Berlin, Berlin
- Viviana Laperchia

- 2 giorni fa
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Ci sono luoghi che non sono solo pietra, ma proiezioni di memorie nascoste. Berlin, Berlin evoca una doppia anima: una città-provincia, ex est-ovest, immensa, autonoma, che basta a se stessa. In una Germania sempre più aliena, i vecchi viali sovietici giacciono appesantiti dal cemento delle mode contemporanee. Eppure, sulla scia di Italo Calvino, lo sguardo di chi passa cerca tra le strade i frammenti della propria storia interiore. Così, nella freddezza della storia affiora un calore universale dove le ferite di una lingua straniera, persino tra le ombre dell'Est, diventano un abbraccio familiare.
Il tuo sibilo ostile
mi culla la coscienza
nelle notti mistiche sulla Sprea
e la musica tuona lontana
e ricordo il primo giorno
tra le torri svettanti
dei viali russi
– scialba vetrina del passato
inghiottita da hipstery hypocrisy
eppure, una carezza misera
proprio tra l’orecchio e la mente
sussurra parole che solo il
cuore comprende.




