Digiuno, purificazione, ritorno all’essenziale: ciò che unisce Quaresima e Ramadan.
- Carolina Pannullo

- 3 giorni fa
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Il 18 febbraio scorso si è verificata una circostanza più unica che rara: l’inizio della quaresima ha coinciso con quello del ramadan. Una coincidenza singolare, visto che il calendario islamico è lunare e la quaresima segue il calendario gregoriano. Una circostanza che unisce milioni di cristiani e musulmani nel mondo, in un viaggio di digiuno e purificazione verso l’essenziale: la fede in Dio.


Sebbene siano pratiche antiche, oggi se ne può recuperare il senso e il valore poiché rappresentano un’occasione per l’uomo di ritrovare sé stesso nel silenzio e nella preghiera.
I cristiani, nel ricordo di Cristo nel deserto, riscoprono attraverso la preghiera, il digiuno e la carità, il senso della loro fede in vista della resurrezione di Cristo. I musulmani, invece, con il Ramadan fanno memoria della consegna del Corano da parte di Dio a Maometto.
Per chi osserva questi periodi di astinenza, è doveroso dare un significato nuovo alle pratiche quaresimali e andare oltre al senso letterale. Fare digiuno, potrebbe indurre qualche cristiano distratto a vivere questo tempo come un’occasione per mettersi a dieta e tornare in forma in vista dell’estate. Il digiuno è ben altro; è liberarci del superfluo per comprendere l’essenziale. È ricordare il silenzio, in un mondo caotico fatto di continue distrazioni. Entrambi le fedi, in questo periodo, raccomandano anche gesti di carità. Ma anche questa pratica rischia di essere banalizzata; dare la monetina al povero davanti alla porta della chiesa è diventato un gesto abituale, quasi automatico, che rischia di essere svuotato di ogni contenuto etico. L’elemosina in quaresima, come nel Ramadan è altro: è avvicinarsi all’altro, uscire da noi stessi, dalla propria individualità, dai propri egoismi, per incontrare l’altro.
Allora come leggere questo tempo? Innanzitutto abbandonando schemi, rigidi rituali e ipocrisie che finiscono solo per allontanaci dal vero senso religioso e approfittare di questa coincidenza che vede cristiani e musulmani digiunare insieme. Che questo tempo, allora, sia occasione unica e propizia per rinsaldare un dialogo interreligioso spesso osteggiato, per comprendersi reciprocamente, affinché un giorno si possa pregare la stessa preghiera di lode a Dio per la fraternità ritrovata. Buona quaresima e buon Ramadan!



