Da 30 anni Ariano Irpino capitale della Musica Folk
- Mario Bove

- 21 ore fa
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Ci sono culture che resistono strenuamente e con drammaticità. Altre vivono la testarda bellezza delle tradizioni, fiumi carsici che si nascondono alla vista e risalgono in tutta la loro freschezza. Sono fenomeni che portano gioia, vita e vivacità, soprattutto nelle estati afose delle aree interne. Anche questa è la ricchezza che caratterizza l’Ariano Folk Festival da trent’anni e che torna a incoronare Ariano Irpino capitale morale della musica folk italiana. Dal 20 al 23 agosto, con un’anteprima il 18 e 19, il centro che si erge fra i monti dell’avellinese ospita numerosi artisti della scena world music all’insegna della contaminazione e delle radici del linguaggio musicale.

Anche la 30ª edizione propone un cartellone che richiama artisti capaci di attraversare generi a cavallo del vento, superando confini e terre lontane per portare musica da ogni dove: Norvegia, Marocco, Trinidad & Tobago, Portogallo, Spagna, Francia, Corea del Sud, Italia. Il 18 agosto si inizia a far festa con l’anteprima insieme ai francesi Funky District alle 22.00, mentre il 19 Lord Sassafras e la sua dancehall reggae.
I concerti principali del Folkstage partono tutte le sere puntuali alle 21.30. Inaugurano il 20 le sonorità caraibiche e meticce dei Kobo Town, la trascinante proposta dei Flammer Dance Band e il finale con i Retro Cassetta. Il 21 si passa il testimone al cantautorato di Faccianuvola, ai ritmi mediterranei dei Tasuta N-Imal e al sound che viaggia fra Lusitania e Capo Verde dei Fidju Kitxora. La serata del 22 agosto è dedicata ad interessanti declinazioni su base elettronica con i ritmi tribali e jazz dei Kutu, le atmosfere sciamaniche degli asiatici 64 Ksana e, infine, GregoTechno, un ibrido fra musica gregoriana e tecno. Il rituale della festa si chiude in grande domenica 23 dalle 14.00 con l’energia live de I Patagarri, la potente miscela multiculturale de La Chiva Gantiva, la ricerca musicale di Mr. Martin Meissonnier. Completano il programma tanti altri progetti che rappresentano bene la pluralità proposta dall’AFF: Funky District, Ljuba De Angelis, DJ Marines, Silvia Di Furia DJ, K.O.G., Papatef, Makardia, Marina P and The Radiators e Pushinwood.
Accanto al programma musicale, l’esperienza AFF comprende inoltre numerosi eventi collaterali: l’Aperworld, la Bookzone, l’area del laboratorio di musica d’insieme e quella dedicata alla fotografia, il racconto della storia del festival nell’AFF View, i dj set del Sonazone, il trekking urbano, la Cinezone e il teatro, le degustazioni di vini locali, il fotocontest, lo spazio yoga e i risvegli bucolici. Insieme all’area campeggio VolksCamp e all’area per i più piccoli, arricchiscono la permanenza e la partecipazione dei presenti, trasformando Ariano Irpino in un luogo di incontro, scoperta, sperimentazione e condivisione.
Questi trent’anni raccontano tante cose. Un traguardo costruito attraverso il tempo e fatto di ricerca musicale, apertura internazionale, un rapporto profondo con la comunità e il territorio che vede valorizzata la sua capacità di accoglienza nell’ambito della tradizione. Tre decadi dopo la prima volta, l’Ariano FolkFestival continua a caratterizzarsi per la curiosità: portare in Irpinia suoni, linguaggi e culture differenti, mettendoli in dialogo tra loro e con il pubblico. Il filo conduttore di questa edizione è “30 anni di resistenza culturale”: una vera e propria dichiarazione d’intenti e identità, che racconta la capacità del festival di difendere, attraverso la musica, la cultura dell’incontro, della ricerca e della contaminazione.
Qui la parola “folk” non indica un genere chiuso, ma una modalità di ascolto: partire dalle radici per arrivare altrove, mescolare tradizione e contemporaneità, mettere in comunicazione territori e generazioni dove il concetto di comunità è sia cornice che fulcro della manifestazione. L’Ariano Folk Festival, infatti, non è solo una rassegna di concerti, ma soprattutto un modo di costruire e far vivere il suo “popolo” multicolore e senza geografia.
A sottolineare questo aspetto partecipativo, lo spazio lasciato al pubblico nella redazione del cartellone attraverso la formula del crowdsourcing, un modello di collaborazione aperta all’esterno del gruppo organizzatore che trasforma gli spettatori in una parte attiva del processo creativo. È una filosofia che riflette la convinzione che una manifestazione viva davvero quando non si limiti solo a proporre contenuti ma riesca a creare una comunità attiva intorno alla sua proposta.
L’estate è il momento della riscoperta. Complice la pausa dalle fatiche quotidiane, è possibile concedersi del tempo per assecondare quel ritmo atavico che è il battito del cuore, base delle composizioni ancestrali. L’Ariano Folk Fest scandisce, rende vivace quel battito e aiuta esattamente a riscoprire la musica primordiale che si nasconde in noi stessi e che spesso viene solo sommersa dal rumore circostante.
Il programma completo di concerti, incontri, laboratori insieme alle informazioni su biglietti e luoghi sono disponibili sul sito https://www.arianofolkfestival.it/



