Caos, non disordine: la filosofia torna nelle piazze del modenese
"Caos non poteva essere che il titolo più puntuale e attuale che potessimo avere in questa fase. Dal caos dentro di noi potrebbe nascere la stella danzante…". Così Massimo Mezzetti, Sindaco di Modena nonché presidente del Consorzio del FestivalFilosofia, ha commentato il tema durante la conferenza stampa della manifestazione che terrà banco dal 18 al 20 settembre nel triangolo emiliano Modena - Carpi - Sassuolo.

Il FestivalFilosofia nasce 25 anni fa per trasformare il centro cittadino in aula di dibattiti diffusi che ha marciapiedi, vicoli e piazze come unici confini. Spazi aperti in cui dialoghi, formazione e conversazione sono le modalità di incontro fra partecipanti e passanti. Il format è quello delle lezioni magistrali affidate a protagonisti della scena culturale italiana e internazionale, insieme a spettacoli, laboratori, mostre, installazioni, performance, cinema con appuntamenti per bambini e ragazzi. Un calendario che quest’anno propone oltre 150 appuntamenti.
Tutti insieme articolano, come in ogni volta, il concetto-chiave con continui rinvii alle questioni fondamentali della discussione filosofica e ad esperienze cruciali della condizione contemporanea. Questa XXVI edizione è dedicata ad una delle parole più antiche e, nello stesso tempo, più contemporanee del nostro vocabolario: caos. Un tema che sembra descrivere perfettamente il presente, ma che non vuole diventare una scorciatoia. Definire “caos” e “caotico” ciò che non comprendiamo significa rinunciare ad intuirne forma, regole, essenza. Il festival prova a fare esattamente il contrario: entrare nel disordine, attraversarlo, cercarne le origini, le possibilità di comprensione e osservarlo come fase che precede l’ordine.
Fra gli appuntamenti inaugurali, venerdì 18 settembre, Massimo Cacciari e Roberto Esposito discutono di “Ultimi maestri”, mentre le lezioni dedicate ai classici portano nel cuore di Modena le opere “Montaigne” della professoressa Nicola Panichi e “Sull’Iliade” di Rachel Bespaloff, affidata alle letture di Cristina Guarnieri. Franco Ferrari affronta il Timeo di Platone e Gregorio Baldin il Leviatano di Thomas Hobbes, Gianni Paganini e Anna Loretoni si confrontano rispettivamente con il rapporto fra nuova scienza e scienza civile e con il progetto kantiano della pace perpetua. La scelta dei classici non è soltanto un omaggio alla tradizione. È uno dei modi più efficaci per capire quanto il problema del caos sia antico e, al contempo, cambiato.
Il FestivalFilosofia guarda infatti anche alle forme contemporanee del disordine quali guerre, migrazioni, crisi delle istituzioni, trasformazioni tecnologiche, conflitti sociali e ambientali. Sempre venerdì, un laboratorio come “Guernica. La guerra in una nuova prospettiva”, curato da Europe Direct Modena insieme all’Istituto storico, osserva il conflitto attraverso uno dei simboli più potenti della cultura europea mentre “Rotture e ricomposizioni” mette in relazione sfruttamento e migrazioni.
Accanto alle lezioni, la manifestazione propone esperienze nelle quali il pubblico è direttamente coinvolto. “SupermerKaos”, ad esempio, trasforma il tema delle etichette in un percorso sul rapporto fra informazione e confusione: un problema tutt’altro che marginale nell’epoca della sovrabbondanza informativa, quando distinguere tra dati, interpretazioni, semplificazioni e manipolazioni è diventato parte della stessa alfabetizzazione democratica.
Il caos può essere anche interiore. Sabato 19, Armando Savignano propone “Il sonno della ragione”, dedicato al “Delirio visionario del caos”, dialogo fra Miguel de Unamuno e María Zambrano. Nella stessa giornata Massimo Recalcati parla di “Catastrofe e rigenerazione”, a partire dalla teodicea di Anselm Kiefer. Domenica, Nicla Vassallo affronta con Massimo Cacciari un dialogo su “Il caos dentro di sé”.
Da citare, le mostre “Χάος CAOS. Spazi e poetiche dell’Informale”, curata da Daniela Ferrari, e “Chaos = Flux” che si accostano al tema rispettivamente tramite il filtro della pittura e della fotografia. Installazioni e performance esplorano ulteriormente l’indeterminazione, dalla “Coreografia della caoticità” di Riccardo La Foresta alla “Macchina del Caos” proposta dal Consorzio Creativo.
Anche il teatro entra nel programma con “Pasolini. Il caos contro il terrore”, reading di Diana Höbel con musiche originali live di Baby Gelido e quadri di Paolo Cervi Kervischer. Il cinema dedica invece una rassegna all’“orlo del caos”, mostrando come il linguaggio delle immagini possa diventare un altro strumento per raccontare i momenti nei quali una realtà apparentemente ordinata comincia ad incrinarsi.
E ancora, in rapida e incompleta sequenza, Mariarosaria Taddeo sulle questioni etiche legate all’intelligenza artificiale, Simona Forte sulla filosofia estrema dei nuovi reazionari, Telmo Pievani sull’estinzione, Vittorio Emanuele Parsi sulla crisi dell’ordine internazionale, Antonio Scurati sull’armistizio dell’8 settembre, Paolo Casarini sull’ordine apparente delle cose, Valentina Moro sul tema dell’ordine e conflitto nel modello della tragica.
Nota a margine, Enzo Bianchi, religioso e fondatore della comunità monastica di Bose, scomparso da pochi giorni, avrebbe dovuto tenere uno degli incontri conclusivi di domenica sull’interrogativo “Quali sono le conseguenze dei messianismi in politica?”. Una lezione sugli effetti delle religioni civili, quando i monoteismi prendono una forma messianica che subordina tempo storico, evento religioso e dialogo all’affermazione del potere politico, un’analisi delle forme spesso distorte che legano fede e potere.
L’intreccio fra filosofia e vita quotidiana è forse uno degli aspetti più interessanti della rassegna. Il caos non resta una parola astratta. È calata nelle città, nelle guerre, nelle relazioni sociali, nella politica, nell’informazione, nella scienza e persino nella percezione del sé. Il pubblico, si diceva, non resta semplicemente spettatore, entra nel flusso dialogico, nei laboratori, negli incontri con autori, attraversa mostre e installazioni, discute nelle piazze, si insinua nelle crepe del caos per comprenderlo.
Il programma completo e le informazioni su
https://www.festivalfilosofia.it/programma-completo
Per approfondire i vari argomenti, consigliamo anche di dare uno sguardo alla ricchissima raccolta di video con gli interventi delle passate edizioni.




