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Besta-Gloriosi, la rivoluzione è nei numeri. La sfida è nei ragazzi

La dirigente Carmen Miranda: «Il passaggio in fascia A è un riconoscimento del lavoro svolto. Ma al centro restano sempre i ragazzi»

 

BATTIPAGLIA. Mille trecentoventi studenti, 62 classi, circa 195 docenti e 38 unità di personale ATA. Sono i numeri di un istituto, che negli ultimi due anni, ha conosciuto una crescita significativa e che oggi si prepara ad affrontare nuove sfide. È il Besta-Gloriosi, istituto d’Istruzione Superiore di Battipaglia, una realtà formativa articolata negli indirizzi AFM, CAT, Turismo e Grafica e Comunicazione, con un’importante offerta anche per gli adulti attraverso i percorsi serali.

 

A guidare questa fase di espansione è la dirigente scolastica Carmen Miranda, che rivendica il valore del lavoro svolto dalla comunità scolastica ma, nello stesso tempo, invita a non confondere la crescita con la semplice moltiplicazione dei numeri. Perché, nella sua visione, la scuola deve sì innovare, progettare e crescere, ma senza perdere il tempo necessario per educare.


Carmen Miranda - dirigente scolastica dell'istituto d’Istruzione Superiore di Battipaglia, Besta-Gloriosi.
Carmen Miranda - dirigente scolastica dell'istituto d’Istruzione Superiore di Battipaglia, Besta-Gloriosi.

Dirigente, qual è oggi la fotografia del Besta-Gloriosi?

 

«I numeri degli ultimi due anni sono cresciuti in maniera significativa. Oggi abbiamo 1.320 studenti, 62 classi, circa 195 docenti e 38 unità di personale ATA. È una crescita importante, che conferma il rapporto di fiducia costruito con le famiglie e con il territorio. La nostra scuola è articolata in diversi indirizzi: Amministrazione, Finanza e Marketing, Costruzioni Ambiente e Territorio, Turismo e Grafica e Comunicazione. Accanto ai percorsi diurni abbiamo anche il serale, con AFM e CAT, che riveste un ruolo particolarmente importante perché consente a chi ha interrotto o deve completare il proprio percorso di formazione di trovare una seconda opportunità».

 

Il passaggio dalla fascia B alla fascia A è forse il segnale più evidente della crescita dell’istituto. Che cosa cambia concretamente?

 

«Passare in fascia A significa avere nuove possibilità di crescita e di finanziamento. È un passaggio storico per il Besta-Gloriosi e, soprattutto, rappresenta la concretizzazione del lavoro svolto negli anni da tutto il personale. La fascia A riconosce anche la complessità della nostra scuola: la pluralità degli indirizzi, il numero degli studenti stranieri, la presenza di alunni diversamente abili e una popolazione scolastica sempre più articolata. È la dimostrazione di aver lavorato bene sul territorio. Ora dobbiamo trasformare questo riconoscimento in ulteriori opportunità per i nostri studenti».

 

La crescita, tuttavia, pone anche una questione di spazi. Quale sarà il ruolo del seminario Bertoni?

 

«La scuola è cresciuta molto e abbiamo dovuto affrontare anche il problema degli spazi. Dieci classi saranno ospitate al Bertoni, privilegiando in particolare quelle del triennio. Voglio ringraziare padre Ezio Miceli, che ha reso possibile questa soluzione e ha consentito di evitare la dispersione degli studenti verso altri istituti. La scelta delle classi è stata effettuata tenendo conto anche delle caratteristiche dei diversi indirizzi, privilegiando quelli nei quali l’approccio laboratoriale è meno incisivo».

 

Quali saranno, invece, le prossime sfide sul piano didattico?

 

«Abbiamo moltissimi progetti in essere. Ci sono il Piano Estate, la progettazione e la formazione sull’intelligenza artificiale, le attività legate al DM 38 e la partecipazione a una sperimentazione nazionale sulle competenze trasversali non cognitive. Individueremo alcune classi, con un docente referente, per sperimentare questo nuovo percorso. Continueremo poi a investire sulla legalità, attraverso incontri con personalità e autorità, e sul rapporto con il territorio. Con l’Ordine degli Architetti della provincia di Salerno lavoreremo sulla rigenerazione urbana, coinvolgendo direttamente gli studenti. Ci saranno inoltre iniziative con il Rotary Club Tuscianum 1929, nell’ambito della rete delle scuole del territorio, dedicate anche al tema della pace. Sul versante internazionale stiamo lavorando alla progettazione Erasmus, con esperienze in Germania e Finlandia, oltre alle opportunità di certificazione linguistica a Malta».

 

Tante iniziative, dunque. Ma quale deve essere il filo conduttore di una scuola così articolata?

 

«Al centro di tutto ci sono sempre i ragazzi. Anche davanti a una progettualità così ampia dobbiamo ricordarci che la scuola non può essere soltanto una macchina organizzativa. Per questo credo che un’istruzione di qualità non debba correre: deve riflettere e depositare. Il mio augurio per il nuovo anno scolastico è che sia un anno di lentezza consapevole, nel quale ogni decisione e ogni relazione possano trovare il giusto spazio per sedimentare e portare frutto. La scuola ha bisogno, nonostante le molteplici progettualità, di un ritmo lento. È quello che permette di ascoltare, accompagnare e dare ai ragazzi il tempo necessario per crescere».

 

Besta-Gloriosi - vista drone.
Besta-Gloriosi - vista drone.

Il Besta-Gloriosi si trova dunque davanti a una stagione di espansione: più studenti, più progettualità, nuove opportunità e una crescente apertura al territorio e all’Europa. Ma la sfida, nelle parole della dirigente, resta quella di sempre: fare della crescita non soltanto un dato numerico, bensì uno strumento per offrire agli studenti una scuola capace di prepararli al futuro senza smarrire il valore dell’ascolto, della relazione e del tempo.

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