Paper Plane
- Viviana Laperchia

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 1 min
C'è un momento, prima che l'esistenza si organizzi intorno ai doveri della vita, in cui la creatività coincide con la noia leggera di una stanza vuota. È una stagione libera e fluida, fatta di pomeriggi lenti, in cui la mente si trova in un punto non ancora definito da un ruolo biologico o sociale. Questa necessità ancora giovane di preservare uno spazio interiore richiama forse l'idea di Virginia Woolf in Una stanza tutta per sé (1929): il volo creativo, un attimo prima che tutto il resto, inclusa la maternità, abbia inizio.
Quell’essere semplice
come un giorno d'estate
quando era il soffitto
a guardarmi
e la luce sfuggiva
dalle serrande
e il caldo bagnava
le cosce piene
e non ero mai sola
anche senza me stessa.
Quell'essere leggera,
chimera in viaggio
senza vento né fiato
col sogno attaccato al ventre.
È quello a trattenermi
e a buttarmi avanti
come l'aereo di carta
dei figli cresciuti
che tornano indietro.




