Nuovo “Pacchetto sicurezza” o “Minority Report”?
- Daniela Loffredo

- 3 giorni fa
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Il nuovo pacchetto sicurezza, di cui il ministro Piantedosi ha annunciato l’approvazione entro fine mese, prevede un’accelerazione del governo sulle politiche di ordine pubblico con norme che prevedono un sistema di punibilità immediata. Lo strumento è quello del decreto legge, che suggerisce, quindi, l’esistenza di un vero e proprio stato d’emergenza, in quanto l’articolo 77 della Costituzione, ne prevede l’adozione “in casi straordinari di necessità e d’urgenza”. L’intervento del Viminale stabilisce un principio cardine: la tutela della sicurezza urbana e dell’incolumità pubblica ha la precedenza sulle tempistiche procedurali. Attraverso l'estensione della procedibilità d'ufficio per i reati predatori e il rafforzamento dei poteri delle forze di polizia, la riforma mira a prevenire la criminalità diffusa garantendo un controllo più capillare del territorio.

Ma vediamo, nello specifico, cosa prevederà questo nuovo intervento legislativo, che nasce (come è prassi del governo Meloni) da recenti fatti di cronaca.
Rafforzamento della Prevenzione Situazionale e Territoriale
Il fulcro della nuova architettura risiede nel concetto di “presidio preventivo” attraverso l'introduzione delle «Zone Rosse». Vengono attributi ai Prefetti poteri di interdizione territoriale per soggetti socialmente pericolosi, operando una bonifica preventiva delle aree urbane degradate, e la sicurezza dei grandi eventi viene affidata a sistemi di sorveglianza biometrica basati su intelligenza artificiale. Questa "digitalizzazione dell'ordine pubblico" permette una correlazione univoca e immediata tra l'identità biometrica e il titolo di accesso, limitando la protezione della privacy a favore di una tempestiva individuazione delle responsabilità penali in contesti di massa.
Stretta Penale e il Potenziamento degli Strumenti Inquirenti
Sul piano del contrasto ai reati predatori, si assiste al ripristino della procedibilità d'ufficio per il furto aggravato. Questa misura, unita alla flagranza differita (estesa anche ai danneggiamenti durante le manifestazioni), permette alle forze di polizia di operare svincolate dall'immediatezza dell'azione, valorizzando l'efficacia delle indagini tecniche e video-fotografiche. Anche la sicurezza stradale viene blindata: l'inosservanza dell'alt ai posti di blocco evolve da semplice contravvenzione a reato grave, con una reclusione prevista fino a cinque anni, elevando la tutela fisica degli operatori di polizia a bene giuridico preminente.
Tutela dei Minori e Responsabilità Indiretta
La riforma affronta la devianza giovanile attraverso un doppio binario: repressivo e sanzionatorio-familiare. Da un lato, viene istituito un rigido controllo sulla circolazione delle armi bianche, con l'introduzione di sanzioni pecuniarie e amministrative (fino alla revoca della licenza) per la vendita di lame ai minori, sia fisica che online. Dall'altro, si rafforza il principio della corresponsabilità genitoriale: l'estensione dell'ammonimento questorile ai minori di 14 anni è accompagnata da sanzioni economiche dirette ai tutori, colpendone la negligenza educativa e di controllo.
Gestione dei Flussi e Sovranità Marittima
Infine, il capitolo sull'immigrazione declina la sicurezza in termini di controllo delle frontiere. L'introduzione di misure di interdizione navale prolungata fino a sei mesi e la possibilità di trasferimento dei migranti in Paesi terzi convenzionati definiscono un modello di gestione dei flussi orientato alla difesa della legalità internazionale e dell'ordine pubblico interno. La revisione delle soglie di età per l'accoglienza dei minori stranieri completa il quadro, razionalizzando le risorse destinate alla protezione sociale e accelerando l'inquadramento dei soggetti nella disciplina ordinaria.
In conclusione, l’impianto tecnico del nuovo pacchetto sicurezza sembra proiettare l’ordinamento verso uno scenario che riecheggia le atmosfere di Minority Report, dove la tecnologia smette di essere un semplice supporto per diventare il perno del controllo sociale. Il parallelismo si concretizza in una "digitalizzazione dell'ordine pubblico", attraverso l'uso della sorveglianza biometrica e dell'intelligenza artificiale. In questo nuovo paradigma, la tutela della sicurezza e l'efficacia delle indagini tecnico-video ottengono la precedenza sulle tempistiche procedurali e sulla privacy, definendo un sistema in cui l'autorità non si limita più a reagire al reato, ma satura preventivamente lo spazio urbano per neutralizzare la pericolosità sociale prima ancora che si manifesti.




