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Absolute Resolve: una controversa operazione per deporre Maduro

“L'Unione Europea chiede calma e moderazione da parte di tutti gli attori, per evitare un'escalation e garantire una soluzione pacifica alla crisi”: è la dichiarazione congiunta dei 26 leader dell’UE, con l'eccezione dell’Ungheria.

 

Venerdì sera, alle 22:46, il presidente statunitense Donald Trump ha dato l’ordine di arrestare il presidente venezuelano Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores con l’operazione denominata “Absolute Resolve”. 

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Nicol%C3%A1s_Maduro_posing_with_DEA_Agents_following_his_Capture_by_the_United_States.png
Una foto diffusa dalla DEA mostra il leader venezuelano catturato Nicolás Maduro indossare una felpa con cappuccio prodotta da un'azienda di abbigliamento del Maine dopo il suo arrivo a New York sotto custodia statunitense - 3 gennaio 2026 - Drug Enforcement Administration, Public domain, via Wikimedia Commons

Ad agosto, una squadra sotto copertura della CIA si era recata a Caracas per ottenere informazioni su Nicolás Maduro con l’aiuto di una fonte vicina all’ex presidente venezuelano e grazie al sorvolo di droni stealth – operanti segretamente – che hanno permesso di mappare la sua routine.

 

Il presidente dello Stato Maggiore Congiunto americano, il generale Dan Caine, ha dichiarato che, pur essendo stata una missione estremamente pericolosa data l’assenza di copertura diplomatica – essendo chiusa l’ambasciata USA a Caracas – sono state raccolte informazioni vitali che hanno permesso il successo dell’operazione: erano entrati a conoscenza del luogo in cui Maduro si era trasferito, di cosa mangiasse e persino di quali animali domestici possedesse.

 

La missione è stata portata a termine da un commando d’élite della Delta Force dell’Esercito; vi hanno preso parte più di 150 velivoli militari, tra i quali droni, aerei da combattimento e bombardieri, decollati da 20 basi militari e navi della Marina.

 

All’inizio dell’operazione, l’energia elettrica è stata interrotta in diverse aree di Caracas affinché l’oscurità permettesse agli aerei, ai droni e agli elicotteri di avvicinarsi indisturbati. Gli aerei statunitensi hanno colpito batterie radar e di difesa aerea con il fine di rilasciare gli elicotteri che trasportavano le forze per le Operazioni Speciali in sicurezza. L’ex presidente venezuelano e la moglie, quando hanno visto le forze per le Operazioni Speciali arrivare nell’edificio in cui si erano nascosti, hanno provato a fuggire senza successo.

 

Gli esperti legali sostengono però che l’operazione statunitense in Venezuela sia una drammatica violazione della già fragile Carta delle Nazioni Unite, in particolare disattendendo l’articolo 2, paragrafo 4:

 

“Tutti i membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, o in qualsiasi altro modo incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite”.

 

Le azioni degli Stati Uniti sarebbero state conformi al diritto internazionale se fossero state supportate da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU; se gli USA avessero agito per legittima difesa; se avessero ricevuto consenso da parte del governo legittimo del Venezuela. Nessuna di queste condizioni è stata soddisfatta prima di intervenire militarmente, alimentando l’idea che le norme internazionali che regolano le relazioni tra gli Stati abbiano assunto sempre meno valore, anche dal punto di vista meramente formale.

 

Molti senatori democratici si sono dichiarati contrari alle operazioni militari condotte da Donald Trump in Venezuela perché disattendono l’iter legislativo previsto dalla Costituzione americana, che attribuisce al Congresso il potere di dichiarare guerra. Nel 1973 venne approvata la War Powers Resolution, che limita al presidente la possibilità di intraprendere azioni militari unilaterali e prevede che il presidente consulti il Congresso quando vengono dispiegate le truppe americane.

 

Il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha dichiarato che la missione è stata effettuata in conformità alla legge americana e che avvisare i membri del Congresso prima che venisse compiuta l’operazione avrebbe potuto comprometterla, vista la sua delicatezza.

 

Dopo l’arresto di Maduro, la Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodríguez di assumere ad interim la guida del Paese. È stata rilasciata una nota in cui si dichiara che Rodríguez “assumerà ed eserciterà, in qualità di facente funzioni, tutti gli attributi, i doveri e i poteri inerenti alla carica di presidente per garantire la continuità amministrativa e la difesa globale della nazione”.

 

I giudici della Corte non hanno ancora indicato Maduro come assente dall’incarico, sentenza che richiederebbe lo svolgimento delle elezioni entro 30 giorni.

 

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