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Dal 1777 al Sahara occidentale: la lunga storia tra Stati Uniti e Marocco

Le relazioni tra Stati Uniti e Marocco pongono le loro radici durante la Guerra di Indipendenza americana, essendo lo Stato africano uno dei primi Paesi al mondo ad aver riconosciuto gli USA, aprendo i propri porti alle navi americane nel 1777, durante il sultanato marocchino di Sidi Mohammed ben Abdallah. Il riconoscimento formale degli Stati Uniti avvenne successivamente con il Trattato di pace e amicizia del 1786.


Bandiera marocchina che sventola - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Moroccan_Flag_(127461877).jpeg
Mehdi Benazzi,CC BY 3.0, via Wikimedia Commons 

Durante la prima crisi marocchina del 1905, gli Stati Uniti parteciparono agli sforzi diplomatici per preservare la sovranità formale del Marocco e contribuire alla risoluzione della crisi tra le potenze europee.

 

Nel 1905 il kaiser tedesco Guglielmo II visitò Tangeri col fine di provocare una reazione francese, dato che Francia e Gran Bretagna avevano raggiunto nel 1904 un'intesa che riconosceva alla Francia una posizione predominante in Marocco e alla Gran Bretagna una posizione predominante in Egitto. La Germania contestò l'espansione dell'influenza francese sul Marocco e sostenne la sovranità del sultanato marocchino.

 

La Germania paventò la possibilità di un conflitto con le altre nazioni europee, dato che Parigi non si era consultata con l’imperatore tedesco circa la questione marocchina, appoggiando l'autonomia del Paese africano dalle ambizioni francesi.

 

Per evitare una guerra tra le nazioni europee, gli Stati Uniti parteciparono alla Conferenza di Algeciras del 1906, dove venne formalmente preservata la sovranità e l'indipendenza del sultanato marocchino, pur venendo rafforzata l'influenza delle potenze europee sul Paese. Il protettorato francese e quello spagnolo sarebbero stati istituiti soltanto nel 1912.

 

Il presidente statunitense Theodore Roosevelt sostenne la partecipazione americana alla conferenza e una soluzione diplomatica della crisi, anche in funzione della tutela degli interessi commerciali e dei cittadini americani in Marocco.

 

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Marocco fu protagonista di uno degli incontri più importanti tra gli Alleati con la Conferenza di Casablanca del 1943, alla quale parteciparono il presidente americano Franklin Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill. Durante la conferenza si incontrarono inoltre i generali della Francia Libera Charles de Gaulle e Henri Giraud. Il sultano Muhammad V ebbe invece un incontro con Roosevelt durante la permanenza del presidente americano in Marocco, ma non fu un partecipante alla conferenza alleata.

 

L'evento fu estremamente importante perché Roosevelt e Churchill annunciarono l'adozione della politica della resa incondizionata delle potenze dell'Asse come obiettivo strategico del conflitto.

 

A seguito dell'indipendenza marocchina dalla Francia, il Marocco continuò a coltivare una relazione diplomatica e di aiuto reciproco con Washington, in particolare negli sforzi da parte di Rabat di normalizzare i rapporti con Israele e di mantenere un rapporto di collaborazione con gli Stati Uniti nella regione.

 

Marocco e Stati Uniti cooperarono durante la guerra globale al terrorismo; infatti Rabat fu una delle prime capitali tra gli Stati arabi a mostrare aperta solidarietà al popolo americano dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001.

 

Washington successivamente si mostrò solidale con Rabat dopo gli attentati di Casablanca del 2003, nei quali attentatori suicidi colpirono diversi obiettivi, tra cui un ristorante spagnolo, un hotel, un cimitero e un centro della comunità ebraica e il consolato belga. Gli attentati furono attribuiti alle reti jihadiste marocchine, con collegamenti con Al-Qaeda.

 

Nel 1975 Marocco e Mauritania firmarono insieme alla Spagna gli Accordi di Madrid, in seguito alla decisione spagnola di ritirarsi dal Sahara Occidentale.

 

Nel 1976 Marocco e Mauritania procedettero alla divisione del territorio.

 

Nel 1979 la Mauritania rinunciò alle proprie rivendicazioni territoriali dopo aver raggiunto un accordo con il Fronte Polisario. Il Marocco assunse successivamente il controllo della parte del territorio precedentemente amministrata dalla Mauritania.

 

La questione del Sahara Occidentale rimase tuttavia irrisolta. Il Marocco rivendica la sovranità sul territorio e ne amministra la maggior parte, mentre il Fronte Polisario sostiene l'indipendenza del Sahara Occidentale. Le Nazioni Unite continuano a considerare il territorio come una questione di decolonizzazione e il suo status definitivo rimane oggetto di un processo politico internazionale.

 

Negli anni '70 Washington sostenne il Marocco come importante alleato regionale nel contesto della Guerra fredda, fornendo anche assistenza militare. Il sostegno americano al Marocco si inseriva nella competizione geopolitica con l'Unione Sovietica e nel rapporto tra il Fronte Polisario e l'Algeria, che sosteneva il movimento indipendentista ed era vicina a Mosca.

 

Il gesto più eclatante da parte statunitense avvenne nel 2020, col riconoscimento ufficiale da parte degli Stati Uniti della sovranità marocchina del Sahara Occidentale, dopo gli accordi tra Tel Aviv e Rabat sulla normalizzazione delle relazioni diplomatiche. Washington sostenne inoltre la proposta marocchina di autonomia come base per una soluzione della controversia.

 

Nel 2025 il Dipartimento di Stato statunitense ha ribadito la propria posizione sulle rivendicazioni del Marocco riguardo al Sahara Occidentale, sostenendo che la proposta marocchina di autonomia dovrebbe costituire la base dei negoziati e ribadendo che il riconoscimento americano della sovranità marocchina sul territorio, effettuato nel 2020, rimane in vigore.

 

Durante la crisi migratoria di Ceuta del 2026, oltre 70.000 migranti hanno tentato di raggiungere l'enclave spagnola dal territorio marocchino, in seguito anche alla diffusione di informazioni false sui social media riguardo alla possibilità di attraversare il confine. La crisi ha provocato numerose vittime e ha sottoposto a forte pressione le autorità spagnole e marocchine. Le autorità marocchine hanno successivamente intensificato i controlli al confine.

 

Il confronto tra Spagna e Marocco sulla gestione della crisi migratoria si è quindi intensificato a livello politico, mentre Madrid e Rabat hanno continuato a cooperare sul controllo delle frontiere.

 

Gli Stati Uniti hanno attaccato la Spagna accusandola di mala gestione delle politiche migratorie, sostenendo la posizione del Marocco, dato che il confronto diplomatico tra Washington e Madrid si era intensificato con l’opposizione da parte del governo Sanchez della guerra israelo-statunitense verso l’Iran

 

Il Marocco, d'altro canto, ha adottato una linea più intransigente verso la Repubblica Islamica, dato che le relazioni diplomatiche tra i due Paesi sono interrotte dal 2018, quando Rabat accusò l'Iran e Hezbollah di sostenere il Fronte Polisario. Accuse respinte da Teheran.

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