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Maricarmen ha muerto

12 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

La muerte de Maricarmen en Madrid revive la protesta social contra la especulación inmobiliaria.



Retrato de Maricarmen sonriendo con una bufanda naranja durante una protesta social en Madrid - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Maricarmen_Abascal_Mart%C3%ADn.jpg
Maricarmen Abascal Martín - Sindicato de inquilinas e inquilinos de Madrid, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Maricarmen, una anciana del centro de Madrid convertida en el símbolo de la lucha contra la especulación inmobiliaria, falleció el 7 de octubre a los 87 años en el hospital Gregorio Marañón de Madrid. Había sido ingresada justo después del desahucio del que fue víctima hace unos días, a causa de una indisposición de la que no llegó a recuperarse. A pesar de haber sufrido un desahucio abusivo, Maricarmen había ganado su batalla y había logrado conseguir un nuevo contrato de alquiler para la vivienda en la que había vivido toda su vida. Pero nunca más volvió a ella.


Maricarmen no ha muerto: la han asesinado. La han hecho morir de pena todos aquellos que la criticaron, que no la apoyaron, todos los políticos que no la escucharon y que votaron en contra del decreto ley de Sánchez que garantizaba su protección y la de todos los "Maricarmen" que, por culpa de los fondos buitre y del turismo de masa y desnaturalizado, están a punto de perder su casa. Muchos, muchísima gente intentó evitarlo, intentó conseguir que Maricarmen no tuviera que abandonar su hogar, pero fue imposible. Sin embargo, no la abandonaron: el desahucio abusivo de Maricarmen despertó la conciencia social, tanto de quienes se encuentran en la misma situación como de quienes, aun sin sufrir el mismo problema, no aceptan la idea de que haya gente que pueda perder su vivienda por prácticas inmobiliarias abusivas y han decidido luchar.


Desde la noche del desahucio de Maricarmen, los españoles han salido a la calle ocupando las plazas de las principales ciudades, para hacerse oír y gritar, para sanar una de las plagas más dolorosas de España. Todos esperaban con ansiedad que el Congreso de los Diputados votara a favor de los decretos ley presentados la semana pasada por el gobierno de Sánchez pero, por desgracia, la oposición y los nacionalistas catalanes votaron en contra de los intereses sociales de los españoles y a favor de los fondos buitre y los especuladores inmobiliarios.


Maricarmen no ha muerto, sino que sigue luchando: todos estamos en deuda con ella y debemos evitar otros desahucios ilegales y abusivos, otras situaciones al límite, exigiendo que las casas sirvan para ser habitadas y no para especular o para albergar hordas de turistas que han desvirtuado el sentido mismo de las vacaciones.


Al final, el gobierno saliente de Sánchez ha logrado hacer aprobar por las Cortes los decretos ligeramente modificados, confirmando garantías para los inquilinos vulnerables que corren el riesgo de sufrir la misma suerte de Maricarmen. Aún queda mucho por hacer y todos podemos contribuir: por un lado los españoles, votando con conciencia y permitiendo a Sánchez y a sus aliados de izquierda continuar con su labor de transformación y mejora de la sociedad española; por otro el resto de europeos, luchando contra las fake news que pretenden desacreditar la figura de Sánchez y su gestión, empujando Europa hacia un abismo conservador y sometido a poderes superiores. Despierta, Europa.

Maricarmen in sedia a rotelle durante una manifestazione contro gli sfratti nelle strade di Madridm - Maricarmen en silla de ruedas durante una manifestación contra los desahucios en calles de Madrid - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Maricarmen_Abascal_0847.jpg
Maricarmen Abascal Martín - Sindicato de inquilinas e inquilinos de Madrid, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Maricarmen, un’anziana del centro di Madrid diventata il simbolo della lotta contro le speculazioni immobiliari, è morta il 7 ottobre scorso all’età di 87 anni all’ospedale Gregorio Marañón di Madrid. Era stata ricoverata subito dopo lo sfratto di cui era stata vittima qualche giorno fa, a causa di un malore da cui non si è più ripresa. Nonostante fosse stata vittima di uno sfratto abusivo, Maricarmen aveva vinto la sua battaglia ed era riuscita a ottenere un nuovo contratto d’affitto per la casa in cui aveva vissuto per tutta la vita. Ma non vi è mai più ritornata.


Maricarmen non è morta: l’hanno assassinata. L’hanno fatta morire di crepacuore tutti quelli che l’hanno criticata, che non l’hanno sostenuta, tutti i politici che non l’hanno ascoltata e che hanno votato contro il decreto legge di Sánchez che garantiva la sua protezione e quella di tutti i "Maricarmen" che, per colpa dei fondi avvoltoio e del turismo di massa e snaturato, stanno per perdere la propria casa. Molti, tantissimi hanno cercato di evitarlo, hanno cercato di far sì che Maricarmen non dovesse lasciare la sua casa, ma è stato impossibile. Tuttavia, non l’hanno abbandonata: lo sfratto abusivo di Maricarmen ha risvegliato la coscienza sociale sia di chi si trova nella stessa situazione, sia di chi, pur non soffrendo dello stesso problema, non accetta l'idea che ci sia gente che possa perdere la propria casa a causa di pratiche immobiliari abusive e ha deciso di lottare.


Dalla notte dello sfratto di Maricarmen, gli spagnoli sono scesi in piazza occupandola per farsi sentire e gridare, per sanare una delle piaghe più dolorose della Spagna. Tutti aspettavano con ansia che il Congresso dei Deputati votasse a favore dei decreti legge presentati la settimana scorsa dal governo Sánchez ma, purtroppo, l’opposizione e i nazionalisti catalani hanno votato contro gli interessi sociali degli spagnoli e a favore dei fondi avvoltoio e degli speculatori immobiliari.


Maricarmen non è morta, ma continua a lottare: siamo tutti in debito con lei e dobbiamo evitare altri sfratti illegali e abusivi, altre situazioni al limite, pretendendo che le case servano per essere abitate e non per speculare o per ospitare orde di turisti che hanno snaturato il senso stesso delle vacanze.


Alla fine, il governo uscente di Sánchez è riuscito a far approvare dalle Cortes i decreti leggermente modificati, confermando garanzie per gli inquilini vulnerabili che rischiano di subire la stessa sorte di Maricarmen. C’è ancora molto da fare e tutti possiamo contribuire: da un lato gli spagnoli, votando secondo coscienza e permettendo a Sánchez e ai suoi alleati di sinistra di proseguire il loro lavoro di trasformazione e miglioramento della società spagnola; dall’altro il resto degli europei, lottando contro le fake news che vogliono screditare la figura di Sánchez e il suo operato, spingendo l’Europa verso un abisso conservatore e sottomesso a poteri più grandi. Svegliati, Europa.

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