Legge sul fine vita: l’Emilia Romagna segue Toscana e Sardegna
- Maddalena Pareti

- 31 lug
- Tempo di lettura: 2 min
L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato una propria legge sul fine vita, qualificandosi come la terza Regione a legiferare sul tema dopo Toscana e Sardegna.

La proposta è stata approvata con i voti favorevoli di Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Civici e Movimento 5 Stelle e con quelli contrari di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Rete Civica e Lega.
La legge si basa su quanto già stabilito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 242/2019, che individua i requisiti necessari per poter presentare domanda di accesso al suicidio assistito: essere affetti da una patologia irreversibile che comporti sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, essere tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale ed essere capaci di prendere decisioni libere e consapevoli. Devono inoltre essere state fornite informazioni appropriate e complete sulle alternative disponibili, comprese le cure palliative.
Alla Commissione di valutazione multidisciplinare (Covam) è affidato il compito di valutare le richieste di autorizzazione al suicidio assistito. La commissione opera su base territoriale ed è composta da diverse figure professionali: un medico palliativista, un anestesista rianimatore, un medico legale, uno psichiatra, un medico specialista della patologia da cui è affetto il richiedente, un farmacologo o un farmacista, uno psicologo, un infermiere e, se richiesto dall’interessato, un medico di medicina generale o un altro medico da lui indicato, con un ruolo esclusivamente consultivo.
Il Comitato regionale per l’etica clinica (Corec), anch’esso multidisciplinare, può esprimere un parere non vincolante alla Covam, qualora venga richiesto.
Non sono previsti tempi rigidi entro i quali la commissione dovrà esprimersi sulla richiesta del paziente, ma i tempi dovranno essere compatibili con la patologia clinica trattata, evitando ritardi ingiustificati.
La procedura è totalmente gratuita per chi ne fa richiesta.
Infine, le attività finalizzate al compimento del suicidio assistito saranno svolte esclusivamente da personale che vi aderirà su base volontaria.
La Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna ha reagito duramente all’approvazione della legge, sostenendo che procurare la morte, anche tramite il suicidio medicalmente assistito, sia in contrasto con il valore della persona, con le finalità dello Stato e con la stessa professione medica. I vescovi della Regione accolgono favorevolmente il riconoscimento della possibilità per i medici di ricorrere all’obiezione di coscienza, ritenendo tuttavia che tale facoltà dovrebbe essere estesa anche ai farmacisti.
Il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale, ha commentato l’approvazione della legge definendola il risultato di un percorso di ascolto rivolto a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro convinzioni. Ha inoltre ritenuto necessario che la Regione legiferasse su un tema riguardante l’autodeterminazione dell’individuo e la sua libertà di scegliere se continuare a vivere o porre fine alla propria vita.
Il Parlamento non ha ancora legiferato su una legge nazionale riguardo al fine vita, lasciando alle regioni il dibattito di un argomento delicato e politicamente complesso.



