Ramini (Pistoia) dove l’accoglienza cristiana continua
- Lucy M. Pole

- 5 dic 2025
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Vi erano ospitati oltre cento rifugiati, molti dei quali avevano attraversato il deserto e soggiornato con tortura gratuita nelle prigioni della Libia prima di approdare in Italia. Queste persone, una volta uscite dal sistema di accoglienza istituzionale, per tempo scaduto, si trovavano abbandonate a sé stesse, senza casa né lavoro.
Quando bussavano alle porte della Chiesa di Vicofaro a Pistoia di Don Massimo Biancalani, il sacerdote, non esitò ad accoglierli nei locali parrocchiali, mettendo subito in pratica la parola del Vangelo, le preghiere di Papa Francesco nonché del vescovo Tardelli, che avevano invitato la comunità cristiana ad ‘aprire le porte ai bisognosi’.
Così nasce Il rifugio di Vicofaro nel 2017, offrendo servizi essenziali tali come un corso di italiano, un Centro d'Ascolto, corsi di formazione e consulenza legale per aiutare gli ospiti a crearsi una vita in autonomia: tutto grazie a un grande lavoro di volontari locali e distanti, di fedeli e laici, e con contributi sporadici da parte della Chiesa.
Tuttavia, nell’agosto scorso, poco prima delle elezioni regionali, Tommasi, il sindaco di Pistoia, con un’ordinanza comunale fece chiudere il rifugio. A quanto pare la Chiesa aveva trovato i fondi, €500,000, per ristrutturare ben otto dei suoi immobili a Pistoia per trasferirci gli ospiti di Vicofaro. Benissimo, solo che, per sgomberare i locali parrocchiali degli ultimi degli Ultimi, cinque persone terrorizzate e traumatizzate, le meno adattate e più vulnerabili, arrivarono le forze dell’ordine in tenuta antisommossa e, con il terrore di essere rinchiusi o respinti, i giovani si sono dati alla fuga.
Ufficialmente i locali saranno ristrutturati con bagni, camere e cucine nuove per poter ospitare un numero limitato di persone. Chiaramente i finanziamenti servono anche per mantenere le strutture nuove che hanno accolto le persone provenienti da Vicofaro, dove sono ospitate in un sistema di accoglienza diffusa.
Nel frattempo, all’altra chiesa di Don Massimo, quella di Ramini, l’accoglienza continua, ma ora con tutta l’autorizzazione da parte delle ASL e dei servizi sociali. Attualmente sono circa una cinquantina di persone alloggiate nei locali parrocchiali della bellissima chiesa di Ramini, persone che godono ovviamente di ogni tipo di servizio di integrazione offerto dalla rete di volontariato.
Uno degli ex ospiti di Vicofaro, incontrato per caso con Doriano, il collaboratore più stretto del sacerdote, ha riferito che lui e il suo gruppo si trovava bene al centro nuovo, ma una cosa gli rodeva dentro: non sapeva come ringraziare abbastanza Don Massimo per quello che aveva fatto per lui, accogliendolo dalla strada. “Se non fosse stato per lui, non so davvero dove sarei finito oggi,” ha detto con foga. In realtà la lista è lunga di storie a lieto fine di gente passata da Vicofaro, in un periodo buio della loro vita, per poi ritrovarsi in piedi con nuova forza e volontà.
Nel frattempo a Don Massimo è stato offerto una promozione: direttore dell’ufficio missionario di tutta la diocesi di Pistoia. Ma il parroco sente la richiesta della gente bisognosa come una sua missione personale e spirituale e non potrebbe mai tirarsi indietro. Quindi ha rinunciato alla posizione prestigiosa offerta e continua a curare l’aspetto spirituale delle sue parrocchie con anima e corpo, e con la comunità di cristiani e laici generosi che lo sostengono.
Con l’arrivo della stagione più fredda, come in tanti circoli tra Firenze e la costa, anche a Cecina in questi giorni le associazioni di volontariato della Rete Seminando Futuro hanno organizzato una raccolta di coperte calde, piumini e giacche invernali. La risposta è stata ben oltre le aspettative, richiedendo un secondo viaggio del furgone parrocchiale per riportare tutto a Pistoia per distribuzione.
Per contribuire con donazioni: coperte, giubbotti, scarpe e alimentari, la chiesa di San Nicolò si trova a Ramini, in via di Ramini, Pistoia. Invece chi può contribuire alle spese di mantenimento della struttura rifugio, è possibile effettuare un bonifico sul conto della parrocchia al numero:
IBAN: IT 67A0306909606100000181592
Banca Intesa San Paolo, Pistoia
Causale: Contributo spese Vicofaro Porto Aperto ONLUS/ETS
Il rifugio va avanti così, grazie all’impegno, la professionalità, gli alimenti ed indumenti, nonché ai bonifici dei donatori/donatrici. Tuttavia, secondo Don Massimo, è sbagliato concettualmente, trattare il fenomeno delle migrazioni sempre come se fosse un’emergenza. Lo Stato prosegue con una politica atta a tamponare le criticità con misure precarie nell’immediato, senza una visione a lungo termine. Mentre, sia per la crisi climatica in peggioramento sia per i conflitti armati e guerre, le migrazioni previste verso l’Europa sono e saranno in forte aumento numerico. Dunque la questione necessita di una risposta strutturale, che coinvolga ogni ambiente del Paese: la scuola, l’università, la formazione, il lavoro e l’assistenza agli anziani. È necessario creare strutture di accoglienza diffusa e offrire servizi di formazione ed avviamento al lavoro, sia perché il Paese possa avvalersi di questa risorsa umana inestimabile, sia per aiutare ognuno/a di loro a crearsi una nuova vita libera e dignitosa.











