Il regalo del Governo agli italiani a nostre spese
- Davide Inneguale

- 24 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Alla Camera passa la manovra di bilancio e il governo la incarta come un regalo per gli italiani. Direttamente sotto l'albero per la vigilia di Natale. Il fiocco è il taglio dell’Irpef, presentato come sollievo per famiglie e lavoratori. Ma basta scartare la confezione per capire che il dono è soprattutto di facciata. Il conto, come spesso accade, arriva dopo.

La manovra regge su un equilibrio fragile. Da una parte il messaggio politico, dall’altra una serie di misure che spostano il peso fiscale in modo silenzioso.
Il primo esempio è la tassa sui mini pacchi provenienti da Paesi extra UE. Due euro a spedizione sotto i 150 euro, ufficialmente per coprire i costi doganali. Tradotto, milioni di consumatori pagheranno di più per acquisti quotidiani, mentre il commercio tradizionale resta comunque in difficoltà.
C’è poi l’allineamento delle accise sul gasolio. Un aumento graduale, circa 5 centesimi al litro, giustificato con la fine dei sussidi ambientalmente dannosi e con gli impegni europei. Nella realtà significa carburante più caro per chi lavora, per chi si sposta, per chi non ha alternative. Un rincaro che colpisce in modo trasversale, ma pesa soprattutto sui redditi medi e bassi.
Sul fronte del lavoro arriva il meccanismo di silenzio assenso sul TFR. Se il lavoratore non sceglie entro sessanta giorni, il trattamento di fine rapporto finisce automaticamente nei fondi pensione. Una spinta forzata verso la previdenza complementare che riduce la libertà di scelta e toglie liquidità immediata, soprattutto ai più giovani.
Gli affitti brevi vengono ritoccati con l’aumento della cedolare secca al 26% dal secondo immobile in poi e con l’obbligo pienamente operativo del Codice Identificativo Nazionale. Una stretta che promette di colpire l’evasione, ma che rischia di scaricarsi sui prezzi e sull’offerta.
Nel pacchetto rientrano anche la revisione della tassazione sulle criptoattività, dopo il passo indietro rispetto all’ipotesi iniziale più aggressiva, e i ritocchi alla Tobin Tax. Misure presentate come equità fiscale, ma che servono soprattutto a fare cassa.
Le assicurazioni non restano fuori. Un contributo complessivo da circa 1,3 miliardi a carico delle compagnie, con il rischio concreto che l’aumento finisca nei premi RC auto pagati dagli automobilisti.
Infine il capitolo casa. Le detrazioni per le ristrutturazioni scendono al 36%, restando al 50% solo per la prima casa. Un taglio netto che frena investimenti e penalizza chi aveva programmato lavori contando su regole diverse.
Il taglio dell’Irpef esiste, ma viene compensato da una serie di micro e macro prelievi che incidono sulla vita quotidiana. Il regalo c’è, ma insieme c’è anche lo scontrino. E a pagarlo, ancora una volta, sono gli italiani.





