La Toscana semina ponti: due città verso il gemellaggio
Un gemellaggio tra due città può essere molto più di un accordo formale e simbolico: può diventare un ponte tra comunità, fatto di relazioni, scambi e progetti condivisi, per un arricchimento reciproco.
A Pistoia l’amministrazione è già arrivata a un primo accordo con Gerico, in Cisgiordania, mentre a Cecina si stanno facendo ancora i primi passi per gettare le basi di un accordo con una cittadina differente. Due situazioni diverse, ma accomunate dalla volontà di trasformare la solidarietà in qualcosa di concreto.
Il percorso per un gemellaggio tra Pistoia e Gerico è nato nel 2025 da una mobilitazione cittadina. La Rete pistoiese per l'autodeterminazione del popolo palestinese promosse una petizione popolare per chiedere al Comune di Pistoia di avviare il percorso istituzionale. La richiesta, sostenuta da oltre 300 cittadini, arrivò in Consiglio comunale nel febbraio 2026 ma non fu approvata.
I promotori del progetto non si scoraggiano: il sostegno si allarga con il contributo determinante di Assopace Palestina, di cittadini che si mobilitano a titolo personale e di altre associazioni locali. Poi, con la nuova amministrazione, guidata dal sindaco Giovanni Capecchi, il progetto è entrato tra gli obiettivi dell'amministrazione e i contatti tra le due realtà si sono intensificati.
Il 22 luglio, a Pistoia, arriva Rasheed Khudeiri, agricoltore e attivista della Jordan Valley Solidarity che ha incontrato il sindaco e la Giunta insieme a rappresentanti della Rete pistoiese e di Scuole per la Palestina Pistoia.
Il 1° ottobre 2026, a Pistoia, il sindaco di Gerico, Salem Ghrouf e il sindaco Capecchi firmano un protocollo preliminare d'intesa verso il gemellaggio.
Nel frattempo a Cecina un percorso diverso si sta sviluppando, pur dalla medesima volontà popolare di creare legami fecondi e solidali.
Anche a Cecina l'idea di costruire un rapporto stabile con una realtà palestinese della Cisgiordania era già presente nel lavoro del gruppo Cecina per la Palestina, nel quale sono presenti anche attivisti palestinesi.
In questo modo è nato un contatto con una realtà della Cisgiordania impegnata nel sostegno e nell'emancipazione delle donne e delle ragazze. L'ipotesi di un possibile gemellaggio è stata accolta con entusiasmo e i legami si rafforzano.
La proposta è tornata al centro del confronto con l'amministrazione dopo la tappa cecinese della Sumud Flotilla di Terra, il 16 giugno, e l'incontro con la sindaca. La sua risposta è stata favorevole, con l'invito a formalizzare la proposta attraverso il Consiglio comunale.
A questo punto il progetto ha coinvolto anche alcune realtà associative cecinesi. Una parte delle associazioni della Rete Seminando Futuro ha aderito, come pure la lista civica Fuori dal Comune. Si sono svolti incontri con rappresentanti delle associazioni, del gruppo Cecina per la Palestina, alcuni assessori e il presidente del Consiglio comunale.
All’ultimo incontro hanno partecipato online anche i rappresentanti della cittadina in Cisgiordania con cui si prospetta un futuro gemellaggio. Sono state così poste le basi per un possibile accordo, da formalizzare attraverso una Carta di Intenti da concordare tra le parti.
È stato ribadito che la costruzione di questo collegamento deve essere realizzato su un doppio binario. Dalla parte delle istituzioni ci saranno l’iter burocratico, gli accordi formali e anche il valore simbolico, tutt’altro che irrilevante. Dall’altra parte ci dovrà essere lo scambio concreto di conoscenze, cultura e buone pratiche, capace di rendere il progetto un valore comune e condiviso.
Ancora all’inizio, i partner palestinesi sono fermi su un punto: non deve essere un meccanismo di beneficenza a senso unico, ma piuttosto l’attivazione di canali per incontri tra persone, scambi tra scuole, collaborazione tra associazioni, conoscenza delle rispettive realtà e progetti dai quali entrambe le comunità possano imparare a conoscersi e crescere.






