Gli Stati Uniti colpiscono l’Isis in Nigeria
- Maddalena Pareti

- 27 dic 2025
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Nella notte di giovedì il presidente statunitense Donald Trump ha postato sul suo social Truth Social un post in cui dichiara di aver ordinato un attacco contro lo Stato Islamico (ISIS) in Nigeria, accusato di perseguitare violentemente i cristiani nel paese.
The White House e Donald Trump, Public domain, via Wikimedia Commons
Secondo il Comando Africa degli Stati Uniti (AFRICOM), gli attacchi sono stati condotti nello stato di Sokoto in stretto coordinamento con le autorità nigeriane, con una condivisione di logistica, intelligence e supporto operativo sempre maggiore tra Washington e Abuja.
Il comunicato stampa del Comando Africa degli Stati Uniti riporta che «la valutazione iniziale del comando è che più terroristi dell'ISIS sono stati uccisi nei campi dell'ISIS» e che «continuerà a valutare i risultati dell'operazione e fornirà ulteriori informazioni se opportuno. Dettagli specifici sull'operazione non saranno resi pubblici per garantire la sicurezza operativa».
Il comandante dell’AFRICOM, Dagvin Anderson, ha dichiarato che «il Comando Africa degli Stati Uniti sta collaborando con partner nigeriani e regionali per aumentare gli sforzi di cooperazione antiterrorismo legati alla violenza e alle minacce contro vite innocenti in corso», col fine di «proteggere gli americani e smantellare le organizzazioni estremiste violente ovunque si trovino».
Sempre Anderson ha specificato che le azioni militari esercitate durante la notte di Natale non devono essere interpretate come un’operazione isolata, ma come azioni volte a erodere le reti terroristiche che minacciano civili, la stabilità regionale e la sicurezza internazionale; infatti già il mese precedente il presidente Trump aveva ordinato al Pentagono di pianificare potenziali operazioni in Nigeria per arrestare la persecuzione dei cristiani da parte di gruppi terroristici affiliati allo Stato Islamico.
Il ministro degli Esteri nigeriano Yusuf Tuggar ha affermato di aver sentito il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio prima dell’attacco e che il presidente nigeriano Bola Tinubu aveva acconsentito all’operazione dando il «via libera».
Tuggar ha rilasciato alla CNN una dichiarazione in cui sostiene che «quando si parla del Sahel, la maggioranza sono musulmani. Non sono cristiani», sottolineando che l’obiettivo non è unicamente quello di tutelare i cristiani, ma i civili indipendentemente dal credo religioso e che la Nigeria è disposta ad accogliere chiunque voglia unirsi a combattere il terrorismo, essendo pronta e capace come dimostrato dalle azioni militari contro l’ISIS.
Malgrado non sia stato reso noto quale gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico sia stato preso di mira, diversi analisti sostengono che sia stato colpito il gruppo armato Lakurawa, che nell’ultimo anno è maggiormente operativo nelle zone di Sokoto e Kebbi, sotto il suo controllo, colpendo le comunità che vi abitano e le forze di sicurezza e provocando terrore nella popolazione mediante omicidi, rapimenti, stupri e rapine a mano armata.
Il ministro della Difesa nigeriano Christopher Musa ha dichiarato in passato, quando rivestiva il ruolo di capo della difesa, che le azioni militari rappresentano una percentuale minoritaria di ciò che servirebbe per ripristinare la sicurezza nel paese, poiché ciò dipenderebbe da una buona governance, per ora assente.
Le operazioni degli Stati Uniti in Nigeria sono state precedute da attacchi su larga scala in Siria come rappresaglia dopo l’uccisione da parte dell’ISIS di due soldati statunitensi e un interprete civile nel mese di dicembre, distruggendo 15 depositi di armi dello Stato Islamico.









