Pace a Miami, guerra a Kiev
- Maddalena Pareti

- 22 dic 2025
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Il 19 dicembre una delegazione ucraina, guidata da Rustem Umerov – segretario del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa – e dal generale Andriy Hnatov, capo di Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, ha incontrato funzionari americani ed europei a Miami, negli Stati Uniti, per discutere le condizioni di un possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina.
L'incontro è seguito alle consultazioni avvenute all'inizio della settimana a Berlino, dove l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump, hanno dialogato con funzionari ucraini ed europei sulle garanzie di sicurezza – ispirate all'articolo 5 della NATO sulla mutua difesa – e sullo stanziamento di finanziamenti per la ricostruzione post-bellica.
Nei giorni del 20 e 21 dicembre, sempre a Miami, si sono svolti incontri tra Kirill Dmitriev – inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin – e i suoi omologhi Witkoff e Kushner. I colloqui hanno riguardato la cessazione delle ostilità, che restano complessi, soprattutto sul riconoscimento de iure della conquista russa della regione ucraina del Donbass, al cui interno sono ancora presenti truppe ucraine.
Nella serata di domenica Dmitriev ha dichiarato che le modifiche apportate da europei e ucraini alle proposte statunitensi non erano in linea con gli interessi russi, riecheggiando le parole del presidente Putin, secondo cui Kiev non mostrerebbe volontà di concessioni territoriali per porre fine al conflitto. Nonostante i toni duri, l'inviato russo ha aggiunto che i colloqui con gli americani sono proseguiti in modo costruttivo. Da parte statunitense, invece, prevale un maggiore ottimismo, con l'idea che un accordo di pace sia vicino.
Witkoff ha postato sul social X che si sono tenute riunioni costruttive separate – senza discussioni dirette tra Russia e Ucraina a Miami – focalizzate su "quattro documenti chiave: ulteriore sviluppo del piano in 20 punti, convergenza delle posizioni sul sistema multilaterale di garanzie di sicurezza, convergenza di posizioni sul sistema di garanzie di sicurezza statunitensi per l'Ucraina, nonché ulteriore sviluppo del piano per l'economia e la prosperità".
Nella serata di domenica il presidente statunitense Trump ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro britannico Keir Starmer, durante il quale hanno discusso della necessità di raggiungere una pace giusta e duratura in Ucraina e del futuro ruolo che potrebbero rivestire i paesi partecipanti alla “coalizione dei volenterosi”.
Sabato sera il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che il presidente Putin è “pronto al dialogo” con l'omologo francese Emmanuel Macron. Quest'ultimo ha accolto favorevolmente l'apertura di Mosca, ma ha precisato che si consulterà anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Zelensky continua a sostenere che la Russia stia utilizzando le trattative non per raggiungere una vera pace, ma allo scopo di guadagnare tempo e infliggere ulteriori danni all'Ucraina e al suo popolo, la più grande vittima di questo atroce conflitto.

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