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L'UNESCO celebra i 60 contro l'analfabetismo

18 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

Se stai leggendo questo articolo e ne comprendi il significato, fai probabilmente parte di un'élite silenziosa in questo paese. Solo il 30% circa della popolazione italiana ha buone competenze di alfabetizzazione secondo lo studio del Programma per la valutazione internazionale delle competenze degli adulti (PIAAC) commissionato dall’OCSE. In una scala da 1 a 5, dal minimo al massimo punteggio, il grosso degli italiani si attesta intorno al livello 2 (42,3%), lì dove il raggiungimento del 3, invece, è considerato l’elemento minimo indispensabile per un positivo inserimento nelle dinamiche sociali, economiche e occupazionali. I livelli maggiori, 4 e 5, sono invece padroneggiati da una fetta complessivamente minoritaria della popolazione.

 

Sono dati che dovrebbero far riflettere prima di tutto quella classe politica che voglia farsi portavoce dell’antica tradizione italiana di cultura delle arti e delle lettere, oltre ad essere al centro dell’attenzione per quanti volessero realizzare una più compiuta e consapevole partecipazione dei cittadini ai meccanismi della democrazia e a promuovere lo sviluppo economico del paese. Ma si sa che fra il dire e il fare c’è di mezzo il “propagandare”.

 

L’UNESCO celebra quest’anno il 60° anniversario dall’istituzione della Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione. La ricorrenza è stata fissata all’8 settembre per segnalare ai politici di tutto il mondo la centralità dell’istruzione fra i diritti fondamentali in quanto condizione necessaria per una società più giusta, basata sul rispetto, l’autonomia delle scelte individuali, la tutela della legge, la diffusione della tolleranza e la lotta alle discriminazioni.

 

Tema di questa ricorrenza è “L’alfabetizzazione per le persone, il pianeta e la prosperità”, una formula di 3 P che ricalca da vicino la terna dei principi base dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: società, ambiente ed economia. È un’occasione per fare il punto sul livello globale dell’istruzione globale e nei singoli paesi, insieme ad una comprensione più profonda delle problematiche già note che persistono, come povertà, condizioni sociali caratterizzate da disagio ed emarginazione o un generale dissesto politico, e le nuove sfide già arrivate quali l’ingresso pervasivo delle nuove tecnologie nella vita, le intelligenze artificiali, l’economia del controllo, il digital divide, le conseguenze ambientali del sistema produttivo capitalistico-consumistico.

 

La celebrazione mondiale si sta svolgendo in Messico con la premiazione dei migliori progetti per il sostegno all’istruzione presentati da tutto il mondo. Un evento tradotto in inglese, francese e spagnolo, accessibile sul web al quale parteciperanno tutti gli attori coinvolti che hanno contribuito positivamente alla realizzazione dei programmi di alfabetizzazione nel mondo fra cui gli stati membro dell’UNESCO e i relativi ministri dell’istruzione, insieme alle organizzazioni partner, associazioni, organismi non governativi, istituti di ricerca, università e fondazioni private.

 

In questi sessant’anni, sono stati raggiunti enormi progressi nei diversi angoli del globo evidenti in termini di diffusione del progresso sociale, la relativa stabilità delle relazioni pacifiche fra stati, l’inclusione e il radicamento dei diritti umani accanto alla transizione verso modelli di sviluppo sostenibile anche nei paesi economicamente più svantaggiati. Ma nonostante i dati incoraggianti, nel 2024 ci sono quasi 750 milioni fra adulti e bambini che, in tutto il mondo, soffrono per la mancanza di un'istruzione di base accettabile.

 

Stando all’ultimo rapporto dell’UNESCO, più del 77% degli adulti non istruiti vive in due regioni del mondo, l’Africa Sub-Sahariana (225 milioni) e il sud dell’Asia (347 milioni). Di questi, il 63% sono donne, al netto comunque di grossi cambiamenti in meglio registrati nel passato recente. Quanto ai più giovani, molti affrontano estreme difficoltà nell’accesso all’istruzione dovute a numerose cause tra cui la povertà è una delle principali. Si parla di un 40% di bambini che non ha competenze di base nella lettura al termine del primo ciclo scolastico e più di 270 milioni in età scolare che, nel 2023, non frequentano nessun percorso di istruzione. In riferimento poi ai paesi interessati dagli strascichi mai risolti del colonialismo, anche qui il 40% degli più giovani non conosce approfonditamente la lingua che parla più di frequente.

 

L’alfabetizzazione letteraria e quella numerica vengono stimolate da questi progetti UNESCO in una prospettiva di lungo periodo entro quattro aree specifiche: 1. incrementare dell’accesso all’educazione di base e di buona qualità; 2. fornire le alternative alle opportunità di apprendimento per i soggetti al di fuori del tessuto scolastico e per coloro caratterizzati da un basso profilo di istruzione, sia giovani che adulti; 3. arricchire gli ambienti di alfabetizzazione e una cultura dell'apprendimento permanente; 4. favorire il rapido avanzamento nell’alfabetizzazione alle tecnologie digitali e alle IA.

 

Le sfide globali quali il consolidamento della democrazia, il raggiungimento della pace mondiale, accanto alla lotta contro l’inquinamento o gli effetti della crisi climatica e la mitigazione delle sue cause, la demistificazione dell’infodemia sono sirene assordanti che confondono i sensi. Ai poteri economici sovranazionali, l’autoritarismo che emerge nella politica dei grandi stati, spesso protagonisti di relazioni muscolari competitive e del ritorno ad una dialettica bellicista, possono rispondere solo dei cittadini istruiti, in grado di districarsi costantemente nella complessità quotidiana. E solo una sempre maggiore diffusione dell’alfabetizzazione può dare gli strumenti per difendersi in questa lotta.


Bambini della scuola primaria KwaMangqakaza che ricevono divise scolastiche donate da un buon samaritano. Le scuole sudafricane dovrebbero iniziare una riapertura graduale a partire dal 1° giugno 2020 - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:South_African_Primary_School_Children_05.jpg
Khethukuthula Mbonambi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons


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