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Milada Horàkòva e la memoria delle vittime del comunismo

In questi giorni, camminando per le strade di Praga e delle principali città della Repubblica Ceca, è impossibile non incrociare cartelloni raffiguranti una donna in bianco e nero sugli edifici storici e persino sui mezzi pubblici. Su quei cartelloni, c’è la foto di Milada Horáková, e la data del 27 giugno, giorno in cui la sua vita venne spezzata, è stata scelta per celebrare la Giornata in memoria delle vittime del comunismo.

per le strade di Praga e delle principali città della Repubblica Ceca: cartelloni raffiguranti una donna in bianco e nero sugli edifici storici - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Milada_Hor%C3%A1kov%C3%A1_zavra%C5%BEd%C4%9Bna_komunisty_(5166).jpg
Gampe, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Nata a Praga nel 1901, Milada Horáková era una giurista brillante, una politica appassionata e, soprattutto, una strenua difensora dei diritti delle donne e della giustizia sociale. Già prima della laurea in giurisprudenza all’Università di Praga si era appassionata alla causa della condizione femminile, in un Paese peraltro di molto avanzato rispetto al resto d’Europa. Preparò commenti al Codice Civile sui paragrafi che riguardavano la famiglia, progetti di legge sulla parità delle donne nel mondo del lavoro, con sostegno pubblico alle ragazze madri e alle donne divorziate, respinti però dal governo e dal parlamento della Prima Repubblica cecoslovacca. Fu la prima avvocatessa a essere assunta da un’istituzione pubblica, l’Ufficio sociale centrale della città di Praga, aprendo così alle donne anche questo ruolo.

 

Durante la Seconda Guerra Mondiale si unì alla resistenza clandestina contro l'occupazione nazista, e per questo fu arrestata dalla Gestapo e subì dure torture e la deportazione nel campo di concentramento di Terezín. Sopravvissuta a quell'inferno, dopo la liberazione venne eletta in Parlamento, ma il suo sogno di una Cecoslovacchia democratica e sovrana si infranse bruscamente nel 1948 con il colpo di stato comunista. Nonostante il pericolo evidente, Horáková rifiutò l'esilio e scelse di rimanere per difendere i valori democratici, diventando il bersaglio principale della polizia segreta di regime. Arrestata nel 1949 con l'accusa orchestrata di alto tradimento e spionaggio, divenne la figura centrale di uno dei più famigerati processi farsa dell'era stalinista; un evento brutalmente spettacolarizzato e trasmesso via radio per terrorizzare l'opinione pubblica, durante il quale Milada impressionò il mondo intero difendendo le proprie idee con una dignità incrollabile che nemmeno le torture erano riuscite a scalfire.

 

Diverse le mobilitazioni internazionali, i canali diplomatici e gli appelli disperati di alcune delle menti più eccelse del Novecento, tra cui Albert Einstein, Jean-Paul Sartre, Winston Churchill ed Eleanor Roosevelt: la macchina della “giustizia” del regime non si fermò e, la mattina del 27 giugno 1950, a soli 48 anni, Milada fu impiccata nel cortile della prigione di Pankrác, a Praga. Poco prima, riuscì a consegnare alla famiglia una toccante lettera d'addio, un testo in cui dichiarava di andare incontro alla morte a testa alta, ferma nelle proprie convinzioni.

 

Per i successivi quarant'anni la dittatura comunista ha tentato con ogni mezzo di cancellare il suo ricordo, disperdendone persino le ceneri per evitare che la sua tomba potesse trasformarsi in un luogo di pellegrinaggio o in un simbolo di resistenza spirituale per il Paese. Tuttavia, la storia ha preteso il suo riscatto e, con il ritorno della democrazia, la verità è riemersa in tutta la sua forza. Oggi, la Repubblica Ceca riconosce in lei una straordinaria eroina nazionale, esponendo il suo volto fiero in ogni angolo del Paese nel giorno dell'anniversario del suo sacrificio. Ricordare la sua figura significa rendere giustizia alle centinaia di giustiziati politici, ai quattromila morti di stenti e torture nei penitenziari e alle centinaia di migliaia di esiliati e perseguitati da un regime che voleva spegnere ogni forma di pensiero critico. La sua eredità spirituale rimane un monito potente e universale, che ci ricorda ogni giorno il valore inestimabile della libertà e della democrazia.

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