Fabula 2026: il valore della fantasia e il coraggio di raccontarsi.
- Daniela Loffredo

- 1 giorno fa
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Il presidente Giovanni Serritella ripercorre la storia e la visione dell’iniziativa nata a Bellizzi: un luogo dove i giovani imparano a non aver paura di immaginare il futuro.

Restituire ai ragazzi la bellezza di fermarsi, prendere un foglio di carta e dare forma alle proprie idee: è da questo gesto semplice ma rivoluzionario che prende vita, nel 2010, il Premio Fabula su intuizione di Andrea Volpe. A distanza di oltre quindici anni, quella che era partita come un'iniziativa locale è diventato un appuntamento culturale di rilievo nazionale. Una crescita che ha superato ogni aspettativa iniziale, come racconta il presidente dell’Associazione Fabula, Giovanni Serritella: «All'inizio immaginavamo un concorso, poi è diventato un luogo, una comunità, un appuntamento che i ragazzi aspettano. La cosa più bella è vedere che chi è venuto a Fabula da bambino oggi torna, magari con un ruolo diverso, ma con lo stesso affetto. È lì che capisci che una manifestazione è riuscita a diventare qualcosa di più grande di quello che avevi immaginato».
Nel contesto contemporaneo, dominato dalla velocità digitale e dalla presenza pervasiva dei dispositivi, il festival ripropone la centralità della scrittura e della riflessione personale. Non si tratta di rifiutare la tecnologia, ma di viverla con consapevolezza. «La tecnologia non è il nemico, sarebbe sbagliato raccontarla così», chiarisce Serritella. «Il punto è aiutare i ragazzi a non perdere la capacità di utilizzarla senza farsi utilizzare. Il foglio bianco continua ad avere una forza straordinaria perché non suggerisce una risposta: ti mette davanti a te stesso. Quando un ragazzo scrive deve scegliere, inventare, sbagliare, cancellare, ricominciare. Oggi un ragazzo può avere mille strumenti per esprimersi, ma Fabula vuole ricordargli che il primo strumento è ancora la sua immaginazione».
Nel corso degli anni, l'architettura della manifestazione si è ampliata per accogliere linguaggi differenti. Dalla favola per i più piccoli si è passati alle sezioni Affabulatori e Creativi — quest'ultima riservata ai linguaggi visuali e dedicata alla memoria di Michele Buonanno — trasformando la gara in un percorso laboratoriale e formativo. «La vera crescita è avvenuta quando abbiamo capito che il concorso era soltanto una parte del progetto», sottolinea il presidente. «I laboratori, gli incontri, il confronto con gli ospiti, le domande dei ragazzi: è stato mettendo insieme tutti questi elementi che Fabula è diventato un'esperienza».
Sul palco di Bellizzi sono salite negli anni grandi figure della cultura, del cinema e dello spettacolo, tra cui Pippo Baudo, Carlo Verdone, Alessandro Siani, Christian De Sica, Giuseppe Tornatore e Lino Banfi. Eppure, il momento di svolta di ogni edizione risiede nello scambio autentico che si genera tra ospiti e partecipanti. «La vera svolta arriva ogni volta che vedo un ragazzo alzare la mano e fare una domanda che mette in difficoltà l'ospite», evidenzia Serritella. «In quel momento il personaggio famoso smette di essere distante e diventa una persona con cui dialogare. Non volevamo portare a Bellizzi semplicemente dei nomi importanti, ma persone capaci di diventare esempi, stimoli, occasioni di confronto».
Al centro di Fabula rimangono così le storie dei giovani che attraversano i laboratori e le piazze dell'evento. Piccoli e grandi percorsi di crescita personali che lasciano un segno tangibile nel tempo. «Ci sono ragazzi che sono arrivati timidi e sono saliti su un palco davanti a una piazza piena; altri che hanno scoperto qui una passione poi trasformata in un lavoro», ricorda Serritella. «E poi ci sono quelli che magari non hanno vinto nulla, ma hanno trovato il coraggio di leggere la propria storia davanti agli altri: per me anche quello è un premio. Nel 2025 abbiamo visto la commozione di Domenico Alfano, dodici anni, vincitore tra gli Affabulatori con una storia sul bullismo e sul riscatto: sono momenti che spiegano perché continuiamo a farlo».
Con lo sguardo rivolto al futuro, l'obiettivo del Premio Fabula per i prossimi anni è ampliare il proprio raggio d'azione mantenendo ben salda l'identità d'origine e il contatto con i giovani. «Vorrei che Fabula continuasse a crescere senza perdere la sua anima», conclude il presidente. «Vorrei portarlo sempre più fuori dai confini di Bellizzi, senza però perdere Bellizzi come casa, rendendolo un luogo in cui i giovani possano sentire la libertà di immaginare il proprio futuro. Il messaggio che non vorrei mai cambiare è questo: non abbiate paura della vostra fantasia. In un mondo che spesso ci chiede di essere tutti uguali, avere una voce propria è già un atto di coraggio».
Al centro di questo nuovo appuntamento, che si terrà dal 28 agosto al 2 settembre, ci sarà il tema «Fuori dal mondo», un invito a esplorare altre dimensioni e a lasciarsi guidare dalla propria creatività al di fuori delle omologazioni quotidiane. Anche quest'anno la manifestazione proporrà un ricco calendario di incontri e dibattiti, portando a Bellizzi ospiti d'eccezione pronti a confrontarsi con le domande dei ragazzi. Tra i protagonisti attesi figurano gli attori Claudio Amendola ed Edoardo Leo, il doppiatore e creatore di contenuti Maurizio Merluzzo, il cestista Achille Polonara e l'attivista e scrittore Luca Trapanese. Tanti sguardi ed esperienze differenti unite da un unico filo conduttore: ascoltare, stimolare e ispirare le storie di domani.



