HeartofGaza. Una storia di resistenza
- Comitato Cilento Palestina

- 11 nov
- Tempo di lettura: 3 min
A cura di
Alessandra
"Sotto le macerie, sperando di sentire una voce provenire da fuori, il sangue copre il mio viso e i miei occhi”.
Lo scrive Qamar, ragazza palestinese di 17 anni a contorno di uno dei suoi disegni, con il quale ricorda sua cugina Reema, di 9 anni, uccisa dalle bombe israliane. Questo disegno è diventato il simbolo del progetto “HeartofGaza”.

La mostra d’arte itinerante “HeartofGaza” che dà voce ai bambini di Gaza attraverso i loro disegni sta girando il Mondo con moltissime tappe in Italia. Il Progetto è nato alla fine del 2024 dalla collaborazione tra l’irlandese Feile Butler ed il giovane gazawi Mohammed Timraz.
Quando sono iniziati I bombardamenti israeliani su Gaza, Mohammed aveva aperto da sei mesi il suo locale, il “Grey café”, nel quale aveva investito tutti i suoi risparmi guadagnati lavorando fin da piccolo. Già a ottobre 2023, dopo due settimane di bombardamenti, il sogno di Mohammed era andato completamente distrutto.
Mohammed non si è perso d’animo però e ha iniziato a darsi da fare per sostenere la sua comunità, con l’aiuto delle sue sorelle, Qamar e Misk, ha creato la “Tenda dell’arte”, uno spazio dove si potevano riunire i bambini, che non potevano più frequentare la scuola a causa dei bombardamenti e che venivano incoraggiati a disegnare, ad esprimere sentimenti ed emozioni attraverso l’arte.
Nel contempo Mohammed, come molti suoi connazionali, cercava contatti sui social e così si è imbattuto in Feile, un’architetta irlandese, con la quale ha iniziato uno scambio di messaggi. Un Giorno Feile ha mandato a Mohammed un disegno di sua figlia, lui ha risposto con un disegno di suo nipote di 7 anni, poi con altri disegni dei bambini della tenda. Feile è rimasta scioccata, alcuni disegni erano quelli che un qualsiasi bambino di 5, 7 o 10 anni poteva fare: una torta di compleanno, un momento felice passato in famiglia, una giornata al mare, ma molti rappresentavano persone morte, bambini che piangevano sangue, bombe che cadevano. Feile ha intuito che il punto di vista dei più piccoli, il dolore che questi bambini trasmettevano attraverso l’arte, doveva essere mostrato al Mondo, ne ha parlato con Mohammed e così è nata la mostra.
Oggi Mohammed è in Italia grazie ai corridoi delle Università, “HeartofGaza” è diventato oggetto di ricerca universitaria, intanto a Gaza, le tende dell’arte sono diventate e ospitano 200 bambini; due di loro non ci sono più, Mohammed, 13 anni e Reema 9 anni, sono stati uccisi dalle bombe israeliane.
La mostra espone una selezione di disegni di bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni ed è un vero e proprio “pugno nello stomaco” per il visitatore. Le emozioni che propagano dai disegni ti entrano nell’anima, il dolore, la paura ma anche la speranza che questi bambini esprimono con la loro arte ti travolgono lasciandoti inerme di fronte a una realtà che non vorresti vedere. In questi mesi, in cui, con il Comitato Cilento-Palestina, stiamo portando la mostra nei paesi del Cilento e ora anche nelle province di Salerno e Napoli, spesso ho visto i visitatori commuoversi, persone uscire in lacrime, altri, dopo aver visto le prime opere, distoglievano lo sguardo e quasi fuggivano, sopraffatti dall’emozione.
Ma bisogna dirlo: per troppo tempo abbiamo “distolto lo sguardo” continuare a farlo significa essere complici del Genocidio. Penso che abbiamo il dovere di farci attraversare dal dolore di questi bambini per tramutarlo in forza e nuova motivazione per RESISTERE come stanno facendo loro.
Possiamo e dobbiamo contribuire a preservare la cultura e le tradizioni palestinesi, che Israele mira chiaramente a distruggere assieme allo sterminio della popolazione; impariamo a conoscerle, parliamone a ogni occasione e perchè no, intrecciamole con le nostre.
RESISTIAMO alle forze che governano ora il Mondo, che ci vorrebbero disumani, insensibili allo sterminio, RESISTIAMO a una globalizzazione realizzata in nome del consumo a discapito di quella dei diritti umani, è in gioco il Mondo in cui vogliamo vivere.
Possiamo e dobbiamo resistere, facendo ognuno la sua parte: manifestiamo, protestiamo, BOICOTTIAMO… facciamolo perchè non c’è libertà senza giustizia, facciamolo per noi stessi, per la nostra UMANITA’ e per i bambini che hanno fatto questi disegni.
Per donare al progetto “HeartofGaza”:














