affermare che questo paese è più sicuro da quattro anni a questa parte. Ma a livello di politica economica c’è ben poco da dire. Ed è grave soprattutto se teniamo in considerazione la difficile congiuntura che stiamo attraversando.

 

In definitiva, sembrano proprio quattro anni sprecati, da qualsiasi punto di vista li si voglia considerare. Il fatto che questo governo sia il più longevo della storia repubblicana diventa così più un’aggravante che un motivo per il quale i rappresentanti della maggioranza e i loro elettori tradizionali dovrebbero andarne fieri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Instagram
  • Facebook
Logo-nosfondo.png

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Il magazine di filosofia.

Scopri pensieri, articoli e novità

  • Instagram
  • Facebook

© 2025 - La Bottega delle Filosofie è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Salerno - Reg. Num 2593/2024 - Direttore Responsabile Dario Luca Mattia - Direttore Editoriale Marco Antonio D'Aiutolo.

Produzione Riservata Copyright © La Bottega delle Filosofie
​

bottom of page