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Clima da Apocalisse

21 set
Tempo di lettura: 4 min

Piove. Così finisce l’estate, quasi con la puntualità rassicurante fissata negli schemini delle elementari. Almeno per ora, le temperature sono sensibilmente calate rispetto ad agosto, concedendo una tregua all’afa. Ma all’emergenza caldo si è sostituita quella della pioggia. Lo sanno bene nel nord Italia colpito giorni addietro da una grandinata che, a Cremona, ha danneggiato edifici storici, abitazioni civili e circa diecimila veicoli. Fenomeni naturali come i forti acquazzoni, le trombe d’aria o le tempeste di fulmini sono sempre più ricorrenti, così come le vittime connesse.


Tre imponenti tornado si abbattono contemporaneamente su un terreno arido e spaccato. Grandi nuvole temporalesche scure coprono il cielo, mentre polvere e detriti si sollevano dal suolo.
Immagine generata con AI

L’estate lascia le sue cicatrici nei terreni aridi, nella vendemmia anticipata, nei danni alla produzione agricola. Il livello del Po si è notevolmente abbassato per effetto della minore presenza di neve e ghiacciai sul Monviso, oramai divenuta endemica. La portata di numerosi fiumi europei si è ridotta in maniera drastica. Il Danubio ha scoperto alcuni dei suoi cimeli della guerra, tenuti segreti da decenni di correnti limacciose ed impetuose. Anche se non se ne parla più, la parte del Nepal colpita dal GLOF (Glacial Lake Outburst Flood) quasi un mese fa sta ancora facendo i conti con i disastri. Se è vero che questo argomento si affronta solo nei momenti di maggior incidenza, il clima dispiega i suoi effetti nefasti anche quando non fa notizia.


Per la fisica dell’atmosfera, caldo prolungato, fenomeni siccitosi, “bombe d’acqua”, alluvioni e smottamenti sono legati all’aumento della temperatura globale e locale. Le cause, oramai si sa, sono antropiche e non arzigogolati complotti, geoingegneria o enormi flussi di microonde. Sono le emissioni di gas climalteranti. Più caldo significa, più energia presente nell’atmosfera che mette in moto masse d’aria e il Mediterraneo in particolare è una vera e propria pentola a pressione con alcuni degli aumenti più significativi delle temperature di superficie, sia sulla terraferma che nel mare. Da qui la violenza degli elementi che, in Italia, si abbatte inclemente su un territorio già fragile.


Gli effetti sui corpi sono sensibili. L’incremento dei decessi per malattie cardiovascolari, respiratorie, renali, il diabete, che peggiorano quando sale la colonnina di mercurio, così come la situazione nei pronto soccorso già stremati. Per chi è sensibile all’argomento, anche gli animali domestici sono molto esposti a questi fenomeni. C’è poi l’aspetto legato alla materia. Un assaggio “spettacolare” l’ha dato il ponte mobile DuSable a Chicago, dilatatosi ben oltre i limiti previsti in sede di progettazione con conseguenti problemi di circolazione. Ma non saranno rari i casi di asfalto più cedevole (succede già in Islanda) o di deformazione dei cavi dell’alta tensione con conseguenti problemi alla rete elettrica.


Si è spesso detto che questa sarà l’estate meno calda dei prossimi anni. La previsione è che questo inverno sarà colpito anche dagli effetti de El Niño, fenomeno ciclico che contribuirà all’innalzamento medio delle temperature. La preoccupazione è tale da far dichiarare dichiarazione al Segretario Generale ONU Guterres “Le temperature continuano a salire e il mondo si trova nella zona di pericolo delle condizioni meteorologiche estreme”. Gli fanno eco gli scienziati che guardano il fallimento degli accordi di Parigi del 2015 nel mantenere le temperature globali entro un +1,5° rispetto alla rivoluzione industriale, “un territorio inesplorato…”.


Traballa anche l’AMOC, la corrente calda che dal Golfo del Messico attraversa l’Atlantico ed arriva a lambire il nord Europa, contribuendo a mitigarne il freddo. I climatologi ipotizzano che il mix di progressivo scioglimento dei ghiacci, variazione di temperatura e salinità degli oceani possa interferire con essa e col clima europeo.


L’estate si è conclusa sulla scia di un flebile dibattito su questi fatti. Ora si volta pagina come nulla fosse. Prosegue il silenzio fino alla prossima alluvione. Il taglio delle emissioni è fermo. Anzi, considerando i conflitti in atto, si procede come se non fosse nemmeno un problema. E a ben vedere gli Stati Uniti, guidati da un opportunistico “negazionismo climatico”, sembrano volersi avvantaggiare dello scioglimento dei ghiacci artici e battere sulle rotte dell’estremo nord Russia e Cina.


I potenti della Terra continuano a contare i miliardi che il sistema travasa nei loro conti mentre rendono più difficile la vita sul pianeta. I loro palazzi sono a prova di caldo, uragani e penuria d’acqua. Nei casi peggiori hanno già dei bunker zeppi di provviste dove seppellirsi in attesa di tempi migliori. Possono ignorare l’urgenza della crisi e non attivare soluzioni di adattamento per tutelare la salute dei cittadini nelle città e fuori o proteggere la produzione alimentare. Sarà lo stesso anche per il più povero e accanito dei loro sostenitori mentre gronda sudore senza condizionatore in casa? Il settimo sigillo dell’apocalisse sta per spezzarsi o, più probabilmente, per sciogliersi.

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I potenti della Terra continuano a contare i miliardi mentre rendono più difficile la vita sul pianeta. Possono ignorare l’urgenza della crisi e non attivare soluzioni di adattamento per tutelare la salute dei cittadini nelle città e fuori o proteggere la produzione alimentare.

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