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Perché ricordare il 23 maggio

Ogni volta che il 23 Maggio si ripresenta siamo percorsi da un brivido. Una data che nessuno dimentica, un ricordo nella nostra storia che ritorna di generazione in generazione, rimasto impresso in chi c'era e che ora continua ad imprimersi nelle nuove generazioni.



Il 23 Maggio 1992 fu una giornata buia che noi tutti ricordiamo come “La strage di Capaci”. Giorno di un attentato terroristico-mafioso compiuto da Cosa Nostra che portò all'uccisione del magistrato antimafia Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e di tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.


Nel 2002, in occasione del decimo anniversario della strage di Capaci, grazie a un accordo tra il Ministero dell'Istruzione e la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, il 23 Maggio iniziò ad assumere non più solo la connotazione di un giorno del ricordo ma anche quella di un’occasione di educazione civica celebrando il coraggio di tutti coloro che hanno lottato contro le mafie; e fu così che nel 2002 fu ufficialmente istituita la Giornata nazionale della legalità.


Oggi più che mai questo giorno ci ricorda che ognuno di noi, in quanto cittadino, ha il dovere di risvegliare quel senso di responsabilità legato all’appartenenza alla comunità; quel senso di cittadinanza attiva che ci spinge a non fermare mai questo processo di crescita ed educazione comune, quel senso che ci spinge a impegnarci ogni giorno nel nostro piccolo nel nome e nel ricordo di chi ha perso la vita coraggiosamente per una causa comune.

Questa giornata ci invita a fermarci e riflettere sul fatto che non basta ricordare!

Oltre al ricordo è importante prendere consapevolezza, perché senza conoscenza, senza educazione civica non saremo mai davvero liberi di scegliere e di esercitare pienamente i nostri diritti.


È importante riconnettersi con la propria identità comunitaria e sentire quel senso di appartenenza che spinge ad agire perché sono cause che riguardano personalmente tutti in quanto membri costituenti di un “Noi”.

Agire affinché nulla sia stato invano!


Per fermarci a risvegliare il nostro impegno civile, voglio citare Giovanni Falcone:


"Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.”


Per concludere, rivolgo un pensiero a tutti coloro che coraggiosamente si sono battuti per la comunità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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