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La pelle del tempo

11 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Ci sono ricordi che il tempo scolora lentamente.

 

Dimentichiamo giorni, luoghi, parole. Perfino alcuni volti diventano meno nitidi.

 

Eppure qualcosa rimane.

 

Il corpo possiede una memoria diversa dalla mente: custodisce un gesto, una carezza, un'assenza. Ciò che abbiamo amato continua talvolta a vivere proprio lì, sulla pelle, come una traccia invisibile.

 

Da questa intuizione nasce “La pelle del tempo”, la poesia che dà il titolo alla mia raccolta.

Dipinto espressionista di Edvard Munch che mostra un uomo e una donna nudi, abbracciati e fusi in un bacio intimo davanti a una finestra crepuscolare - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Edvard_Munch_-_The_Kiss_-_Woll_397.jpg
The Kiss - Edvard Munch, Public domain, via Wikimedia Commons

La pelle del tempo

 

Ho dimenticato i giorni.

I luoghi.

Perfino le parole

che mi tremavano in gola.

 

Ma la pelle,

no.

 

Lei ricorda

dove mi hai sfiorata,

dove ti sei fermato a tremare,

dove hai smesso di cercarmi.

 

Come un sigillo

sulla mia pelle,

il tuo addio

ha lasciato il suo nome

senza bisogno di voce.

 

E ancora oggi,

quando il mondo tace,

è lì

che mi fa male.

Commento dell'autore

 

Ho scelto di dare a questa poesia il titolo dell'intero libro perché, in pochi versi, contiene una delle idee che attraversano tutta la raccolta: il tempo non cancella tutto.

 

La mente dimentica. I ricordi cambiano forma, perdono dettagli, diventano lontani. Ma esiste una memoria più profonda, quasi fisica, che continua a custodire ciò che abbiamo vissuto.

 

La pelle, nella poesia, non è soltanto il corpo. È il confine tra noi e il mondo, il luogo simbolico nel quale l'amore ci raggiunge e lascia la propria traccia.

 

Per questo l'addio diventa un «sigillo». Non qualcosa che possiamo vedere, ma qualcosa che continuiamo a portare.

 

Forse il tempo non guarisce davvero ogni cosa.

 

Forse ci insegna semplicemente a vivere con ciò che resta.


La poesia è tratta dalla raccolta La Pelle del Tempo – L'Amore che Resta di Barbaro Antonio Pontoriero.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

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