Capire il Referendum sulla Giustizia: Astrea guida il confronto tra esperti e cittadini.
- Daniela Loffredo

- 13 ore fa
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Giovedì 12 marzo presso il Comune di Battipaglia si è tenuto il Convegno sul referendum della giustizia, organizzato da Astrea, associazione di giovani giuristi.

Quando si parla di temi tecnici come i quesiti referendari, il rischio del distacco è sempre dietro l'angolo; eppure, il convegno organizzato da Astrea ha dimostrato l'esatto contrario. Cittadini di ogni età hanno riempito lo spazio del dibattito, trasformando un appuntamento informativo in un vero e proprio esercizio di democrazia pulsante. L’evento è stato caratterizzato da una parte introduttiva, ad opera del professore di Procedura penale presso l’Università degli Studi di Salerno Luigi Kalb, volta a spiegare in modo semplice e diretto gli articoli che saranno toccati dalla riforma, seguita dal dibattito tra i due relatori, per il Sì il Prof. Avv. Donatello Cimadomo, per il No il Consigliere della Corte d’Appello di Salerno Dott. Pietro Indinnimeo. Il dibattito è stato acceso, ma caratterizzato da quel rispetto reciproco delle posizioni e dell’opinione altrui, accogliendo appieno quello che è stato l’invito del presidente Mattarella al “rispetto delle istituzioni”.
Il cuore dell’incontro è stato il dialogo serrato con una platea attenta, desiderosa di andare oltre gli slogan per comprendere il merito delle scelte che attendono il Paese. Astrea ha saputo fare da ponte, traducendo la complessità del linguaggio normativo in una materia viva, accessibile e, sopra ogni cosa, condivisa. Le domande dei cittadini non sono state semplici curiosità teoriche, ma interrogativi carichi di esperienza vissuta. Chi ha preso il microfono lo ha fatto portando con sé il peso della propria storia personale con la "macchina della giustizia": i tempi infiniti dei processi, la complessità burocratica, la percezione di un sistema spesso distante dai bisogni del singolo. È in questo incrocio tra il tecnicismo del referendum e la realtà dei fatti che il convegno ha trovato la sua massima utilità. Gli esperti non si sono limitati a spiegare i commi, ma hanno dovuto misurarsi con le storie di chi quella giustizia l'ha subita o l'ha attesa invano. Questo scambio ha trasformato i quesiti referendari da astratti codici a strumenti concreti di riforma, rendendo evidente come il voto non sia solo un segno su una scheda, ma una scelta che incide direttamente sulla pelle dei cittadini.
L'evento non è nato nel vuoto, ma dalla visione di Astrea: in un'epoca dominata dalla velocità degli slogan, l'associazione ha scelto di andare controcorrente, puntando su sapere, misura e impegno civile, e ciò ha trovato la sua massima espressione proprio in questo dibattito sul referendum. In questa cornice, i partecipanti non sono stati meri spettatori. Come dimostrato dalle domande incalzanti e dalle esperienze personali condivise in sala, il pubblico è diventato parte integrante e interattiva di un processo volto a rendere l’esercizio del voto una scelta realmente consapevole. Il messaggio emerso con forza dai relatori è stato, infine, un richiamo all'essenza stessa della nostra Costituzione: l'esercizio del voto come diritto e, soprattutto, come "dovere civico". In un'epoca di scetticismo, la straordinaria risposta dei cittadini di Battipaglia ha dimostrato una verità fondamentale: quando si lavora con un intento puro e senza secondi fini, il popolo lo riconosce. Fornire agli elettori gli strumenti tecnici per esprimersi secondo le proprie intime intenzioni, al di là delle logiche di parte, è un atto di nobiltà civile che onora l'impegno dell’associazione. È la prova che le cose possono davvero cambiare se a guidare il confronto non è l'interesse personale, ma il bene della collettività. Solo partendo da questo sapere condiviso e da un impegno autentico, la democrazia smette di essere un formalismo e torna a essere uno strumento vivo di costruzione sociale.



