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Cilento, cultura e sostenibilità: la visione del professor Vincenzo Pepe

19 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Il rapporto tra uomo e natura non riguarda soltanto la tutela del paesaggio, ma anche i valori, la cultura e la memoria dei luoghi. Ne parliamo con il professor Vincenzo Pepe, studioso di filosofia del diritto ed esperto di cultura cilentana, impegnato nella valorizzazione del patrimonio storico, ambientale e culturale del territorio.


Professore Pepe, quale ruolo può svolgere la filosofia nell’affrontare le grandi sfide ambientali del nostro tempo?


«La filosofia ci invita a porci le domande fondamentali: chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare. Oggi disponiamo di conoscenze scientifiche e tecnologiche straordinarie, ma non sempre sappiamo utilizzarle responsabilmente. L’intelligenza, da sola, non garantisce la saggezza. La filosofia ci aiuta a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni e a ritrovare l’armonia con noi stessi e con ciò che ci circonda. Da questa consapevolezza può nascere una più profonda responsabilità ambientale».


L’ambiente è una questione scientifica, politica, ma anche etica. Quali principi dovrebbero guidare le nostre scelte quotidiane e quelle delle istituzioni?


«L’ambiente non è soltanto la natura, ma comprende anche le nostre relazioni, le tradizioni, i monumenti, i dialetti e le testimonianze storiche che definiscono l’identità di un territorio. Tutelarlo significa proteggere questo patrimonio nella sua interezza.

Il principio fondamentale è la responsabilità. Dobbiamo sentirci parte della nostra casa comune e comprendere che anche i gesti quotidiani, come evitare gli sprechi e rispettare gli spazi pubblici, hanno un valore. Occorre promuovere una cultura della cura, fondata sull’amore, sul rispetto e sulla consapevolezza, coinvolgendo cittadini e istituzioni».


Professore Vincenzo Pepe: giurista, ambientalista e scrittore
Professore Vincenzo Pepe: giurista, ambientalista e scrittore

Come possiamo conciliare lo sviluppo economico con la salvaguardia della natura?


«Non dobbiamo negare lo sviluppo, ma ripensare il modo in cui lo concepiamo. La crescita non può essere un obiettivo assoluto, se compromette le risorse naturali e cancella le identità locali. Dobbiamo distinguere il benessere dall’accumulo e imparare a vivere meglio senza consumare continuamente di più.

La sostenibilità richiede equilibrio, responsabilità e capacità di valutare le conseguenze delle nostre scelte. La qualità della vita dipende anche dal rapporto che sappiamo costruire con la natura e con gli altri esseri viventi».


Il Cilento è un territorio in cui natura, storia e tradizioni si intrecciano. Come può la filosofia contribuire alla sua valorizzazione?


«Il Cilento è una terra ricca di bellezze naturali e di un patrimonio culturale straordinario, legato anche alla storia del pensiero occidentale e alla tradizione filosofica di Parmenide. Tuttavia, non sempre siamo consapevoli del valore di questa eredità.

Il mio impegno nel recupero di luoghi come il castello di Giambattista Vico nasce dalla convinzione che restaurare un edificio storico significhi salvare una memoria e restituire una storia alla comunità.

Anche le tradizioni gastronomiche e le feste popolari custodiscono l’identità locale. La biodiversità, infatti, è anche culturale: prodotti tipici, saperi e consuetudini rappresentano una ricchezza da preservare. La filosofia e l’educazione possono aiutarci a riconoscere questo patrimonio e a trasformarlo in una risorsa per il futuro».


Quale messaggio rivolge ai giovani, chiamati a ereditare un pianeta sempre più fragile?


«Invito i giovani a non perdere il legame con le proprie radici. In un mondo globalizzato è importante conoscere le lingue, utilizzare le nuove tecnologie e aprirsi alle altre culture, senza dimenticare ciò che ci rende unici. La diversità dei territori e delle tradizioni è una ricchezza da difendere.

Il patrimonio naturale e culturale non appartiene soltanto al passato: è un’eredità che dobbiamo consegnare alle generazioni future. Il recupero dei luoghi abbandonati e la loro restituzione alla comunità dimostrano che l’impegno, anche quando comporta sacrifici, può produrre risultati preziosi.

Ai giovani dico di credere nel bene comune e di agire con perseveranza e responsabilità. Non sempre vedremo subito i frutti del nostro lavoro, ma ciò che facciamo oggi può diventare un dono per chi verrà dopo di noi».


Il Prof. Pepe durante una convention
Il Prof. Pepe durante una convention

Dalle parole del professor Pepe emerge una visione dell’ambiente che unisce natura, cultura e memoria. Proteggere il territorio significa prendersi cura della vita, delle tradizioni e della bellezza, costruendo un futuro sostenibile senza perdere il legame con le proprie radici. Il Cilento rappresenta un esempio concreto di come la valorizzazione del passato possa diventare una risorsa per le nuove generazioni.

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