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Il confine invalicabile della dignità

Il blitz della Marina militare israeliana contro la Global Sumud Flotilla, intercettata e bloccata in piene acque internazionali, si è rapidamente trasformato in un profondo caso diplomatico ed etico, sollevando un'ondata di sdegno trasversale che ha unito le massime istituzioni italiane in una condanna senza precedenti. A far precipitare la situazione, oltre all'illegittimità di un abbordaggio avvenuto a grande distanza dalle coste di Gaza, sono state le immagini shock diffuse sui canali social dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, l'esponente di estrema destra Itamar Ben-Gvir. Il filmato mostra centinaia di attivisti umanitari, medici, giornalisti e accademici – tra cui ventinove cittadini italiani – costretti a inginocchiarsi in un magazzino del porto di Ashdod, altri, invece, fuori, sotto al sole, bendati, con le mani legate da fascette di plastica e le facce rivolte al pavimento, mentre si sentono gli altoparlanti che trasmettono l’inno di Israele. Il ministro Ben Gvir, cammina tra di loro con fare ostile e sprezzante, deridendoli, e a un certo punto dice “Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare”, sventolando la bandiera israeliana.

 

Di fronte a questo esplicito oltraggio alla dignità umana, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto con durezza, definendo l'accaduto un «trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente» e sottolineando come l'esibizione di tale condotta abbia toccato «un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele». Sulla stessa linea di fermezza si è posizionato l'esecutivo di Palazzo Chigi attraverso una nota congiunta siglata dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, i quali hanno definito inammissibile e lesivo della persona il trattamento riservato ai manifestanti, dichiarando apertamente che l'Italia «pretende le scuse» per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste di moderazione avanzate da Roma, disponendo parallelamente l'immediata convocazione dell'ambasciatore israeliano alla Farnesina.

 

Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha voluto rimarcare la distanza morale tra i due Paesi, ricordando con orgoglio che l'Italia è abituata a soccorrere le persone in mare e non ad arrestarle illegalmente in acque internazionali, auspicando un immediato rimpatrio dei connazionali nel pieno rispetto delle tutele legali. L'episodio ha finito per creare profonde crepe persino all'interno dello stesso esecutivo di Tel Aviv, spingendo il Premier Benjamin Netanyahu a prendere parzialmente le distanze dalle provocazioni propagandistiche di Ben-Gvir nel tentativo di arginare un pericoloso isolamento internazionale, ordinando di accelerare le procedure di espulsione.

 

La linea dura adottata dal Governo in questa grave circostanza, arriva tuttavia dopo anni di rapporti ambigui – commerciali e non – con Israele, che commette crimini di guerra attraverso soprusi e violenze inflitte al popolo palestinese. Il nostro governo, che probabilmente più di tutti ha aspramente condannato i fatti del 7 ottobre, si sveglia solo quando la difesa della dignità umana e dei diritti fondamentali tocca i confini dell'interesse nazionale. Ricordiamo come la premier Giorgia Meloni nel 2023 sia stata in prima linea nella difesa dell’esistenza dello Stato di Israele, tanto da recarsi lì per “portare la solidarietà dell’Italia”; ricordiamo anche i provvedimenti legislativi di cui si fa portatrice in prima linea – il ddl antisemitismo – che ha come primo obiettivo la limitazione della libertà di espressione e di stampa sulle sistematiche violazioni del diritto internazionale ad opera del governo israeliano. L'arroganza della propaganda di Tel Aviv ora è impossibile da ignorare, ma ci si chiede se la “fermezza” odierna sia un reale mutamento di rotta etica o l'ennesima reazione di convenienza di fronte a un alleato diventato indifendibile.

Centinaia di tunisini si sono riuniti a Sidi Bou Said, vicino a Tunisi, per dare il benvenuto alla Flottiglia Globale del Sumud.
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Global_Sumud_Flotilla_Sidi_Bou_Said_Tunis_Tunisia_07-09-2025-05567_06.jpg
Brahim Guedich, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

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