Per una cittadinanza digitale inclusiva: seminario LIS sulle AI
- La Nottola

- 2 giorni fa
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Si discute oramai ogni giorno di Intelligenze Artificiali e sul loro contributo ad ogni materia della vita quotidiana. Dall’istruzione alla ricerca medico-scientifica, i consumi culturali, la produzione artistica passando tristemente per conflitti, controllo sociale, lavoro e disoccupazione tecnologica, la penetrazione delle AI è sempre più capillare. Un crescendo fra entusiasmi e preoccupazioni che spesso tiene ai margini cittadini in pensione, anziani o portatori di disabilità.
L’Associazione Sordi Battipagliesi, presieduta da Carlo Esposito, ha dunque promosso per i suoi iscritti un incontro per avviare la comprensione di questa rivoluzione. Circa una quarantina di persone sorde hanno partecipato all’evento dal titolo “Intelligenze artificiali, opportunità e rischi della nuova rivoluzione industriale”, tenutosi nel pomeriggio di sabato 21 marzo presso il Centro Sociale di Battipaglia. Ad accompagnare la platea Mario Bove, giornalista ed esperto di comunicazione di HBKom, coadiuvato dall’assistente alla comunicazione Roberta Locascio che ha facilitato la fruizione dell’evento con il supporto della LIS, la lingua italiana dei segni.
Numerosi i temi affrontati con un taglio introduttivo pensato per un pubblico non sempre avvezzo alle nuove tecnologie. Il percorso si è svolto partendo dalla definizione di intelligenza artificiale, riferibile sia alla disciplina di studi che agli stessi algoritmi. Sono stati poi mostrati diversi esempi pratici e applicazioni delle intelligenze artificiali nelle attività più comuni come l’assistenza nei viaggi o la guida alla scelta dei film, le app di fotoritocco e di generazione di immagini, i modelli linguistici che supportano la scrittura. La panoramica si è spinta fino agli impieghi più futuristici quali la diagnostica medica, gli assistenti LIS virtuali o la robotica avanzata, compresi gli impieghi bellici e la guida autonoma.
Uno dei sogni dell’essere umano è da sempre quello di replicare sé stesso ricreando l’intelligenza. Dalle opere di Turing negli anni ’40, il suo celebre test omonimo, i primi esperimenti come il rudimentale chatbot psicologo ELIZA, arrivando alle versioni più raffinate di Deep Blue e WATSON, software in grado di battere campioni di materie specifiche e oltre. L’evoluzione delle IA ha bruciato i tempi dall’epoca dei programmi basati sulle regole compilate dai programmatori a quella del machine learning, struttura alla base dei comuni algoritmi che apprendono come applicare i filtri antispam o quali prodotti di intrattenimento suggerire per gli utenti. Ma l’epoca del deep learning, caratterizzata da ragionamenti profondi e creazioni autonome, è già iniziata. Sostenute dalla crescente potenza di calcolo dei data center, pronta ad esplodere con i computer quantistici, le reti neurali sottese alle intelligenze artificiali diventano sempre più complesse, articolate, forse umane.
In questa corsa verso un ottimistico futuro si intravedono già le prime incrinature. I temi etici e di responsabilità nelle decisioni, la sostituzione della forza lavoro, l’impoverimento delle facoltà mentali sempre più delegate alla macchina, le questioni legate all’elevato consumo energetico, gli inquietanti risvolti inerenti al controllo sociale, la disinformazione, la soggezione dell’essere umano alla forza degli automi.
Lo scopo di questa giornata, ed in generale dell’ASB, è stato accorciare la distanza fra cittadini con sordità e società, fornendo gli strumenti per una maggiore inclusione. L’opera di alfabetizzazione di base alle intelligenze artificiali ha inteso far comprendere le sfide poste dalle nuove tecnologie per ridimensionare i timori e padroneggiarne le opportunità. Un primo passo per orientarsi meglio lungo un orizzonte in costante cambiamento e che spesso sfugge alla comprensione dei più.







