Al via il Festival dell’Arte di Bellizzi: cultura, diritti e cittadinanza attiva
All’indomani della presentazione del vasto programma del Festival dell’Arte, promosso dal Comune di Bellizzi e in calendario da settembre a dicembre 2026, ha preso ufficialmente il via lo scorso sabato 12 settembre, presso la Biblioteca comunale “Leonardo da Vinci”, la rassegna letteraria inserita nel più ampio cartellone della manifestazione. Un progetto culturale che coinvolge numerose realtà locali, impegnate in molteplici ambiti del Terzo Settore, incoraggiando e valorizzando il contributo alla vita sociale e culturale della comunità.

Protagonista del primo appuntamento è stata Beatrice Benocci, giornalista e scrittrice, dottore di ricerca in Storia delle Relazioni internazionali e docente presso l’Università degli Studi di Salerno, che ha presentato il suo ultimo volume L’educazione ai diritti umani in Europa e in Italia. Già dal titolo si restituisce immediatamente il senso profondo dell’intera rassegna artistico-culturale: promuovere la cultura come strumento di conoscenza, libertà e consapevolezza.
Obiettivo fondamentale resta la partecipazione, capace di suscitare e alimentare il dialogo intergenerazionale e interculturale sui valori fondanti della convivenza civile.
Il tema principale richiama una delle questioni più urgenti: come tradurre i principi dei diritti umani in una cultura realmente condivisa, capace di incidere nella vita quotidiana delle persone e nelle relazioni sociali? E quanto siamo consapevoli dei diritti di cui godiamo? Che valore hanno i diritti umani se non camminano sulle gambe delle nuove generazioni?
È da queste domande che ha preso avvio il dialogo con l’autrice, in un confronto volto ad approfondire il significato dell’educazione ai diritti umani, il ruolo delle istituzioni e della formazione e la responsabilità che ciascuno è chiamato ad incarnare nella difesa della dignità umana e delle conquiste democratiche. Parlare di diritti umani significa, dunque, interrogarsi sul rapporto Europa e Italia, tra principi e comportamenti, dal particolare al generale e viceversa. Tra riconoscimento formale dei diritti e capacità di renderli effettivi, tra reciproco riconoscimento e responsabilità: un cammino di civiltà che è ancora in corso.
Il libro della docente invita a svolgere un compito preciso: non delegare la difesa dei diritti alle sole istituzioni o alle carte costituzionali. Ognuno di noi, nel proprio piccolo, è agente di cambiamento. Il futuro della democrazia si gioca (anche) nella capacità di saper riconoscere, con pazienza e rigore, il valore della dignità umana.
A curare e moderare l’incontro, Claudia Sinno, docente di lettere e cofondatrice del Monade Book Club da cui si è poi sviluppato nell’ultimo anno l’operato del vivace team di “Echi di carta: diamo voce alle pagine”. Un collettivo basato su un'amicizia rinsaldata dalla comune passione per la lettura, che cresce ad ogni appuntamento tematico e dà forma ad una comunità di lettrici e lettori che diventa parte attiva di un programma in evoluzione, gratuito e aperto all’intera cittadinanza.
Ogni mese la Biblioteca viene abitata dagli incontri di lettura e da dibattiti che creano preziose occasioni di confronto, scoperta e crescita collettiva, confermando il valore della cultura come bene comune e spazio di incontro tra le persone nel tempio laico del sapere bellizzese.
Il percorso affonda le proprie radici nel primo esperimento di club di lettura, avviato in modalità ibrida nell’aprile del 2020, a pochi mesi dalla fondazione dell’organizzazione di volontariato Monade. Un’esperienza nata in un momento storico particolare (in piena pandemia) che ha saputo evolversi nel tempo, consolidando relazioni e dando continuità a un progetto di promozione culturale in fieri, fondato sulla condivisione, sull’ascolto e sulla partecipazione attiva.
L’apertura della rassegna letteraria nell’ambito del Festival dell’Arte ha rappresentato così non soltanto l’avvio di un nuovo calendario di appuntamenti culturali, laboratori e interviste con autori e autrici, ma anche il riconoscimento di un percorso costruito nel tempo, grazie all’impegno delle realtà associative del territorio. La promozione della lettura, come esperienza condivisa, diventa moltiplicatore di esistenze e di legami autentici, di pensiero critico e concreta crescita comunitaria.





