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Una guerra di carattere: perché il ritorno al Times New Roman è diventato un caso politico

Quando ho letto che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti avrebbe abbandonato il Calibri per tornare al Times New Roman nei documenti ufficiali, ho capito subito che non si trattava solo di grafica. Dietro questa decisione c’è una scelta politica precisa. A dicembre 2025 il Segretario di Stato Marco Rubio ha inviato una comunicazione interna ordinando il ripristino del Times New Roman come carattere standard, spiegando che il precedente passaggio al Calibri, avvenuto nel 2023 sotto l’amministrazione Biden, faceva parte di iniziative legate alla diversity, equity, inclusion and accessibility (DEIA) e che non aveva prodotto benefici concreti in termini di professionalità. La notizia è stata riportata dall’Associated Press, che ha citato direttamente il contenuto del memo inviato ai diplomatici statunitensi nel mondo.


Nel 2023, infatti, l’allora Segretario di Stato Antony Blinken aveva introdotto il Calibri come font ufficiale del Dipartimento con l’obiettivo dichiarato di rendere le comunicazioni più accessibili e leggibili, soprattutto in formato digitale. NPR e AP News avevano spiegato che la scelta rientrava in un più ampio aggiornamento delle linee guida interne per migliorare l’accessibilità dei documenti governativi. L’idea era che un font sans serif, quindi senza grazie, potesse risultare più chiaro per persone con difficoltà visive o di lettura e più adatto agli schermi.


Dal punto di vista grafico, la differenza tra i due caratteri è netta. Calibri, progettato nel 2007 dal designer olandese Lucas de Groot per Microsoft, è un sans serif moderno, pensato per la leggibilità digitale e per ridurre l’affaticamento visivo. Times New Roman, invece, è un serif nato nel 1932 per il quotidiano britannico The Times di Londra: ha le caratteristiche “grazie” alle estremità delle lettere ed è tradizionalmente associato alla stampa, all’ambito accademico e alle comunicazioni formali. In grafica, un serif comunica tradizione e istituzionalità, un sans serif comunica modernità e semplicità.


Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e la nomina di Rubio, molte iniziative legate alla DEIA sono state riviste o cancellate. Reuters ha riportato che Rubio ha definito il cambiamento introdotto nel 2023 come parte di politiche considerate superflue e ha sostenuto che il Times New Roman rappresenti meglio la “dignità” dei documenti ufficiali. Alcuni commentatori e media internazionali hanno descritto la vicenda come una piccola “guerra ai font woke”, riprendendo il termine “woke” che negli ultimi anni è stato utilizzato in senso critico da ambienti conservatori per indicare politiche ritenute eccessivamente legate al politicamente corretto. Anche Sky TG24 ha parlato della decisione come di un segnale simbolico nella più ampia battaglia culturale dell’amministrazione americana contro le politiche di inclusione.


Personalmente sono contraria a questa scelta. Non perché il Times New Roman sia un brutto font, ma perché mi sembra che la motivazione sia più ideologica che funzionale. Se nel 2023 il Calibri era stato introdotto anche per migliorare l’accessibilità, allora eliminarlo senza dimostrare che fosse inefficace rischia di trasmettere l’idea che le esigenze delle minoranze, comprese quelle con difficoltà visive o cognitive, non siano una priorità. Un’istituzione pubblica dovrebbe prima di tutto garantire che i propri documenti siano leggibili dal maggior numero possibile di persone e non usare la grafica come terreno di scontro politico. Questa vicenda dimostra che anche una scelta apparentemente minuscola, come il carattere di un testo, può diventare un simbolo culturale. La grafica è comunicazione, e la comunicazione è potere. La domanda che resta aperta è se le istituzioni debbano privilegiare la tradizione formale o l’inclusione concreta quando prendono decisioni che riguardano tutti.

Fonti utilizzate:

– Associated Press, articolo sulla direttiva di Marco Rubio relativa al ritorno al Times New Roman nei documenti del Dipartimento di Stato (dicembre 2025).

– Reuters, servizio sul memo interno del Dipartimento di Stato e sulle dichiarazioni di Rubio riguardo alle politiche DEIA e al cambio di font (dicembre 2025).

– NPR, copertura del cambiamento introdotto nel 2023 dall’amministrazione Biden sull’adozione del Calibri per motivi di accessibilità.

– Sky TG24, articolo sul dibattito politico legato al font Calibri definito simbolo delle politiche “woke”.

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