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Digiuno, purificazione, ritorno all’essenziale: ciò che unisce Quaresima e Ramadan.

Il 18 febbraio scorso si è verificata una circostanza più unica che rara: l’inizio della quaresima ha coinciso con quello del ramadan. Una coincidenza singolare, visto che il calendario islamico è lunare e la quaresima segue il calendario gregoriano. Una circostanza che unisce milioni di cristiani e musulmani nel mondo, in un viaggio di digiuno e purificazione verso l’essenziale: la fede in Dio. 

Donna che legge il Corano durante il Ramadan al Cairo, Egitto  - مصطفى الشربجى, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Donna che legge il Corano durante il Ramadan al Cairo, Egitto - مصطفى الشربجى, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Southern Arkansas University, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Southern Arkansas University, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Sebbene siano pratiche antiche, oggi se ne può recuperare il senso e il valore poiché rappresentano un’occasione per l’uomo di ritrovare sé stesso nel silenzio e nella preghiera.

 

I cristiani, nel ricordo di Cristo nel deserto, riscoprono attraverso la preghiera, il digiuno e la carità, il senso della loro fede in vista della resurrezione di Cristo. I musulmani, invece, con il Ramadan fanno memoria della consegna del Corano da parte di Dio a Maometto.

 

Per chi osserva questi periodi di astinenza, è doveroso dare un significato nuovo alle pratiche quaresimali e andare oltre al senso letterale. Fare digiuno, potrebbe indurre qualche cristiano distratto a vivere questo tempo come un’occasione per mettersi a dieta e tornare in forma in vista dell’estate. Il digiuno è ben altro; è liberarci del superfluo per comprendere l’essenziale. È ricordare il silenzio, in un mondo caotico fatto di continue distrazioni. Entrambi le fedi, in questo periodo, raccomandano anche gesti di carità. Ma anche questa pratica rischia di essere banalizzata; dare la monetina al povero davanti alla porta della chiesa è diventato un gesto abituale, quasi automatico, che rischia di essere svuotato di ogni contenuto etico. L’elemosina in quaresima, come nel Ramadan è altro: è avvicinarsi all’altro, uscire da noi stessi, dalla propria individualità, dai propri egoismi, per incontrare l’altro.

 

Allora come leggere questo tempo? Innanzitutto abbandonando schemi, rigidi rituali e ipocrisie che finiscono solo per allontanaci dal vero senso religioso e approfittare di questa coincidenza che vede cristiani e musulmani digiunare insieme. Che questo tempo, allora, sia occasione unica e propizia per rinsaldare un dialogo interreligioso spesso osteggiato, per comprendersi reciprocamente, affinché un giorno si possa pregare la stessa preghiera di lode a Dio per la fraternità ritrovata. Buona quaresima e buon Ramadan!

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