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E se Trump non fosse più il Presidente degli Stati Uniti?

Sarebbe stata la prima volta di Trump da Presidente degli Stati Uniti partecipare alla cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca. Ma la serata americana del 25 aprile 2026 non passerà alla storia per questo motivo bensì per un attentato fallito. Cole Tomas Allen, questo il nome dell'attentatore, è riuscito a superare il sistema di sicurezza correndo con in mano un'arma da fuoco calibro 38 verso la sala in cui si stava tenendo la cena, presso l'hotel Hilton di Washington.


Al di là del dibattito, quanto mai attuale, sulla libera vendita delle armi in America, fin dalle primissime ore, l'idea che potesse trattarsi di un attentato "organizzato", di una "messinscena", è rimbalzata sul web. Le coincidenze che hanno dato adito a queste teorie sono facilmente reperibili in rete, ma sono assolutamente prive di ogni fondamento.


Il gesto va condannato categoricamente senza obiezioni. Quello su cui bisogna interrogarsi invece è il clima di odio e terrore che quotidianamente stiamo vivendo e che Donald Trump alimenta sui social a suon di parole violente ed attacchi mirati. Se una delle persone più influenti del pianeta, capace di arrivare a milioni di utenti con i suoi post, non ha alcuna remora, la conseguenza diretta è anche quella di alimentare odio. E in un clima di odio e di instabilità, in un Paese in cui le armi sono acquistabili da chiunque, tranne rare eccezioni, non ci si può stupire se qualcuno prova a farsi giustizia da solo.


Nel caso specifico, il movente di Cole Tomas Allen sarà appurato dalle indagini svolte dalle autorità competenti, ma c'è un altro dettaglio che non può passare inosservato. Una cosa che ha fatto storcere il naso a tanti e che ha contribuito ad alimentare le polemiche sulla possibilità della messinscena dell'attacco. È risaputo che il protocollo per la difesa della persona del Presidente degli Stati Uniti prevede che sia appunto il Presidente il soggetto di massima priorità, il primo a dover essere protetto. Ebbene, dai video comparsi sui social relativi alla sera dell'attentato, il primo ad essere stato portato via dalla sala e messo in salvo è stato Vance, non Trump. Provocatoriamente si potrebbe quindi pensare che, ad oggi, almeno per i servizi di protezione, il presidente americano sia Vance e non Trump. In un discorso scevro da provocazioni, invece, bisognerebbe riflettere su quanto sia debole internamente l'America e quanto questa debolezza si stia riflettendo anche in campo internazionale con una politica quasi nevrotica. Il "sogno americano" è al tramonto?

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:P20260327DT-0228-2.jpg
The White House, Public domain, via Wikimedia Commons

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