Salvini, Meloni, Trump, Netanyahu e Putin perdono le elezioni in Ungheria
- Elio Litti

- 14 apr
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Sicuramente la sconfitta di Viktor Orbán è un sollievo per l'Ungheria in primis ma a cascata anche e soprattutto per l'UE. Indebolisce molto l'asse filorusso con la Slovacchia e rinforza invece una destra liberale di stampo polacco, ovvero meno eurofobica meno omofoba e più liberale di Orbán, ma ci vuole poco a essere meno di destra di Orbán. Quindi di per sé non mi spiego l'esultanza di Obama e della sinistra italiana visto che stiamo parlando di un vincitore paragonabile, per politica, a qualcosa di più a destra di Forza Italia e leggermente più liberale di Fratelli d’Italia. Tenendo conto anche del fatto che nessun partito di centro né di centrosinistra è entrato nel parlamento ungherese.

D'altro canto è ovvio che si tira un sospiro di sollievo visto che a livello europeo, al di là della questione Ucraina, sicuramente ci saranno contraccolpi importanti: il sentiment politico, tra la sconfitta referendaria di Meloni, la sconfitta alle elezioni di Orbán, la vittoria contro la destra estrema del candidato socialista come presidente della repubblica in Portogallo, il riavvicinamento del laburista Starmer al mercato comune europeo, financo al flirtare del premier liberale canadese con l'UE, fanno sperare in un irrobustimento di equilibri politici meno protofascisti. Se a ciò si aggiunge il crollo nei sondaggi di Trump col più basso indice di gradimento di sempre, e le batoste subite dall'Iran, forse, e dico forse, potremmo pensare che il pericolo di un salto agli anni ‘30 del XX secolo sia archiviato.
Ma il fatto che la destra estrema sia in un'orbita calante non implica necessariamente un ritrovato spazio dei progressisti. Visto che la destra cosiddetta liberale europea ha ormai fatto sue delle istanze sovraniste e illiberali, come l'arrembaggio al green deal, l'arretramento sulla decarbonizzazione, i legami evidenti con la lobby militare israelo-statunitense a detrimento delle aziende e dei valori fondativi dell'UE. Valori europei annichiliti di fronte per esempio, alla ratifica da parte dell'Europarlamento di politiche per i richiedenti asilo visibilmente xenofobe.
Bene, insomma, ma non per forza benissimo.



