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“…Ma nel tornare, viene con giubilo, portando i suoi covoni” (Salmo 125, 6)

«Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi»

(da “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry)

 

Scrivo queste righe consapevole che molte cose non si possono spiegare come vorremmo poiché ci sono cose che si possono solo sentire. Ma ispirandomi al segreto che la volpe rivela al Piccolo Principe, ciò che voglio raccontare qui è un’esperienza che insegna e dunque segna e mostra come ciò che è essenziale può essere visto solo con il cuore.

 

Per alcuni giorni sono stata in ritiro presso il Protomonastero delle Monache Redentoriste a Scala, in Costiera Amalfitana.

 

Da ventunenne desideravo un’esperienza del genere, lontano da tutto ciò che la massa propone e ripropone. Desideravo un luogo in cui incontrarmi nel profondo.

 

Ho preso parte a questa avventura e posso dire che questo viaggio dentro me è stato il migliore che potessi fare.

 

In un mondo che corre ho sperimentato il vivere un tempo lento, un tempo che fa tesoro di ogni piccolo momento, un esercizio a vivere pienamente ogni piccola cosa. In questo tempo ho sperimentato un amore totale, gratuito e di dono che possiamo descrivere con le parole di San Paolo; nella Prima Lettera ai Corinzi, San Paolo dice:

 

«La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine.» (1Cor 13, 4-8)

 

Il Protomonastero è stato il luogo fisico che ha ospitato il luogo interiore dove ho incontrato il senso di Cura, il senso di Famiglia, il senso di Amore. Questi erano presenti in ogni piccola cosa: dalla preparazione del percorso di riflessione vocazionale nei minimi dettagli al cibo preparato con cura, dalle piccole attenzioni ai sorrisi, dagli abbracci ai momenti di condivisione. Non c’è stato momento che non sia stato magico e profondo, non c’è stato momento che non mi abbia turbata dentro in un senso positivo: un turbamento che arriva e ti sconvolge ma per aprire uno spazio a qualcosa di nuovo, di più grande.

 

Grazie al percorso guidato dalle Sorelle Redentoriste ho potuto sperimentare un modo diverso e nuovo di guardare alle cose… Profondamente innamorate della loro scelta hanno saputo mostrare una via di spiritualità che non ha nulla a che fare con quello che ci aspetteremmo dall’esterno. Hanno saputo mostrare che “Fede” è altro, non una serie di pratiche vuote messe una vicina all’altra.

 

L’Amore è stato il faro di questo percorso. Un Amore che si può solo sentire, un Amore che solo il cuore può vedere, un Amore manifestato in diverse forme: il silenzio, il canto, gli sguardi… Tutto esprimeva Amore autentico.

 

Ho incontrato persone felici di essere dove sono, responsabili e fiduciose, innamorate e piene di speranza.

 

Ho sperimentato qualcosa che può essere solo vissuto e una volta vissuto ognuno può trarne le proprie idee che non saranno mai conclusioni, perché, proprio come tutte le cose profonde, questo è un percorso che inizia ma che poi evolve nel tempo. La caratteristica più bella di tutto ciò è la Libertà, perché l’Amore vero è un Amore che rende liberi, un Amore che non ci fa sentire stretti.

 

Ritengo che in un mondo che corre sempre di più, che ha perso il senso e la direzione della sua corsa, un’esperienza del genere possa essere di grande aiuto per tutti, ma soprattutto per i miei coetanei e le mie coetanee perché permette di imparare a lasciarsi andare, permette di riflettere sulla propria vocazione, cioè su qual è il nostro posto in questo mondo e soprattutto permette di sperimentare l’Amore, il cui senso oggi sembra così smarrito.

 

Concludo esprimendo la mia immensa gratitudine alle Sorelle Redentoriste.



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