Successione in Iran: di padre in figlio
- Maddalena Pareti

- 3 giorni fa
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L’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, frutto di una stretta collaborazione tra CIA e Mossad, ha fatto precipitare l’Iran in una crisi di leadership nel pieno della guerra. Secondo la Costituzione iraniana, l’Assemblea degli Esperti – organo composto da chierici di alto livello – ha l’autorità di eleggere il nuovo ayatollah. Domenica sera è stato designato Mojtaba Khamenei, secondogenito di Ali Khamenei, sotto pressione dei Guardiani della Rivoluzione (i pasdaran), con l’obiettivo di mantenere la linea dura del regime. Nei giorni precedenti, il presidente statunitense Donald Trump aveva affermato in modo intimidatorio che la nuova guida suprema della Repubblica Islamica “non sarebbe rimasta al potere a lungo” senza la sua approvazione, alimentando l’escalation verbale oltre che bellica.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha emesso un’allerta di sicurezza per i civili in Iran, secondo cui la Repubblica Islamica sta utilizzando aree densamente popolate per condurre operazioni militari, tra cui il lancio di droni e missili balistici. CENTCOM ha precisato che i siti civili utilizzati per scopi militari perdono il loro status di protezione e potrebbero diventare obiettivi legittimi secondo il diritto internazionale, aggravando ulteriormente la situazione disperata degli iraniani in questo conflitto. Gli inviati del presidente statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner arriveranno martedì in Israele per colloqui, dopo che sono emersi disaccordi tra Israele e la controparte statunitense riguardo agli attacchi israeliani contro gli impianti petroliferi iraniani. Gli statunitensi hanno criticato gli israeliani perché temono che compromettere le infrastrutture civili possa spingere il popolo a unirsi intorno al regime, alimentando le ostilità verso Stati Uniti e Israele.
Secondo Bloomberg, il presidente Donald Trump sta valutando la possibilità di schierare forze speciali per sequestrare l’uranio iraniano, temendo che l’Iran abbia spostato le sue scorte. Da quando gli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) hanno verificato la quantità di materiale arricchito sono trascorsi nove mesi. Israele e Stati Uniti temono che le scorte possano essere state trasferite altrove. Entrambi i paesi ritengono che, con la morte di Ali Khamenei, l’Iran possa accelerare la volontà di dotarsi di armi nucleari per preservare la sopravvivenza del regime, soprattutto ora che è sotto attacco militare.



