Attraversamenti collettivi al Festival del Pensare Contemporaneo
Il pensiero delinea un tragitto fra un punto di partenza che si lascia e l’approdo a cui si giunge. In mezzo c’è l’attraversamento, fatto di incontri, sguardi, riflessione e comprensione. Su queste parole chiave si basa la quarta edizione del Festival del Pensare Contemporaneo che si terrà dal 24 al 27 settembre a Piacenza. Il tema di quest’anno, Attraversiamo, lasciare/approdare, esplora il gesto che incide e rinnova, un invito a non fermarsi davanti alle trasformazioni del presente, ma a passarvi dentro e oltre. In cartellone 130 ospiti in circa 60 eventi divisi per aree.

Giovedì 24 alle 18.30, lo psicologo Matteo Lancini inaugura con il suo libro A volte ti amo per riflettere sull’attraversare come esperienza di crescita. La serata prosegue con i primi concerti filosofici del programma. La musica ci attraversa unisce le esibizioni di Vasco Brondi, Levante, Mannarino e Rares alle riflessioni di Andrea Colamedici e Maura Gancitano. La musica torna domenica con Marco Castello e Roy Paci.
La filosofia congiunge numerosi ambiti della contemporaneità. Tra gli ospiti Don Andrea Ciucci, Asma Mhalla, Gary Lachman ed Emanuele Coccia, chiamati a confrontarsi con temi quali tecnologia, potere, immaginari contemporanei e trasformazioni del mondo globale.
Nello spazio dedicato ad arte, libri e poesia, una lettura collettiva della Recherche di Proust, incontri sulla riscoperta di scrittrici, filosofe e artiste dimenticate, presentazioni di nuovi libri e appuntamenti con autori come Vincenzo Latronico, Luigi Lo Cascio, Dacia Maraini e Mariangela Gualtieri coinvolti in un percorso dedicato al potere della parola e dell’immaginazione. Alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, l’artista Paolo Troilo presenterà inoltre l’installazione La regina di maggio.
Il tema dell’attraversamento tocca anche una dimensione più intima. Michela Marzano, Hélène Giannecchini, Alexandre Lacroix, Mario Colucci e Giulia Bergamaschi parlano di desiderio, adolescenza, relazioni, periferie, salute mentale e nuove forme della cura.
Un’altra sezione è dedicata a scienza, tecnologia e innovazione, con incontri su neuroscienze, matematica, longevità, intelligenza artificiale e comunicazione tra specie. Tra i protagonisti Marcus du Sautoy, Beppe Severgnini, Barbara Gallavotti, Vittorio Gallese e Andrea Moro. L’IA viene analizzata anche dal punto di vista del rapporto fra tecnologia, fiducia e tutela dei diritti.
Non mancano i grandi temi di dibattito della politica e della società: democrazia, disuguaglianze, partecipazione, diritti e trasformazioni del lavoro saranno al centro degli interventi, fra gli altri, di Fabrizio Barca, Elsa Fornero, Serena Dandini, Mario Calabresi e Francesco Costa. La rassegna dedica inoltre un percorso specifico a geopolitica, guerra ed Europa, con riflessioni su Palestina, negoziazione internazionale, risorse naturali e nuovi conflitti. L’economia e il lavoro vengono invece discussi alla luce dell’intelligenza artificiale, dei nuovi modelli organizzativi, della sicurezza e delle trasformazioni della finanza.
Teatro, musica, cinema e performance completano il programma con gli spettacoli di Silvia Bencivelli e Dario Vergassola, Mauro Pescio, Giorgio Diritti e altri artisti.
Particolarmente significativo il momento riservato al conferimento del Premio Internazionale “Pensare Contemporaneo” a Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, per aver trasformato il sapere in un bene comune, aperto e costruito collettivamente. Wales interviene durante la cerimonia di chiusura del 27 al Palazzo Gotico.
Lungo tutto il festival, viene data grande attenzione anche alle scuole, con laboratori di filosofia, arte pubblica e movimento rivolti a studenti e docenti che culminano nell’incontro Dalla scuola al mondo, nuovi pensatori contemporanei, programmato per la giornata conclusiva.
Attraversare, dunque, non significa soltanto muoversi da un punto all’altro. Qui diventa metafora della contemporaneità. Significa affrontare ciò che cambia senza pretendere di avere una destinazione predefinita, mettendo in discussione certezze e confini. È nella capacità di attraversare l’incertezza, più che nel tentativo di evitarla, che la filosofia può tornare a essere uno strumento concreto per comprendere il presente.
Il tratto identitario del festival è rimasto lo stesso fin dalla prima edizione: far dialogare persone diverse per età, interessi, storie e provenienze, generando idee e prospettive nuove sulle grandi questioni della società contemporanea. È uno dei compagni di viaggio nel percorso di Piacenza verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033.
Il Festival del Pensare Contemporaneo è organizzato da Rete Cultura Piacenza, promosso da Comune di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Provincia di Piacenza, Camera di Commercio dell’Emilia e Diocesi di Piacenza - Bobbio.
Per consultare il programma completo https://www.pensarecontemporaneo.it/programma




