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Capatrena e Licei. Le parole non cambiano niente… tranne quando serve

12 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

C’è una cosa che abbiamo imparato dalla politica contemporanea: le parole non contano. O meglio, contano. No, dai, non contano niente. Ma sì, invece, moltissimo. Insomma, contano a giorni alterni.

 

Quando, per esempio, qualcuno propone di chiamare una donna capatrena, la questione è evidentemente di secondaria importanza. Nel 2024 Giorgia Meloni, interrogata sulla possibilità di usare il termine, spiegava che «è una questione di forma» e che il punto vero era un altro: non bisogna pensare che le donne siano deboli. Il problema, dunque, non è come si chiama una donna che conduce un treno, ma come viene trattata.

 

E tutti giù ad applaudire: «Brava… brava… tu sì che hai capito quali sono i problemi reali delle persone. Daje Giorgia, daje».

 

Poi, un bel giorno, arrivano gli istituti tecnici.

 

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, di concerto con la nostra paladina dei problemi del popolo, ha annunciato la trasformazione del nome degli istituti tecnici e professionali in licei tecnologici e licei professionali. L’operazione è stata presentata anche come un modo per superare la distinzione tra percorsi di serie A e percorsi di serie B: se tutti hanno pari dignità, perché chiamarne alcuni licei e altri istituti?

 

E qui mi sorge un dubbio amletico.

 

Perché, improvvisamente, la parola sembra diventata importantissima?

 

Se chiamare una capotreno capatrena non modifica la sua condizione, perché chiamare un istituto tecnico liceo dovrebbe modificare quella degli studenti che lo frequentano?

 

La risposta potrebbe essere che le parole producono effetti simbolici. Ed è vero. Le parole non sono semplici etichette appiccicate alle cose con lo scotch: classificano, distinguono, gerarchizzano. Liceo e istituto tecnico non evocano esattamente la stessa cosa, e sarebbe ingenuo fingere che non esista, nella società italiana, una gerarchia culturale tra i diversi percorsi scolastici.

 

Ma proprio per questo la faccenda diventa interessante.

 

Se le parole hanno il potere di costruire la percezione della realtà, allora non sono più soltanto forma. E se invece sono soltanto forma, allora chiamare una scuola liceo non dovrebbe bastare a restituirle la dignità che le mancava.

 

Insomma: o le parole contano, oppure non contano. Ma è curioso che sembrino contare soprattutto quando cambiare il nome è più facile che cambiare la cosa.


Caivano, 31/08/2023 - La Presidente Meloni nel corso delle dichiarazioni alla stampa al termine della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica - Governo.it - https://www.governo.it/it/media/il-presidente-meloni-caivano/23460
Caivano, 31/08/2023 - La Presidente Meloni nel corso delle dichiarazioni alla stampa al termine della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica - Governo.it.

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